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martedì 7 ottobre 2014

Notiziario

Il mistero del Kobal't

Sembra che qualcosa sia andato storto con il recupero di un satellite spia russo di serie Kobal't, appartenente al Ministero della Difesa, avvenuto il 2 settembre (il satellite era chiamato Kosmos-2495 dalla stampa specialistica, anche se c’è della confusione sulla numerazione Kosmos, vale a dire che potrebbe anche essere stato il Kosmos-2493).

Sulla base del fatto che il satellite non doveva più essere in orbita la sera del 2 settembre, è stato calcolato (utilizzando algoritmi di Phil Clark) che, se fosse atterrato nella consueta zona di rientro, l'uscita dall'orbita sarebbe dovuta avvenire in direzione nord sul Corno d'Africa intorno alle 1805 UTC del 2 settembre con un ingresso atmosferico intorno alle 1818 UTC e l'atterraggio alle 1828 UTC circa, nei pressi di Orenburg in Russia.
Un satellite di classe Yantar/Kobal't [TsSKB Progress]
Il modulo di discesa (SA) si sarebbe separato dal modulo di servizio (AO) dopo l’accensione per l'uscita dall'orbita, con l'AO che si è disintegrato come previsto dato che non ha uno scudo termico. L'AO porta i pannelli solari, che tendono a bruciare per primi durante la discesa.

Detriti in rientro sono stati osservati da testimoni oculari in Kazakistan intorno alle 1814 UTC del 2 settembre, esattamente il momento previsto per l’ingresso del modulo di servizio. (Ma anche vicino a un passaggio del satellite cinese Yaogan 5 che tuttavia dovrebbe aver completato il suo rientro due orbite più tardi. Ted Molczan riferisce comunque di aver escluso lo Yaogan 5 come una possibilità).

In seguito sono state osservate grandi quantità di detriti rientranti in direzione nord sul Colorado e sullo Wyoming alle 0430 UTC circa del 3 settembre, il che è però coerente con il percorso orbitale previsto e la tempistica del satellite, se non fosse stata effettuata la manovra deorbitante.

La conclusione è che il SA è atterrato con successo durante il passaggio del 2 settembre; forse dopo la separazione, l'AO ha rimbalzato sull'atmosfera ed è rimasto su una quota molto bassa per 7 ulteriori orbite prima di soccombere durante il transito sul territorio degli Stati Uniti.
Questo è difficile da abbinare con i dati poiché le tempistiche suggeriscono che qualunque cosa rientrò sul Colorado era nell’orbita del payload originale - ci sono incertezze, ma altri analisti, come Ted Molczan, credono che i piccoli oggetti (coperture del payload? pannelli solari?) che possono essere stati espulsi prima dell’accensione per l’uscita dall'orbita, siano responsabili del rientro nei cieli del Colorado.
Resta sorprendente che degli oggetti a bassa massa possano generare un evento così luminoso.
D'altra parte Space-Track non ha catalogato oggetti aggiuntivi connessi con la missione.

Nel frattempo, Bob Christy riferisce che i NOTAM (annunci della chiusura dello spazio aereo) indicano normalmente le date di recupero per le due piccole capsule SpK presenti a bordo. In base a questi dati sono stati dedotti gli orari di atterraggio delle capsule SpK del 20 giugno (le 0808 UTC) e del 3 luglio (le 0402 UTC).

Ted Molczan ha inoltre evidenziato che le sue analisi mostrano che un pezzo di detrito relativamente piccolo (50-100 kg rispetto al peso di alcune tonnellate di un satellite Kosmos) potrebbe corrispondere alle osservazioni visuali nella zona del Colorado, e che la tempistica è più coerente con un oggetto espulso poco prima dell’accensione deorbitante del 2 settembre con traiettoria simile ad altri detriti espulsi dai Kobal't-M. La sua analisi è la più convincente anche se non è ancora chiaro esattamente che tipo di detriti possano essere espulsi dai satelliti Kobal't-M e, forse, l’ipotesi migliore resta quella dei pannelli solari che potrebbero essersi staccati a causa dell'accensione dei motori.

Ovviamente i Russi hanno le bocche cucite, ma se si fosse trattato di una delle due capsule di rientro SpK ("Spuskayemaya Kapsula" capsula di discesa) con i dati spia registrati a bordo, il fatto che possa essere rientrata per sbaglio sul territorio americano ha un'ironia tutt'altro che velata...


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mercoledì 24 settembre 2014

Notiziario

Maven e Mangalyaan arrivano in orbita marziana

Due nuovi satelliti terrestri in orbita attorno al Pianeta Rosso.

Mangalyaan conferma l'arrivo
alle altre sonde
per mezzo dei social network [ISRO]
La sonda della NASA/JPL Maven è arrivata nell’orbita di Marte. MAVEN era su un’orbita solare 0,96 x 1.45 UA x 2.0 gradi, fino ad entrare nella sfera di influenza marziana alle 0100 UTC del 20 settembre, modificandola in una traiettoria iperbolica di 537 x -15.778 km x 74 gradi. Alle 0138 UTC del 22 settembre la sonda ha iniziato un’accensione di frenata di 33 minuti per entrare in un’orbita 380 x 44600 km x 75 gradi (parametri non ancora confermati).

Nel frattempo, la sonda della missione MOM (Mars Orbiter Mission) dell’agenzia indiana Space Research Organization e nota in India col nome di Mangalyaan, è entrata il 22 settembre nella sfera d'influenza gravitazionale di Marte dalla sua orbita solare di 0,98 x 1,44 UA x 2.5 gradi.
Il 24 settembre la Mars Orbiter Mission si è inserita in orbita marziana. I parametri orbitali completi non sono ancora disponibili.


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martedì 23 settembre 2014

Notiziario

Stazione Spaziale Internazionale

Il 19 agosto il braccio JEM RMS ha prelevato i contenitori CubeSat Nanoracks dalla camera di compensazione Kibo e ha iniziato il lancio dei CubeSats PlanetLabs Flock-1b. Problemi elettrici con il deployer hanno portato alla sospensione dei lanci dopo il 21 agosto. Due coppie di CubeSats sono stati lanciati accidentalmente il 23 agosto e il 5 settembre senza un comando diretto; PlanetLabs è comunque stata in grado di contattarli e comandarli senza problemi.

Il lanciatore CubeSat NanoRacks rimane attaccato al braccio robotico JEM RMS mentre prosegue la risoluzione dei problemi elettrici.
Quattro CubeSats 3U sono ancora all’interno del deployer, mentre un altro pacchetto di 8 lanciatori con 16 x 3U CubeSats equivalenti si trova ancora all'interno di Kibo (sono ulteriori satelliti PlanetLabs Flock-1b più LambdaSat, GEARRS e alcuni MicroMAS).

Soyuz TMA12-M [NASA]
Il 10 settembre alle 2301 UTC Skvortsov, Artemev e Swanson hanno mollato gli ormeggi dal modulo Poisk a bordo della Soyuz TMA-12M. L'accensione deorbitante alle 0130 UTC dell’11 settembre ha abbassato l'orbita a circa -22 x 418 km seguita dalla separazione dei moduli alle 0158 UTC, l’ingresso in atmosfera alle 0201 UTC e l'atterraggio in Kazakhstan alle 0223 UTC.

La Expedition 41 è iniziata con il distacco della Soyuz TMA-12M; il restante equipaggio della ISS è composto dal comandante Max Suraev e dagli ingegneri di volo FE-5 Reid Wiseman e FE-6 Alex Gerst. La capsula Soyuz TMA-13M è agganciata alla Stazione.

Il 21 settembre SpaceX ha lanciato la sesta capsula cargo Dragon CRS-4 verso la ISS. È stato il 13° lancio Falcon 9 e l'8° nel periodo di 1 anno. Il Dragon Trunk ha due payload, l’ISS RapidScat scatterometro radar e la RapidScat Nadir Adapter che sarà installato sul il punto di aggancio SDX nadir della external payload facility del modulo Columbus. Nella cabina pressurizzata, Dragon trasporta SpinSat, un satellite NRL sferico di 0.56m di diametro che dovrà essere lanciato dal braccio JEM-RMS di Kibo e il Rodent Research 1 esperimento di scienze naturali di NASA-Ames Research contenente 20 topi (mus musculus). A bordo erano presenti anche gli emblemi di ISAA che precedono l'arrivo di Samantha Cristoforetti, previsto per il novembre prossimo venturo.
Né SpaceX né la NASA hanno rivelato la massa di Dragon CRS-4, ma è probabilmente fra i 9.500 e i 10.500 kg.

Secondo i dati di tracciamento degli Stati Uniti, Dragon è stato inserito su un’orbita 203 x 358 km x 51.6 gradi; alle 1400 UTC del 22 settembre era decaduto a 204 x 349 km a causa della resistenza atmosferica, ma non aveva ancora iniziato le accensioni per l’innalzamento dell'orbita per raggiungere la ISS. Tuttavia non c’è la certezza che l'oggetto monitorato (catalogo 40212 fino alle 1300 UTC del 22 Settembre, poi rinominato come 40210) sia veramente Dragon.

Il secondo stadio del Falcon 9 è stato deorbitato durante la prima orbita ed è rientrato a sud della Nuova Zelanda alle 0655 UTC circa del 21 settembre.


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domenica 21 settembre 2014

Equinozio d'autunno

L'equinozio (dal latino "notte uguale" dato che il giorno e la notte hanno la stessa durata) è il giorno in cui il Sole, all'Equatore, sorge e tramonta verticalmente passando per lo Zenith.
Convenzionalmente si pone al 23 settembre, anche se con le variazioni dovute all'anno bisestile può cadere il 22 settembre.
[Wikipedia]


Quello di settembre stabilisce l'inizio dell'autunno per l'emisfero boreale e della primavera per l'emisfero australe.

Quest'anno l'equinozio settembrino cade astronomicamente alle 0229 UTC (le 04:29 CEST, italiane) del 23 settembre.

Buon autunno a tutti!

domenica 24 agosto 2014

Newsletter

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (87/700), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.
Era da un po' che non riuscivo a riprendere questo servizio e spero di poter tornare alla vecchia periodicità (e a recuperare anche i numeri persi).

Gli abbonati ricevono in allegato ad ogni numero una edizione speciale ad alta qualità in formato pdf, impaginata e pronta per la stampa.

A questo indirizzo trovate l'archivio dei numeri usciti.

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P.S.: fatemi sapere per qualsiasi problema di invio/ricezione, grazie.

venerdì 20 giugno 2014

Solstizio estivo

Domani, 21 giugno, alle 1051 UTC (le 12:51 italiane), per l'emisfero Boreale avremo il Solstizio Estivo del 2014.
Il Sole raggiunge la massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica.

[Wikipedia]
In pratica a mezzogiorno il Sole raggiunge nel nostro emisfero il punto più alto e si ha il giorno più lungo dell'anno (e di conseguenza la notte più corta), inoltre il Sole passa allo Zenith sul tropico del Cancro.
All'interno di tutto il circolo polare artico il Sole non tramonta e all'interno di tutto il circolo polare antartico non sorge.

Per l'emisfero Australe inizia invece l'inverno.

Dal giorno successivo per noi cominciano ad accorciarsi le giornate.

Buona Estate a tutti!!!

giovedì 20 marzo 2014

Equinozio di Primavera

Cambio di stagione: precisamente alle 1657 UTC (Tempo Universale Coordinato) equivalenti alle 17:57 italiane di oggi 20 marzo, sul pianeta Terra si ha l'inizio astronomico della primavera per l'emisfero boreale (settentrionale) e dell'autunno per l'emisfero australe (meridionale).

Il nome "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale", infatti, all'equinozio, il giorno e la notte hanno la stessa durata su tutto il pianeta.

Buona primavera (o autunno) a tutti!

venerdì 3 gennaio 2014

Perielio

Il 4 gennaio alle 1200 UTC la Terra passerà al perielio della sua orbita, vale a dire il punto più vicino al Sole.

Ci troveremo esattamente a 147'098'290 km (centro-centro) e mentre nel nostro emisfero è inverno, nell'emisfero australe hanno l'estate che gode di un irraggiamento solare di circa il 7% in più, dovuto alla maggiore vicinanza alla nostra stella.

Una curiosità: la differenza di distanza fra il perielio e l'afelio (il punto più distante) dell'orbita terrestre è esattamente 5 milioni di chilometri, approssimato a 5 cifre significative.

Buon perielio a tutti!

mercoledì 25 dicembre 2013

Newsletter

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (78/691), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.
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venerdì 20 dicembre 2013

Solstizio invernale

Il 21 dicembre 2013 alle 1711 UTC (18:11 italiane) cade il solstizio invernale per il nostro emisfero Boreale, mentre per l'emisfero Australe sarà solstizio estivo. Siamo quindi al giorno più corto dell'anno (e di conseguenza la notte più lunga). Il solstizio invernale in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione minima, cioè percorre nel cielo l'arco più basso dell'anno. Infatti sol-stizio significa fermata del Sole, che smette di scendere giorno dopo giorno per ricominciare a percorrere archi progressivamente più alti sull'orizzonte.

Le giornate inizieranno ad allungarsi, anche se per i primi giorni sarà un allungamento impercettibile.

Buon inverno e buone feste a tutti...