Time machine.

- UTC Tempo Universale Coordinato.

Tutti i lanci in video:


Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
Se avete domande su argomenti spaziali chiedetemi tranquillamente senza farvi problemi: cercherò di rispondere a tutti.

Iscrivetevi alla Newsletter, edizione italiana del Jonathan's Space Report, inviando una richiesta al mio indirizzo email.

sabato 31 marzo 2012

Notiziario

ATV-3 in avvicinamento a Zvezda [NASA-ESA-Don Pettit]
Arrivo perfetto, come da manuale, per il cargo ATV “Edoardo Amaldi”. Il modulo ha eseguito un avvicinamento e attracco alla ISS con un minuto di anticipo rispetto all'orario previsto, le 2231 UTC del 28 marzo, consegnando così gli oltre 7300 kg di rifornimenti per la Stazione. Gli astronauti impiegheranno oltre 80 ore per scaricare i 160 pacchi e ridistribuirli all’interno dei moduli della ISS. Purtroppo però, una delle due linee di alimentazione elettrica che devono portare energia all'ATV attraverso il molo d'attracco risulta guasta. I soli pannelli solari del modulo non sono in grado di alimentarlo a causa della posizione e al fatto che non sono esposti in modo ottimale ai raggi del Sole. Un circuito di alimentazione di scorta sta per essere attivato, ma se non si riuscisse a ristabilire questo collegamento, molto probabilmente Edoardo Amaldi dovrà abbandonare la stazione in anticipo. ATV-3 dovrebbe lasciare la Stazione il 27 agosto per eseguire un rientro distruttivo in atmosfera, carico con i rifiuti della ISS.

Ci sarà anche un carico di rifornimenti all’interno del primo esemplare della capsula Dragon che raggiungerà la ISS. Ben 530 kg di materiali sono stati inseriti nel prototipo di veicolo spaziale che il 30 aprile (alle 1622 UTC) verrà lanciato da Cape Canaveral a bordo del razzo Falcon 9 della SpaceX. Il carico nominale delle missioni di routine sarà di 1600 kg circa, ma questa prima missione vede l’aggiunta di un carico non previsto, in modo da fare un test sempre più completo delle possibilità che questo veicolo potrà assicurare agli astronauti residenti sull’avamposto spaziale.

Jeff Bezos, miliardario americano fondatore di Amazon, ha chiesto l’autorizzazione alla NASA di recuperare i rottami del primo stadio del Saturn V utilizzato per la missione Apollo 11. I resti di quella storica missione sono stati localizzati sul fondo dell’oceano Atlantico a circa 4300 metri di profondità e giacciono nella zona dove sono ricaduti la maggior parte dei primi stadi degli ultimi 50 anni di lanci effettuati dalla Space Coast della Florida. La richiesta è stata rivolta all’ente spaziale americano dato che sono ancora di sua proprietà. L’autorizzazione è stata data, e il miliardario ha detto che lo scopo principale è di recuperare almeno i motori F-1, i più potenti motori a propellente liquido mai costruiti negli Stati Uniti, per restaurarli ed esporli nei musei, primo fra tutti lo Smithsonian. Sicuramente non saranno in buone condizioni, sia a causa dell’impatto con l’oceano (lo stadio veniva sganciato a 65 km di quota ad una velocità di quasi 10'000 km/h e ricadeva senza paracadute) che alla permanenza sul fondale oceanico per oltre quarant’anni, ma si spera che almeno uno dei cinque montati nel primo stadio sia ancora in condizioni accettabili.
Il relitto è stato rilevato per mezzo di scansioni sonar a circa 650 chilometri ad est di Cape Canaveral.

La stazione scientifica Amundsen-Scott South Pole
che avrebbe potuto utilizzare il satellite [NSF-UCAP]
Distrutto deliberatamente dalla EADS Astrium il satellite Express AM4 rilasciato nell’orbita sbagliata da un lancio fallito nell’agosto scorso. Nonostante la Polar Broadband Systems Ltd avesse richiesto di acquistare il veicolo per utilizzarlo con le sue installazioni scientifiche polari, la Astrium ha preferito distruggerlo con un rientro pilotato dopo aver dichiarata fallita la missione. E non è neanche un problema di assicurazione, dato che il rimborso per il fallimento era già stato liquidato, tant’è vero che un satellite sostitutivo è già in costruzione e partirà nel tardo 2013. È una decisione francamente incomprensibile ed assurda: è stato distrutto un satellite di oltre sei tonnellate con 10 antenne e 63 transponder perfettamente funzionante e completamente recuperabile per la nuova missione che sarebbe stata utilissima per i ricercatori di stanza in Antartide. Anche i paventati problemi di traffico e potenziali collisioni con altri oggetti erano praticamente zero, rendendo ancora più oscura questa scelta.
Sarò maligno, ma quel satellite avrebbe forse dovuto fare altre cose rispetto a quanto dichiarato? Mah…

Nessun commento: