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lunedì 9 aprile 2012

Notiziario

L’attivazione del circuito di riserva per l’alimentazione del cargo europeo ATV-3 Edoardo Amaldi è andata a buon fine permettendo così di mantenere la permanenza della capsula secondo i piani prestabiliti. Contemporaneamente la linea di produzione di questi cargo sta per essere chiusa essendo ormai arrivati alla costruzione avanzata del quinto esemplare dell’ATV che, come previsto inizialmente, sarà l’ultimo della serie. Attualmente con l’allungamento della vita utile della Stazione fino al 2020, la Comunità Europea sta discutendo su come continuare a contribuire alla causa della ISS una volta che i voli ATV saranno finiti, mentre NASA inizia a pensare di ordinare altri esemplari di cargo giapponese HTV per mantenere alti i livelli di approvvigionamento del grande complesso spaziale.

[Ben Cooper - Spaceflight Now]
Dopo aver solcato i cieli per 25 missioni totalizzando 4677 orbite e 299 giorni nello spazio, lo Space Shuttle Endeavour ha visto la plancia comandi accesa per un’ultima volta prima che venisse definitivamente tolta l’energia dai circuiti di alimentazione. Emozionante vedere tutta la strumentazione attiva, soprattutto pensando come la tecnologia di vent’anni fa sia ancora all’avanguardia…

Al telescopio spaziale NASA per i raggi X chiamato NuSTAR è stata assegnata una nuova finestra di lancio dopo il rinvio avvenuto un paio di settimane fa. Il nuovo tentativo di lancio a bordo di un vettore Pegasus è fissato per giugno, con il giorno preciso non ancora definito.

Grazie a due fotografie di dust devil riprese dalla fotocamera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter, gli scienziati stanno imparando sempre meglio i meccanismi che producono questi tornado su Marte. Le due foto risalgono al 16 febbraio e al 14 marzo: la prima riprende un dust devil di circa 650 metri di altezza, mentre la seconda un vero gigante, alto almeno una ventina di chilometri. Affinando le tecniche di previsione si potranno fare molte altre fotografie di questi sfuggenti fenomeni.

L’industria missilistica è in continuo fermento, infatti il movimento delle tecnologie di lancio è inarrestabile: un Delta 4 Heavy ha raggiunto la rampa 36 di Cape Canaveral per un lancio il 28 giugno, proprio mentre un altro Delta 4 partiva verso l’orbita; sempre a Cape Canaveral sono in rampa sia il Falcon 9 di SpaceX con la capsula Dragon diretta alla ISS (partenza per il 30 aprile) che un Atlas 5 con un satellite della Marina USA che partirà il 5 maggio; un vettore Zenith è giunto a Long Beach per la preparazione al lancio dalla piattaforma Odyssey che avverrà il 19 maggio.

I pericoli per la ISS sono aumentati dal 2008 a oggi. Nei primi 10 anni di vita (la costruzione è iniziata nel 1998) il complesso orbitale ha avuto meno allarmi da collisione rispetto agli ultimi quattro anni. I motivi si possono ricercare nelle dimensioni della Stazione, ma altri tre eventi sconsiderati hanno peggiorato di molto la situazione. Il primo è stato l’esperimento antisatellite cinese che nel gennaio 2007 ha disintegrato con un missile in orbita il Fengyun 1C creando una nuvola di detriti composta da oltre 1500 pezzi sparsi sull’orbita polare a circa 800 km di quota: ad oggi solo il 6% di quei detriti è rientrato a Terra. Il secondo è stato un incomprensibile frattura del satellite russo Cosmos 2421 che si è diviso in oltre 500 pezzi in tre riprese nel 2008, spargendo i detriti alla quota di 400 km. Fortunatamente a causa della quota relativamente bassa, i frammenti si sono già disintegrati quasi tutti in atmosfera. Il terzo evento è stata la collisione in orbita fra l’Iridium 33 e il Cosmos 2251, avvenuta nel 2009 a quasi 40'000 km/h, evento che ha sparso oltre 1700 pezzi sull’orbita a 800 km di quota.
Questo peggioramento nelle condizioni orbitali aumentano i rischi per la Stazione e per l’equipaggio, ma aumentano anche il tempo impiegato per organizzare le manovre di cambio orbitale o di messa in sicurezza dei sistemi e degli astronauti. La possibile soluzione è quella di migliorare la precisione nei calcoli secondo cui si stabilisce la pericolosità di un passaggio radente. Attualmente se la probabilità di impatto risulta maggiore di 1 su 10'000, occorre intervenire. Se i detriti orbitali e la stessa orbita della ISS fossero stabiliti e seguiti con maggiore precisione, si potrebbero diminuire le situazioni pericolose. E questo è uno degli obiettivi dei tecnici responsabili della Stazione.

[Boeing]
La Boeing ha eseguito in Nevada un test per i paracadute della capsula CST-100, avvicinandosi così al livello di progettazione della sorella Orion della NASA. Il rientro simulato è stato eseguito da un elicottero Erickson Sky Crane che l’ha sganciata da 3'300 metri di quota. Il progetto fa parte del progetto CCDev2 (Commercial Crew Development) che intende portare gli astronauti sulla Stazione Spaziale con mezzi privati entro il 2017. L’atterraggio è avvenuto alla perfezione all’interno del bacino asciutto del lago Delamar, vicino ad Alamo ed ha utilizzato una serie di airbag per attutire l’impatto della capsula col suolo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ATV-3...

Luigi Morielli ha detto...

Corretto, grazie...