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martedì 27 settembre 2011

Newsletter, nuovo numero

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (34/647), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

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mercoledì 21 settembre 2011

Equinozio d'autunno

L'equinozio (dal latino "notte uguale" dato che il giorno e la notte hanno la stessa durata) è il giorno in cui il Sole, all'Equatore, sorge e tramonta verticalmente passando per lo Zenith.
Schema dell'equinozio. [Wikipedia]
A differenza degli altri inizi di stagione che vengono fissati al 21 del mese, l'equinozio d'autunno (per l'emisfero boreale - per quello australe è di primavera) viene convenzionalmente assegnato al 23 settembre.

Perché è diverso dalle altre stagioni? Semplice, perché la Terra percorre un'orbita ellittica durante il suo moto intorno al Sole e l'afelio (punto più distante dal Sole) è il 3 luglio mentre il perielio (punto più vicino al Sole) è il 3 gennaio. Per la seconda legge di Keplero, la Terra si muove più lentamente quando è più lontana dal Sole.
Quindi, riassumendo, ecco la durata delle quattro stagioni per l'emisfero boreale:
- primavera 92.75 giorni
- estate 93.65 giorni
- autunno 89.85 giorni
- inverno 88.99 giorni

Quest'anno l'equinozio settembrino cadrà astronomicamente alle 0904 UTC (le 11:04 CEST, italiane) del 23 settembre.
Buon autunno a tutti!

domenica 18 settembre 2011

Notiziario astronautico

Rientrata nelle steppe del Kazakhstan alle 0359:39 UTC di venerdì 16 la Soyuz TMA-21 che trasportava Alexander Samokutyaev, Andrey Borisenko e Ronald Garan. Tutto bene e rispettando i piani del nuovo programma voli che collegano la Stazione Spaziale Internazionale con Terra.

Scoperto il primo pianeta che orbita un sistema stellare binario. La sonda Kepler ha rilevato la variazione di luminosità di una coppia di stelle, evidenziando la presenza del pianeta. È un gigante gassoso con dimensioni paragonabili al nostro Saturno ed è stato chiamato Kepler-16b. Questa scoperta apre nuove possibilità di trovare vita su remoti pianeti, ma di fatto stravolge il concetto di “zona abitabile” come una parte dello spazio di un sistema stellare compresa fra due limiti di distanza dalla stella: con due soli in movimento reciproco è molto difficile stabilire una zona precisa.

Quanti di voi hanno pensato al pianeta Tatooine di Star Wars?

È stata lanciata dalla base di Cape Canaveral in modo perfetto il 10 settembre alle 1008 UTC, la coppia di sonde GRAIL che dovranno creare una mappa gravitazionale estremamente precisa della Luna.
Si stanno ora dirigendo al punto lagrangiano Terra-Sole L1 posto a circa un milione e mezzo di chilometri da noi, per poi ritornare verso il nostro satellite naturale dove entreranno in orbita nei giorni 1 e 2 gennaio prossimi.

Attesa per il rientro del satellite scientifico statunitense Upper Atmospheric Research Satellite (UARS) del peso di 5670 kg. Lanciato dallo Space Shuttle Discovery nel 1991, ha funzionato per 14 anni (contro i tre previsti) studiando l’alta atmosfera terrestre. Quando i tecnici addetti al controllo del veicolo lo hanno messo fuori servizio non hanno considerato che il propellente residuo nei serbatoi non era più sufficiente per un rientro totale e controllato, lasciando così parte del lavoro di distruzione atmosferica al freno atmosferico residuo presente nell’orbita. Così non si ha certezza del momento in cui rientrerà e soprattutto del dove. Dato che si trova su un’orbita inclinata a 57°, ogni luogo del nostro pianeta compreso fra i 57° nord e i 57° sud potrebbe vedere lo spettacolo del rientro, ma si calcola che almeno 500 kg di detriti giungeranno a Terra. Le statistiche dicono che la probabilità che qualcuno venga colpito da questi detriti è di 1:10'000, e che probabilmente precipiterà in oceano. Si stima che il rientro avvenga intorno alla fine di settembre (potrebbe essere intorno al giorno 24).

Presentato dalla NASA il nuovo (si fa per dire) Space Launch System, il lanciatore pesante che dovrà portare in orbita la nuova generazione di astronavi. Si tratta di un missile a propellenti liquidi criogenici derivato dagli ET dello Shuttle con una coppia di booster anch’essi di origine Shuttle, ma con 5 segmenti. Due versioni base, una con 70-100 tonnellate di carico in orbita bassa e l’altra con 130 tonnellate di carico, sempre in orbita bassa.
Si tratta, né più né meno del vecchio Constellation, con la differenza che questo lanciatore pesante sarà anche certificato per il volo umano e quindi sarà decisamente più complicato e dispendioso il suo sviluppo. Si prevede un primo volo test (non abitato) nel 2017, la messa in servizio non prima di 3-5 anni e il primo volo della versione 130 T non prima del 2030. Costo stimato 10 miliardi oltre a 2 per riconvertire i sistemi di Terra al KSC e 6 per il completamento della capsula Orion. Fonti non ufficiali parlano di 41 miliardi totali per lo sviluppo e i voli fino al 2030.

E dire che l’HLV Shuttle-C era a portata di mano con un costo stimato di 6,6 miliardi di dollari, un carico utile di 92 tonnellate con un tempo di sviluppo per il primo volo abitato inferiore ai cinque anni…

Come anticipato ad aprile, la NASA sta collaborando con Alliant Techsystems Inc. e EADS Astrium per lo sviluppo del vettore Liberty, nato dalle ceneri dell’Ares I e del quale riprende parte dell’architettura.
Anche qui nulla di nuovo sotto il Sole: i primi voli dovrebbero avvenire intorno al 2015 e questo nuovo vettore sarà in grado di portare in orbita bassa e sulla ISS ogni capsula attuale e in progetto, comprendendo anche quelle dei sistemi privati.
L’obiettivo è di accorciare i tempi del ritorno americano in orbita e limitare i costi a 180 milioni di dollari per volo.

giovedì 15 settembre 2011

Buone notizie sul fronte ISS

L’incidente alla Progress del 24 agosto scorso è stato spiegato quasi alla perfezione, mancano soltanto i test a Terra. Si trattava di un problema al gas generator del motore RD-0110 presente sul terzo stadio dei vettori Soyuz. Pare che l’inconveniente sia stato causato da un difetto di fabbricazione che ha comportato la contaminazione dei condotti grazie ai quali vengono alimentate le turbopompe del motore a kerosene.
Stabilito che è stato un difetto casuale è ora necessaria una verifica dei motori già installati nei vari upper-stage costruiti, operazione che necessita di un certo tempo dato che bisogna disassemblare i motori già pronti per l’uso.

In sostanza ci sarà un solo volo test per il vettore, e sarà proprio il prossimo Progress che avverrà il 30 ottobre. Se tutto andrà come dovrebbe, il seguente lancio, quello abitato, avverrà il 12 novembre, giusto in tempo per permettere ai tre astronauti in orbita di passare le consegne ai nuovi arrivati prima del rientro che avverrà pochi giorni dopo. Il 20 dicembre partirà poi la successiva Soyuz abitata ripristinando così l’equipaggio di sei persone a bordo della Stazione spaziale.

Riassumendo:
il 16 settembre (domattina) rientra la Soyuz TMA-21 (ISS 26S)
il 30 ottobre parte la Progress M-13M (ISS 45P)
il 12 novembre parte la Soyuz TMA-22 (ISS 28S)
il 22 novembre rientra la Soyuz TMA-02M (ISS 27S)
il 20 dicembre parte la Soyuz TMA-03M (ISS 29S)
il 26 gennaio 2012 parte la Progress M-14M (ISS 46P)

Tutti gli attracchi alla Stazione sono previsti 48 ore dopo il lancio.
Il rientro del 22 novembre è l'ultima possibilità e avverrà all'alba del Kazakhstan. Ritardare ulteriormente significherebbe far atterrare l'equipaggio di notte, cosa che violerebbe le regole Roscosmos sui rientri Soyuz, oltre a complicare notevolmente le procedure di recupero.
Se la situazione procede come previsto, nonostante i pochi giorni di tolleranza disponibili, si sarebbe risolto il primo problema alla ISS dell’era post-Shuttle, altrimenti la precedente opzione (lasciare la Stazione senza equipaggio in regime di funzionamento automatico) resta tuttora valida.

mercoledì 14 settembre 2011

Newsletter, nuovo numero

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domenica 4 settembre 2011

Notiziario

Pronta per il lancio la missione GRAIL che dovrà studiare il campo gravitazionale lunare. Il decollo è previsto per le 1237:06 UTC di giovedì 8 settembre. La finestra di lancio è istantanea e prevede due possibilità al giorno per 42 giorni consecutivi, quindi fino al 19 ottobre.

Splendida immagine inviata dalla sonda Juno il 26 agosto. È un ritratto del sistema Terra-Luna da quasi dieci milioni di km di distanza.
Solo per ricordarci quanto siamo piccoli ed insignificanti in questo Universo…
Attualmente si trova ad oltre 13 milioni di km da noi.

Inizio di attività per i robot presenti a bordo della ISS. Sia Dextre (all’esterno) che Robonaut2 (all’interno) stanno iniziando il loro periodo di rodaggio con i primi compiti operativi.
Dextre si è occupato della sostituzione di un Remote Power Control Module, prendendo il ricambio da uno dei pallet presenti sui tralicci principali della Stazione e riponendo poi l’elemento guasto in attesa di una eventuale riparazione o smaltimento. Ovviamente non è stato un compito eseguito dal robot in maniera indipendente, ma è stato comandato dall’interno della Stazione. R2 è invece stato svegliato e si sta sottoponendo a tutta una serie di prove che comprendono il collaudo di tutte le parti, gli attuatori e i sensori che lo compongono.

Incidente per il veicolo sperimentale della Blue Origin durante il secondo volo test. In base alle informazioni provenienti dall’azienda creata dal fondatore di Amazon, il veicolo, che stava salendo in alta quota per il primo collaudo suborbitale (il permesso di volo era richiesto per una quota massima di 18'000 metri), è andato distrutto a circa 13’700 metri mentre viaggiava a oltre mach 1,2. Pare che il velivolo abbia perso l’assetto di volo innescando così il sistema automatico di sicurezza che ha spento i motori. Si tratta di una specie di razzo con quattro zampe (in realtà assomiglia di più ad un boiler, lo vedete nella foto qui a fianco) che dovrebbe decollare ed atterrare verticalmente. Il primo test era stato effettuato con successo ed aveva sperimentato proprio una serie di decolli e atterraggi dopo un breve volo.
Questa volta si trattava di una vera a propria ascesa che però non ha avuto gli esiti sperati. I tecnici sono al lavoro per determinare le cause dell’incidente.

sabato 3 settembre 2011

Notizie da Marte

Inizia una missione completamente nuova per il rover marziano Opportunity, in grado, dopo oltre sette anni e mezzo sulla superficie del pianeta rosso, di dare nuova linfa all’esplorazione planetaria del Jet Propulsion Laboratory, in California.
Giunto il mese scorso sulle pendici del cratere Endeavour (dopo oltre tre anni di viaggio) ha iniziato le analisi delle rocce presenti in quella zona. Lo scopo principale della nuova missione è quello di fare più rilievi possibile del materiale smosso dall’impatto che ha creato questo enorme cratere, dato che ha potuto portare allo scoperto materiali rocciosi presenti negli strati profondi della superficie marziana.
In questo modo gli scienziati sperano di trovare delle stratificazioni provenienti da antiche sedimentazioni di un fondo lacustre o, possibilmente, marino, in modo da avere le prove definitive della presenza di vita almeno nel passato di Marte.
Le prime analisi confermano che i materiali rinvenuti in questa zona sono sostanzialmente diversi da qualsiasi altro analizzato dai rover, dando così una spinta fortissima alla prosecuzione del lavoro.

Oppy dimostra la sua età, soprattutto a causa di alcuni acciacchi che lo colpiscono ormai da tempo, come il motore di una ruota che saltuariamente presenta alti assorbimenti di corrente o il braccio robotico ormai fermo nella posizione estesa, ma, nonostante tutto, il nostro rover riesce ancora egregiamente a fare il proprio lavoro e secondo i responsabili del progetto, sarà ancora in grado di superare almeno un inverno marziano.

ISS, situazione lanci

Trovata la causa del fallimento del lancio Progress del 24 agosto. Il malfunzionamento del motore RD-0110, installato nel terzo stadio del vettore Soyuz-U, utilizzato in questa occasione, è identico a quello montato sul vettore Soyuz-FG, utilizzato per i lanci umani ed ha condannato la capsula carica di rifornimenti.
Ora è necessario che venga determinata con estrema precisione il guasto specifico che ha causato il malfunzionamento quindi l’inchiesta prosegue a pieno regime per avere una spiegazione dettagliata e un rimedio sicuro. E la possibilità che un guasto come questo affligga una capsula abitata è il motivo principale per cui è indispensabile che il problema venga indagato a fondo.
Nel frattempo è stato deciso di posticipare di otto giorni il rientro della Soyuz TMA-21 con i tre componenti dell’equipaggio, Andrey Borisenko, Alexander Samokutyaev e Ronald Garan, che, quindi, rientreranno in Kazakhstan il 16 settembre. Per quanto riguarda gli altri tre, Michael Fossum, Sergei Volkov e Satoshi Furukawa, resteranno da soli a bordo della Stazione, sperando che possano essere affiancati da un nuovo equipaggio prima di essere obbligati a lasciare la ISS in navigazione automatica al loro rientro, previsto per la metà di novembre.
I responsabili Roscosmos sono fiduciosi di riuscire a trovare una soluzione al più presto e poter collaudare il tutto nei prossimi due lanci non abitati del vettore Soyuz.

lunedì 29 agosto 2011

La ISS senza equipaggio?

Secondo Michael Suffredini, manager NASA delle operazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere una possibilità tutt’altro che remota.

I fatti purtroppo non portano a nulla di buono. Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, avanza la possibilità di far compiere ad Energia, l’azienda che costruisce i componenti Soyuz, almeno due test senza equipaggio per accertarsi che i possibili problemi siano stati superati. Questi test dovrebbero avvenire dopo aver appurato le cause del problema verificatosi durante l’ultimo lancio Progress, quindi si parlerebbe di alcuni mesi senza lanci abitati. La prima conseguenza è proprio la presenza umana a bordo della ISS, vincolata a sua volta alla presenza delle capsule Soyuz, le quali hanno una permanenza certificata nello Spazio di 210 giorni massimi. Questo vorrebbe dire che entro fine novembre le due capsule ormeggiate al complesso spaziale dovrebbero rientrare, portando con sé a Terra gli astronauti che le occupano.

Viene da sé che la Stazione resterebbe senza equipaggio, ma è una situazione perfettamente percorribile, dato che tutte le funzioni principali potrebbero essere svolte dai sistemi automatici di bordo e alcune anche dai centri di controllo di Terra.
Appena le condizioni lo permetterebbero, ovviamente, l'equipaggio tornerebbe.

Ricapitolando.
La Soyuz TMA-21, salita il 4 aprile, dovrebbe rientrare l’8 settembre, ma la sua certificazione è valida fino alla fine di ottobre, ragion per cui la missione di Andrey Borisenko, Alexander Samokutyaev e Ronald Garan potrebbe essere estesa fino ad allora.
La Soyuz TMA-02M, lanciata il 7 giugno con Michael Fossum, Sergei Volkov e Satoshi Furukawa sarebbe certificata fino a fine gennaio, ma il rientro deve avvenire di giorno, soprattutto a causa delle condizioni meteorologiche delle steppe del Kazakhstan, dove le capsula solitamente rientra. Quindi, a causa dell’inclinazione orbitale della Stazione, si viene a creare una situazione per cui il rientro diurno è impossibile dal 19 novembre a fine dicembre, ma gennaio, meteorologicalmente parlando, è un pessimo mese…
Ergo, se un equipaggio non sarà salito a bordo della ISS in tempo utile, quasi sicuramente il 16 novembre ci sarà il rientro della seconda capsula, lasciando la stazione, per la prima volta in 11 anni, in volo automatico senza equipaggio.

Sarebbe un problema non da poco, soprattutto per quello che riguarda la ricerca e gli esperimenti che si stanno eseguendo a bordo, ma sarebbe inevitabile. Questo significherebbe anche il ridimensionamento della missione della capsula Dragon SpaceX, che deve raggiungere la ISS a fine novembre: è indispensabile la presenza a bordo dell’equipaggio, dato che l’attracco sarebbe manuale ed eseguito con il braccio robotico, senza contare che il materiale presente a bordo deve essere scaricato a mano!

Speriamo bene; i due lanci di test sono già in calendario (un Globalstar a inizio ottobre e il successivo Progress già in preparazione), ma soprattutto perché i successivi passi per l’esplorazione spaziale dipendono dalla Stazione.

domenica 28 agosto 2011

Meteora? Mah...


Faccio solo una breve disamina sul filmato della meteora su Cuzco, in Perù.
Ho estratto un fotogramma di quel filmato e lo vedete qui:

Se devo essere sincero non mi pare proprio una meteora e i motivi sono molteplici:
1- un bolide (come dovrebbe chiamarsi una meteora di quelle dimensioni) è molto veloce, si parla di km/s, quindi avrebbe attraversato il cielo di Cuzco in pochi secondi;
2- l'attrito atmosferico tenderebbe a surriscaldare la roccia, spaccandola e producendo frammenti che dovrebbero allontanarsi seguendo proprie traiettorie e soprattutto diverse velocità;
3- la scia finale è molto stranamente simmetrica, composta da due strisce esattamente identiche che vengono spostate dai venti in quota allo stesso modo;
4- il colore rossastro della scia non deriva dal fatto che è infuocata, ma dal fatto che le immagini sono riprese al tramonto, con la luce rossastra del Sole. Se fosse infuocata, il fuoco si spegnerebbe dopo poco, lasciando una scia bianca, grigia o al limite nera;
5- oltre ad intravedersi una fusoliera scura, il comportamento della scia è stranamente simile a quello di un aereo di linea, con la prima parte deviata proprio dalla fusoliera e, allontanandosi, si riunisce seguendo l'aerodinamica di un aeromobile.

Ora guardate questa foto:
se confrontate le due immagini, a parte le differenze di definizione e di condizioni dei venti in quota, non sono stranamente simili?
Forse anche troppo! Si distinguono addirittura i due motori di sinistra...

La Repubblica ha così raccolto una bella bufala, collezionando una figuraccia! Complimenti!