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domenica 3 gennaio 2010

Prossime missioni NASA.

La NASA sta vagliando tre proposte per il suo programma New Frontiers. Si tratta di una possibile missione da effettuare entro il 2018, con una spesa massima di 650 milioni di dollari, e dovrà eseguire una di queste tre alternative: atterrare su Venere, recuperare campioni di suolo Lunare dal polo o recuperare campioni da un asteroide del tipo "Near Earth".
L'agenzia spaziale americana sceglierà entro l'agosto del 2011 la missione che avrà raccolto la maggior quantità di punti a favore, permettendole così di diventare la terza avventura esplorativa della serie New Frontiers.
New Frontiers è un programma che comprende già la sonda New Horizons diretta verso Plutone e la sonda Juno che si prevede partirà nel 2011 alla volta di Giove.
I tre team riceveranno ciascuno 3,3 milioni di dollari per sviluppare a fondo i loro progetti, completando tutte le analisi di fattibilità e di budget, giungendo alla selezione con una grande quantità di dati che possano aiutare la NASA nella scelta finale.
"Questi sono progetti che ispirano e stimolano le nuove generazioni di scienziati ed ingegneri, ma anche il pubblico" ha detto Ed Weiler della direzione missioni scientifiche della NASA. "Queste tre proposte forniscono il maggior apporto scientifico fra le otto alternative ricevute nel 2009".

La prima è chiamata SAGE (Surface and Atmospheric Geochemical Explorer) e dovrà preparare un lander in grado di resistere alle pressioni e temperature proibitive della superficie venusiana.
"Sono passati 25 anni dall'ultimo atterraggio sul pianeta Venere e le nostre curiosità e capacità tecnico-scientifiche sono cresciute moltissimo" ha detto Larry Esposito, ricercatore capo per SAGE alla University of Colorado di Boulder. "Questa missione sarà un grande passo avanti nella comprensione dell'evoluzione planetaria, sia per il nostro Sistema Solare che per gli altri Sistemi Stellari". Oltretutto sarebbe il primo lander americano a scendere sul pianeta Venere. L'obiettivo sarà quello di riuscire a farlo lavorare per almeno tre ore, riuscendo nel contempo ad eseguire misurazioni e cercare anche di scavare nel terreno. SAGE dovrà essere sviluppato dal JPL con un braccio meccanico di provenienza Canadese.

La seconda è OSIRIS-REx (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) che dovrà intercettare ed entrare nell'orbita di un piccolo asteroide, eseguire tutta una serie di misurazioni e rilevamenti, dopodiché avvicinarsi alla superficie, raccogliere più di 50 grammi di terreno in volo radente e ritornare sulla Terra. Doveva far parte del programma Discovery, ma il costo non rientrava nei budget possibili per quel tipo di missione. Il team scientifico ha sede alla University of Arizona di Tucson.

La terza si chiama MoonRise e dovrà raccogliere almeno una cinquantina di grammi di suolo lunare al polo sud del nostro satellite naturale. Il punto prescelto è l'interno del cratere Aitken, di 2400 km di diametro. Si presume che il violentissimo impatto che ha formato questo vasto bacino abbia portato in superficie alcune parti degli strati profondi del mantello lunare. Lo studio di queste rocce potrebbe svelarci e confermarci le reali origini della Luna. MoonRise è già stata scartata una volta nella competizione per il programma New Frontiers nel 2004, quando venne approvata la missione Juno.

Sono belle missioni, sarebbe bello se si potessero effettuare tutte e tre...

Nell'immagine le tre possibili destinazioni delle missioni: Luna, Venere ed un Asteroide. Gli oggetti non sono in scala.
Fonte: NASA.

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