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lunedì 29 agosto 2011

La ISS senza equipaggio?

Secondo Michael Suffredini, manager NASA delle operazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere una possibilità tutt’altro che remota.

I fatti purtroppo non portano a nulla di buono. Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, avanza la possibilità di far compiere ad Energia, l’azienda che costruisce i componenti Soyuz, almeno due test senza equipaggio per accertarsi che i possibili problemi siano stati superati. Questi test dovrebbero avvenire dopo aver appurato le cause del problema verificatosi durante l’ultimo lancio Progress, quindi si parlerebbe di alcuni mesi senza lanci abitati. La prima conseguenza è proprio la presenza umana a bordo della ISS, vincolata a sua volta alla presenza delle capsule Soyuz, le quali hanno una permanenza certificata nello Spazio di 210 giorni massimi. Questo vorrebbe dire che entro fine novembre le due capsule ormeggiate al complesso spaziale dovrebbero rientrare, portando con sé a Terra gli astronauti che le occupano.

Viene da sé che la Stazione resterebbe senza equipaggio, ma è una situazione perfettamente percorribile, dato che tutte le funzioni principali potrebbero essere svolte dai sistemi automatici di bordo e alcune anche dai centri di controllo di Terra.
Appena le condizioni lo permetterebbero, ovviamente, l'equipaggio tornerebbe.

Ricapitolando.
La Soyuz TMA-21, salita il 4 aprile, dovrebbe rientrare l’8 settembre, ma la sua certificazione è valida fino alla fine di ottobre, ragion per cui la missione di Andrey Borisenko, Alexander Samokutyaev e Ronald Garan potrebbe essere estesa fino ad allora.
La Soyuz TMA-02M, lanciata il 7 giugno con Michael Fossum, Sergei Volkov e Satoshi Furukawa sarebbe certificata fino a fine gennaio, ma il rientro deve avvenire di giorno, soprattutto a causa delle condizioni meteorologiche delle steppe del Kazakhstan, dove le capsula solitamente rientra. Quindi, a causa dell’inclinazione orbitale della Stazione, si viene a creare una situazione per cui il rientro diurno è impossibile dal 19 novembre a fine dicembre, ma gennaio, meteorologicalmente parlando, è un pessimo mese…
Ergo, se un equipaggio non sarà salito a bordo della ISS in tempo utile, quasi sicuramente il 16 novembre ci sarà il rientro della seconda capsula, lasciando la stazione, per la prima volta in 11 anni, in volo automatico senza equipaggio.

Sarebbe un problema non da poco, soprattutto per quello che riguarda la ricerca e gli esperimenti che si stanno eseguendo a bordo, ma sarebbe inevitabile. Questo significherebbe anche il ridimensionamento della missione della capsula Dragon SpaceX, che deve raggiungere la ISS a fine novembre: è indispensabile la presenza a bordo dell’equipaggio, dato che l’attracco sarebbe manuale ed eseguito con il braccio robotico, senza contare che il materiale presente a bordo deve essere scaricato a mano!

Speriamo bene; i due lanci di test sono già in calendario (un Globalstar a inizio ottobre e il successivo Progress già in preparazione), ma soprattutto perché i successivi passi per l’esplorazione spaziale dipendono dalla Stazione.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

perche' non farla atterrare in gennaio di giorno in un deserto degli USA o in Australia ? Le soyuz che dovessero partire da kouru con equipaggio a bordo, dove e' previsto che vadano ad atterrare al rientro?

Anonimo ha detto...

per ora da kourou sono previsti solo lanci di Soyuz (il razzo) senza equipaggio, ma come vettore per satelliti o scopi commerciali.

Anonimo ha detto...

a parte gli scherzi, davvero e' piu' conveniente lasciare la ISS senza equipaggio piuttosto che far atterrare la Soyuz in gennaio 2012 in una parte del mondo piu' temperata e di giorno rispetto alle steppe del Kazakstan? Se non sbaglio la Soyuz potrebbe anche ammarare (in Atlantico?) che mi pare sia gia' successo, ma in un lago se non ricordo male.

Anonimo ha detto...

trovo davvero assurdo che nel 2011, si debba fare affidamento ad un solo mezzo per portare gli astronauti nello spazio...
quanto siamo bravi a spendere male..

Luca

Monzitrek ha detto...

Per la Soyuz non è previsto nessun tipo di rientro al di fuori di quello nominale nei pressi di Arkalyk, in Kazakhstan. Qualsiasi altro tipo di rientro è di emergenza e deve essere gestito come situazione d'emergenza. Anche i rientri balistici, avvenuti un paio di anni fa, hanno mandato in crisi il complesso sistema di recupero degli astronauti, con le squadre di soccorso che inseguivano la capsula scesa fuori bersaglio di qualche centinaio di chilometri.
I Russi sono molto abitudinari e gelosi delle loro tecnologie e "tradizioni".
Far scendere una Soyuz in Texas? Ma per carità! ;)