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sabato 20 giugno 2015

Solstizio estivo

Domani, 21 giugno, alle 1638 UTC (le 18:38 italiane), per l'emisfero Boreale avremo il Solstizio Estivo del 2015.
Il Sole raggiunge la massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica.

[Wikipedia]
In pratica a mezzogiorno il Sole raggiunge nel nostro emisfero il punto più alto e si ha il giorno più lungo dell'anno (e di conseguenza la notte più corta), inoltre il Sole passa allo Zenith sul tropico del Cancro.
All'interno di tutto il circolo polare artico il Sole non tramonta e all'interno di tutto il circolo polare antartico non sorge.

Per l'emisfero Australe inizia invece l'inverno.

Dal giorno successivo per noi cominciano ad accorciarsi le giornate.

Buona Estate a tutti!!!

venerdì 22 maggio 2015

Un equipaggio attorno a Venere e Marte nel 2021

Un progetto russo per inviare un veicolo spaziale con equipaggio attorno a Venere e Marte nel 2021.

Nel 2021 Venere, Terra e Marte saranno allineati in modo da rendere possibile l’esecuzione di un flyby multiplo nel corso di una singola missione senza condurre manovre di propulsione meritevoli di menzione.
Indubbiamente questa è un'opportunità unica per un viaggio con equipaggio considerando anche che nel 2013 il turista spaziale e milionario Dennis Tito ha promosso l'iniziativa “Inspiration Mars” per inviare sul pianeta rosso un veicolo spaziale con un equipaggio di due astronauti.
Navicella interplanetaria diretta verso Marte formata da due ATV modificati,
un nodo russo e una Cupola
(la capsula Soyuz non è visibile dato che si trova all'interno di uno degli ATV)
[Aleksandr Khokhlov]
Inspiration Mars ha cercato sostenitori nel mondo e un team di appassionati russi ha risposto alla chiamata per la creazione della missione spaziale proponendo di utilizzare tecnologie provenienti da Russia, Stati Uniti e Europa.

Il progetto, condotto dall'ingegnere aerospaziale Alaksandr Khokhlov, era eccezionale e sorprendente perché prevedeva l'utilizzo di elementi già in servizio o che lo potrebbero diventare in un prossimo futuro. Inizialmente il piano era quello di lanciare la missione Inspiration Mars nel 2018, ma ben presto divenne chiaro che sarebbe stato impossibile preparare una missione simile in così poco tempo.
Il piano era di assemblare in orbita bassa un veicolo spaziale costituito da un ATV europeo modificato, un nodo di costruzione russa con quattro porte di attracco e un modulo panoramico simile alla Cupola della ISS. Il nodo, identico al russo Prichal che dovrà essere agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale, incorpora anche un'antenna di comunicazione ad alto guadagno.

Navicella interplanetaria proposta da Khokhlov per Inspiration Mars
[Team Russia]
Per tornare sulla Terra, l'equipaggio di due cosmonauti impiegherebbe una capsula Soyuz (SA) montata nella parte posteriore dell’ATV, al suo interno. Per sopportare il rientro atmosferico a più di 11 km/s, la protezione termica della Soyuz deve essere rinforzata e ATC ne avrebbe progettata una per consentire alla capsula di affrontare l’atmosfera a quella velocità e resistere alle temperature dell'orbita di Venere, ma gli altri elementi della missione sarebbero identici a quelli usati sulla ISS. Ciò include il sistema di supporto vitale a bordo dell’ATV, il quale sarebbe un insieme di sistemi attualmente utilizzati sulla Stazione Spaziale.

Una delle debolezze della missione sarebbe la manovra per uscire dall'orbita della Terra. Per raggiungere la velocità di fuga sarebbero necessari almeno quattro upper-stage Briz-M, che andrebbero precedentemente modificati per consentire l'accoppiamento reciproco.
Schema della nave interplanetaria,
dove la capsula Soyuz è stata inserita nell’ATV
[Team Russia]
In totale, la missione richiederebbe sei lanci, cinque dal lanciatore Proton-M (la sonda interplanetaria potrebbe andare in orbita con un solo vettore) e uno di un razzo Soyuz con una Soyuz TMA in grado di attraccare alla sonda con tre astronauti a bordo: due dei cosmonauti passerebbero sulla navicella interplanetaria mentre il comandante riporterebbe la Soyuz TMA sulla Terra da solo.
Lasciando da parte la dubbia affidabilità che il vettore Proton ha dimostrato negli ultimi anni, bisogna vedere se questo lanciatore sarebbe in grado di eseguire cinque missioni di fila a colpo sicuro, mentre un altro anello debole sarebbero i quattro stadi orbitali Briz-M che dovrebbero funzionare perfettamente uno dietro l'altro o l'equipaggio sarebbe inserito in un'orbita errata intorno al sole, senza alcuna possibilità di salvataggio.

Aspetto della sonda interplanetaria prima di lasciare l'orbita terrestre.
I quattro stadi Briz-M sono necessari per raggiungere la velocità di fuga
e la navicella spaziale Soyuz porterebbe l’equipaggio
sul veicolo per la missione [Team Russia]
Comunque il progetto Inspiration Mars sembra che stia languendo, e perciò i ragazzi di Khokhlov hanno recentemente deciso di fare un salto in avanti e proporre in proprio una versione modificata della missione per la finestra di lancio del 2021.
La differenza principale con il progetto precedente è che ora la struttura principale consisterebbe di due ATV invece di uno, al fine di aumentare la ridondanza dei sistemi e le possibilità di successo della missione.
La navicella interplanetaria con un equipaggio di due persone partirebbe dalla Terra il 22 Novembre 2021 per svolgere una missione di 600 giorni circa. Il 4 Aprile 2022 arriverebbe vicino a Venere utilizzandola per cambiare la sua traiettoria in modo da sorvolare Marte il 12 ottobre 2022. Infine, con un po' di fortuna, gli astronauti rientrerebbero nell'atmosfera terrestre con la Soyuz modificata il 27 giugno 2023.

Un altro punto debole di questa missione può essere l'approvvigionamento di rifornimenti per l'equipaggio: due persone in 600 giorni hanno bisogno di molto cibo e liquidi e il volume disponibile non sarebbe sufficiente. Una possibile aggiunta, grazie al nodo di interconnessione, potrebbe essere rappresentata da un modulo gonfiabile della Bigelow, in grado di fungere da magazzino.

Navicella interplanetaria che potrebbe sorvolare Venere e Marte.
È formata da due ATV modificati, un nodo e una Cupola
(la capsula Soyuz non è visibile in quanto all'interno dell’ATV di coda)
[Aleksandr Khokhlov]
In questo modo avrebbe luogo la prima, seppur breve, visita dell'umanità a Venere e Marte. Durante i due sorvoli i cosmonauti godrebbero di una vista mozzafiato dal modulo Cupola e anche se si verificasse una tempesta solare potrebbero rifugiarsi all'interno della capsula Soyuz che con la doppia scocca dovrebbe ridurre a valori accettabili la dose di radiazione ricevuta.

Questa missione non è così importante per il suo interesse scientifico (se escludiamo i dati che si raccoglierebbero sulle missioni abitate nello spazio profondo), ma non si può dire che non sia interessante. Il fatto è che, a torto o a ragione, nessuna agenzia spaziale ha mostrato interesse in essa, e così il team di Khokhlov sta cercando finanziamenti per presentare un progetto preliminare che potrebbe essere la base per una missione reale. Khokhlov ha stimato il costo di questa avventura in circa sei miliardi di dollari, quindi qualcosa mi dice che nel 2021 non vedremo né Venere e né Marte da nessun veicolo spaziale abitato.

Ma in fondo chi lo sa, del resto sognare è gratuito.


Tratto, tradotto e adattato da Eureka, sito di informazione spaziale in lingua spagnola curato da Daniel Marín. Link alla notizia originale.

venerdì 1 maggio 2015

Addio, MESSENGER

Per la prima volta un manufatto umano ha raggiunto la superficie del pianeta più vicino al Sole.
Il 30 aprile 2015 alle 20:26 UTC la sonda MESSENGER della NASA ha completato con successo la sua missione schiantandosi su Mercurio.
E finisce così l'avventura del primo veicolo spaziale ad essere entrato in orbita del più piccolo pianeta del Sistema Solare per analizzarlo con un livello di dettaglio senza precedenti.
MESSENGER, traiettoria d'impatto [NASA].
La sonda, 513 kg e tre metri di diametro, si è schiantata ad una velocità di 14 000 km/h (3,91 km/s) sulle coordinate 54,4º nord e 210,1º est, a nord-est del grande bacino da impatto Shakespeare, lasciando un cratere di circa 16 metri di diametro. A dire il vero, MESSENGER avrebbe dovuto schiantarsi su Mercurio molto prima, ma hanno deciso di estendere la sua missione di un paio di mesi.
Ultima orbita di MESSENGER [NASA].

Ultima immagine ripresa da MESSENGER (cratere Jakin),
con una risoluzione di 2,1 metri per pixel,
scattata il 30 aprile [NASA]
.

MESSENGER (MErcury Surface, Space Environment, GEochemistry, and Ranging), un acronimo con un chiaro riferimento al messaggero degli dei del pantheon romano, è stato lanciato da Cape Canaveral il 3 agosto 2004 da un razzo Delta II 7925 diretto verso Mercurio, l'unico pianeta terrestre che non era ancora stato raggiunto da una sonda orbitale. Infatti, ad eccezione dei tre flyby di Mariner 10 nel 1974 e nel 1975, nessun altro veicolo spaziale aveva esplorato Mercurio.
Fino a MESSENGER, in pieno XXI secolo, le mappe di Mercurio mostravano solo il 45% della superficie del pianeta. Il resto era territorio inesplorato.
Mercurio visto da MESSENGER [NASA].
Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, il viaggio verso Mercurio è estremamente costoso in termini di energia e, se non si desidera che la sonda trasporti enormi quantità di carburante, sono necessarie diverse manovre di gravity assist con altri pianeti. In effetti, il Mariner 10 è diventato il primo veicolo spaziale che ha effettuato queste manovre per raggiungere il suo obiettivo. Per non essere da meno del suo antenato, MESSENGER ha fatto un flyby della Terra il 2 agosto 2005 e due di Venere, rispettivamente il 24 ottobre 2006 e il 5 Giugno 2007. In seguito ha fatto tre flyby di Mercurio nel 2008 ed infine si è inserito nell'orbita del pianeta più vicino al Sole il 17 marzo 2011.
MESSENGER, rotta verso Mercurio [NASA].


La sonda prima del lancio [NASA].


Il flyby della Terra ripreso da MESSENGER nel corso del 2005 [NASA].

La missione primaria si è conclusa il 17 marzo 2012, dopo l'invio di oltre centomila immagini.
Al 6 marzo 2013 la sonda è riuscita a mappare il 100% della superficie di Mercurio, tranne all'interno di alcuni crateri polari che sono permanentemente in ombra e il 17 dello stesso mese ha chiuso il primo anno della sua missione estesa.
La seconda missione estesa è iniziata il 17 giugno con l'obiettivo di studiare Mercurio da meno di 20 km di quota rendendo così possibile l’utilizzo del magnetometro e dello spettrometro a neutroni per studiare la composizione della superficie in maggior dettaglio.


Tre immagini della sonda [NASA].
MESSENGER: missione principale e orbita di lavoro [NASA].

L’addio a MESSENGER è stato dato dopo la ripresa di oltre 280 000 fotografie con la fotocamera MDIS (Mercury Dual Imaging System) e il completamento di una mappa tridimensionale con il laser altimetro MLA (Mercury Laser Altimeter). Il 24 Aprile 2015 la sonda ha effettuato la sesta e ultima manovra per aumentare la sua orbita. In queste manovre è stato utilizzato elio come propellente invece di idrazina, ma ad aprile è esaurito.
La piccola sonda ha completato un totale di 4104 orbite, l'ultima delle quali aveva un'altezza compresa tra 300 e 600 metri, ma alla fine MESSENGER ha dovuto cedere alle inesorabili perturbazioni gravitazionali del Sole.
Quota del periastro negli ultimi mesi [NASA].

Immagine del 23 aprile con una risoluzione di 1,1 metri per pixel [NASA].


MESSENGER in questi quattro anni ha fatto molte scoperte che hanno rivoluzionato la nostra conoscenza di Mercurio. Una delle più suggestive riguarda quelle che sono chiamate depressioni (hollows). Nessuno sa di cosa sono fatte e come si sono formate, ma ciò che è chiaro è che questo è un fenomeno relativamente recente, in termini geologici, e mostra che Mercurio non è un pianeta morto. Si presume che le depressioni possano essere correlate a un qualche tipo di vulcanismo associato ai solfati o ai minerali ricchi di metalli (ferro, sodio o potassio), ma per ora abbiamo solo ipotesi non confermate.
'Hollows' sulla superficie di Mercurio [NASA].
Un'altra importante scoperta è stata la conferma dell'esistenza di ghiaccio in alcuni crateri polo nord di Mercurio, un ghiaccio mescolato con regolite e talvolta con uno strato di sostanze organiche. MESSENGER ha anche confermato che il nucleo di Mercurio è liquido e genera un forte campo magnetico. La sonda ha trovato anche prove di uno strato misterioso di solida roccia tra il manto semi-fuso e il nucleo liquido, oltre a scoprire le strutture tettoniche che dovrebbero aver avuto origine dal ritiro del pianeta una volta raffreddato dopo la sua formazione.
Immagine del cratere Kandinsky, vicino al polo nord di Mercurio [NASA].


In breve, l'eredità di MESSENGER è molto più interessante di quanto ci aspettassimo. Lungi dall'essere una roccia arida, Mercurio è un mondo vivente, un obiettivo più che affascinante per la missione Europeo-Giapponese BepiColombo che dovrebbe partire nel 2017.

Grazie di tutto, MESSENGER, sei stato un buon messaggero.
La Terra e la Luna visti da MESSENGER da distanza 98 milioni di km [NASA].

Sintesi della missione [NASA].


Tratto, tradotto e adattato da Eureka, sito di informazione spaziale in lingua spagnola curato da Daniel Marín.
Link alla notizia originale.

giovedì 19 marzo 2015

Equinozio di Primavera

Cambio di stagione: precisamente alle 2245 UTC (Tempo Universale Coordinato) equivalenti alle 23:45 italiane del 20 marzo, sul pianeta Terra si ha l'inizio astronomico della primavera per l'emisfero boreale (settentrionale) e dell'autunno per l'emisfero australe (meridionale).

[Wikipedia]
L'equinozio (dal latino "notte uguale" dato che il giorno e la notte hanno la stessa durata su tutto il pianeta) è il giorno in cui il Sole, all'Equatore, sorge e tramonta verticalmente passando per lo Zenith.
Convenzionalmente si pone al 21 marzo, anche se con le variazioni dovute all'anno bisestile cade spesso il 20 marzo.

Quest'anno però abbiamo la coincidenza dell'equinozio con un'eclissi di Sole che non sarà totale, ma ben visibile dall'Italia (50-60% di copertura del disco solare).
Su questa pagina del sito di Coelum Astronomia (e sulla rivista) trovate tutte le informazioni per osservarla (meteo permettendo e mi raccomando: proteggete gli occhi!).

Buona primavera (o autunno) a tutti!

mercoledì 24 dicembre 2014

Samantha Cristoforetti parla con Giorgio Napolitano

Video in versione esclusiva per AstronautiCAST, dove una Samantha molto emozionata, ma molto fiera del suo lavoro, trasmette la sua emozione al Presidente Napolitano.




domenica 21 dicembre 2014

Solstizio invernale

Il 21 dicembre 2014 alle 2303 UTC (0:03 italiane del 22 dicembre) cade il solstizio invernale per il nostro emisfero Boreale, mentre per l'emisfero Australe sarà solstizio estivo. Siamo quindi al giorno più corto dell'anno (e di conseguenza la notte più lunga). Il solstizio invernale in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione minima, cioè percorre nel cielo l'arco più basso dell'anno. Infatti sol-stizio significa fermata del Sole, che smette di scendere giorno dopo giorno per ricominciare a percorrere archi progressivamente più alti sull'orizzonte.

Le giornate inizieranno ad allungarsi, anche se per i primi giorni sarà un allungamento impercettibile.

Buon inverno e buone feste a tutti...

martedì 7 ottobre 2014

Notiziario

Il mistero del Kobal't

Sembra che qualcosa sia andato storto con il recupero di un satellite spia russo di serie Kobal't, appartenente al Ministero della Difesa, avvenuto il 2 settembre (il satellite era chiamato Kosmos-2495 dalla stampa specialistica, anche se c’è della confusione sulla numerazione Kosmos, vale a dire che potrebbe anche essere stato il Kosmos-2493).

Sulla base del fatto che il satellite non doveva più essere in orbita la sera del 2 settembre, è stato calcolato (utilizzando algoritmi di Phil Clark) che, se fosse atterrato nella consueta zona di rientro, l'uscita dall'orbita sarebbe dovuta avvenire in direzione nord sul Corno d'Africa intorno alle 1805 UTC del 2 settembre con un ingresso atmosferico intorno alle 1818 UTC e l'atterraggio alle 1828 UTC circa, nei pressi di Orenburg in Russia.
Un satellite di classe Yantar/Kobal't [TsSKB Progress]
Il modulo di discesa (SA) si sarebbe separato dal modulo di servizio (AO) dopo l’accensione per l'uscita dall'orbita, con l'AO che si è disintegrato come previsto dato che non ha uno scudo termico. L'AO porta i pannelli solari, che tendono a bruciare per primi durante la discesa.

Detriti in rientro sono stati osservati da testimoni oculari in Kazakistan intorno alle 1814 UTC del 2 settembre, esattamente il momento previsto per l’ingresso del modulo di servizio. (Ma anche vicino a un passaggio del satellite cinese Yaogan 5 che tuttavia dovrebbe aver completato il suo rientro due orbite più tardi. Ted Molczan riferisce comunque di aver escluso lo Yaogan 5 come una possibilità).

In seguito sono state osservate grandi quantità di detriti rientranti in direzione nord sul Colorado e sullo Wyoming alle 0430 UTC circa del 3 settembre, il che è però coerente con il percorso orbitale previsto e la tempistica del satellite, se non fosse stata effettuata la manovra deorbitante.

La conclusione è che il SA è atterrato con successo durante il passaggio del 2 settembre; forse dopo la separazione, l'AO ha rimbalzato sull'atmosfera ed è rimasto su una quota molto bassa per 7 ulteriori orbite prima di soccombere durante il transito sul territorio degli Stati Uniti.
Questo è difficile da abbinare con i dati poiché le tempistiche suggeriscono che qualunque cosa rientrò sul Colorado era nell’orbita del payload originale - ci sono incertezze, ma altri analisti, come Ted Molczan, credono che i piccoli oggetti (coperture del payload? pannelli solari?) che possono essere stati espulsi prima dell’accensione per l’uscita dall'orbita, siano responsabili del rientro nei cieli del Colorado.
Resta sorprendente che degli oggetti a bassa massa possano generare un evento così luminoso.
D'altra parte Space-Track non ha catalogato oggetti aggiuntivi connessi con la missione.

Nel frattempo, Bob Christy riferisce che i NOTAM (annunci della chiusura dello spazio aereo) indicano normalmente le date di recupero per le due piccole capsule SpK presenti a bordo. In base a questi dati sono stati dedotti gli orari di atterraggio delle capsule SpK del 20 giugno (le 0808 UTC) e del 3 luglio (le 0402 UTC).

Ted Molczan ha inoltre evidenziato che le sue analisi mostrano che un pezzo di detrito relativamente piccolo (50-100 kg rispetto al peso di alcune tonnellate di un satellite Kosmos) potrebbe corrispondere alle osservazioni visuali nella zona del Colorado, e che la tempistica è più coerente con un oggetto espulso poco prima dell’accensione deorbitante del 2 settembre con traiettoria simile ad altri detriti espulsi dai Kobal't-M. La sua analisi è la più convincente anche se non è ancora chiaro esattamente che tipo di detriti possano essere espulsi dai satelliti Kobal't-M e, forse, l’ipotesi migliore resta quella dei pannelli solari che potrebbero essersi staccati a causa dell'accensione dei motori.

Ovviamente i Russi hanno le bocche cucite, ma se si fosse trattato di una delle due capsule di rientro SpK ("Spuskayemaya Kapsula" capsula di discesa) con i dati spia registrati a bordo, il fatto che possa essere rientrata per sbaglio sul territorio americano ha un'ironia tutt'altro che velata...


Tratto dal Jonathan's Space Report, newsletter aperiodica di informazione spaziale. Iscrivetevi qui alla versione italiana.

mercoledì 24 settembre 2014

Notiziario

Maven e Mangalyaan arrivano in orbita marziana

Due nuovi satelliti terrestri in orbita attorno al Pianeta Rosso.

Mangalyaan conferma l'arrivo
alle altre sonde
per mezzo dei social network [ISRO]
La sonda della NASA/JPL Maven è arrivata nell’orbita di Marte. MAVEN era su un’orbita solare 0,96 x 1.45 UA x 2.0 gradi, fino ad entrare nella sfera di influenza marziana alle 0100 UTC del 20 settembre, modificandola in una traiettoria iperbolica di 537 x -15.778 km x 74 gradi. Alle 0138 UTC del 22 settembre la sonda ha iniziato un’accensione di frenata di 33 minuti per entrare in un’orbita 380 x 44600 km x 75 gradi (parametri non ancora confermati).

Nel frattempo, la sonda della missione MOM (Mars Orbiter Mission) dell’agenzia indiana Space Research Organization e nota in India col nome di Mangalyaan, è entrata il 22 settembre nella sfera d'influenza gravitazionale di Marte dalla sua orbita solare di 0,98 x 1,44 UA x 2.5 gradi.
Il 24 settembre la Mars Orbiter Mission si è inserita in orbita marziana. I parametri orbitali completi non sono ancora disponibili.


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martedì 23 settembre 2014

Notiziario

Stazione Spaziale Internazionale

Il 19 agosto il braccio JEM RMS ha prelevato i contenitori CubeSat Nanoracks dalla camera di compensazione Kibo e ha iniziato il lancio dei CubeSats PlanetLabs Flock-1b. Problemi elettrici con il deployer hanno portato alla sospensione dei lanci dopo il 21 agosto. Due coppie di CubeSats sono stati lanciati accidentalmente il 23 agosto e il 5 settembre senza un comando diretto; PlanetLabs è comunque stata in grado di contattarli e comandarli senza problemi.

Il lanciatore CubeSat NanoRacks rimane attaccato al braccio robotico JEM RMS mentre prosegue la risoluzione dei problemi elettrici.
Quattro CubeSats 3U sono ancora all’interno del deployer, mentre un altro pacchetto di 8 lanciatori con 16 x 3U CubeSats equivalenti si trova ancora all'interno di Kibo (sono ulteriori satelliti PlanetLabs Flock-1b più LambdaSat, GEARRS e alcuni MicroMAS).

Soyuz TMA12-M [NASA]
Il 10 settembre alle 2301 UTC Skvortsov, Artemev e Swanson hanno mollato gli ormeggi dal modulo Poisk a bordo della Soyuz TMA-12M. L'accensione deorbitante alle 0130 UTC dell’11 settembre ha abbassato l'orbita a circa -22 x 418 km seguita dalla separazione dei moduli alle 0158 UTC, l’ingresso in atmosfera alle 0201 UTC e l'atterraggio in Kazakhstan alle 0223 UTC.

La Expedition 41 è iniziata con il distacco della Soyuz TMA-12M; il restante equipaggio della ISS è composto dal comandante Max Suraev e dagli ingegneri di volo FE-5 Reid Wiseman e FE-6 Alex Gerst. La capsula Soyuz TMA-13M è agganciata alla Stazione.

Il 21 settembre SpaceX ha lanciato la sesta capsula cargo Dragon CRS-4 verso la ISS. È stato il 13° lancio Falcon 9 e l'8° nel periodo di 1 anno. Il Dragon Trunk ha due payload, l’ISS RapidScat scatterometro radar e la RapidScat Nadir Adapter che sarà installato sul il punto di aggancio SDX nadir della external payload facility del modulo Columbus. Nella cabina pressurizzata, Dragon trasporta SpinSat, un satellite NRL sferico di 0.56m di diametro che dovrà essere lanciato dal braccio JEM-RMS di Kibo e il Rodent Research 1 esperimento di scienze naturali di NASA-Ames Research contenente 20 topi (mus musculus). A bordo erano presenti anche gli emblemi di ISAA che precedono l'arrivo di Samantha Cristoforetti, previsto per il novembre prossimo venturo.
Né SpaceX né la NASA hanno rivelato la massa di Dragon CRS-4, ma è probabilmente fra i 9.500 e i 10.500 kg.

Secondo i dati di tracciamento degli Stati Uniti, Dragon è stato inserito su un’orbita 203 x 358 km x 51.6 gradi; alle 1400 UTC del 22 settembre era decaduto a 204 x 349 km a causa della resistenza atmosferica, ma non aveva ancora iniziato le accensioni per l’innalzamento dell'orbita per raggiungere la ISS. Tuttavia non c’è la certezza che l'oggetto monitorato (catalogo 40212 fino alle 1300 UTC del 22 Settembre, poi rinominato come 40210) sia veramente Dragon.

Il secondo stadio del Falcon 9 è stato deorbitato durante la prima orbita ed è rientrato a sud della Nuova Zelanda alle 0655 UTC circa del 21 settembre.


Tratto dal Jonathan's Space Report, newsletter aperiodica di informazione spaziale.
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domenica 21 settembre 2014

Equinozio d'autunno

L'equinozio (dal latino "notte uguale" dato che il giorno e la notte hanno la stessa durata) è il giorno in cui il Sole, all'Equatore, sorge e tramonta verticalmente passando per lo Zenith.
Convenzionalmente si pone al 23 settembre, anche se con le variazioni dovute all'anno bisestile può cadere il 22 settembre.
[Wikipedia]


Quello di settembre stabilisce l'inizio dell'autunno per l'emisfero boreale e della primavera per l'emisfero australe.

Quest'anno l'equinozio settembrino cade astronomicamente alle 0229 UTC (le 04:29 CEST, italiane) del 23 settembre.

Buon autunno a tutti!