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domenica 14 dicembre 2008

Misurata con precisione la dimensione di un esopianeta.

Un team di astronomi dell’Institute for Astronomy della University of Hawaii, guidato da John Johnson, ha utilizzato una nuova tecnica per misurare in modo molto preciso la dimensione di un pianeta orbitante una stella lontana. Hanno utilizzato una fotocamera così sensibile che potrebbe rilevare il passaggio di una farfalla notturna davanti ad una finestra illuminata da 1600 km di distanza.
Quando il pianeta ‘WASP-10 b’ attraversa il disco della sua stella, WASP-10 posta a 300 anni luce da noi e di magnitudine 12,7, la luminosità della stella diminuisce. In questo modo gli scienziati possono eseguire la misurazione precisa delle dimensioni del pianeta.
La fotocamera, montata sul telescopio da 2,2 metri installato sul monte Mauna Kea, nelle isole Hawaii, misura la leggera diminuzione di luminosità che avviene quando un pianeta passa nella linea di visione della stella rispetto alla Terra. Questi transiti planetari permettono agli studiosi di misurare i diametri dei mondi al di fuori del sistema solare.
Ormai conosciamo oltre 330 pianeti extrasolari nella Via Lattea, ma di pochi riusciamo ad ottenere una misurazione precisa dei transiti. Questo team ha concentrato gli studi sul pianeta ‘WASP-10 b’ che sembrava dovesse avere un diametro insolitamente grande. E sono riusciti a misurare questo diametro con grande precisione, la più alta mai raggiunta, scoprendo inoltre che è uno dei più densi pianeti conosciuti.
L’astronomo John Tonry ha progettato la fotocamera conosciuta con il nome OPTIC (Orthogonal Parallel Transfer Imaging Camera), che è poi stata costruita dall’Institute for Astronomy. L’elemento chiave è un nuovo tipo di sensore, una matrice a trasferimento ortogonale, la stessa utilizzata per il Pan-STARRS 1.4 Gigapixel Camera, la più grande fotocamera digitale del mondo. Questi sensori sono simili ai CCD utilizzati nelle tradizionali fotocamere digitali, sia per uso scientifico che commerciale, ma sono più stabili e raccolgono una quantità maggiore di luce, cosa che permette maggiore precisione.
Questo nuovo tipo di sensore sta cambiando il modo di studiare i pianeti ed è l’ideale per i transiti planetari, soprattutto per la rilevazione dei transiti dei pianeti più piccoli: con una precisione di 1 su 2000 gli scienziati hanno i mezzi per misurare i transiti di pianeti di dimensione terrestre.
I pianeti più grandi intercettano più luce della superficie stellare e causano delle diminuzioni maggiori nella luminosità degli astri. Il diametro di ‘WASP-10 b’ è di poco maggiore rispetto a quello di Giove, ma ha una massa ben 3 volte maggiore il che significa una densità tripla rispetto a Giove. Dato che l’interno può progressivamente degenerare, i pianeti gioviani hanno un raggio costante su una vasta gamma di masse diverse.
La precisione fotometrica è circa tre/quattro volte maggiore di quella dei normali sensori CCD e due/tre volte dei migliori CCD. Siamo a livelli comparabili ai più recenti risultati ottenuti dall’Hubble Space Telescope per stelle della stessa luminosità.

Come già detto WASP-10 è una stella a circa 290 anni luce di distanza (90 parsec) e si trova nella costellazione di Pegaso. Il pianeta, scoperto il primo aprile di quest’anno dal team SuperWASP (Wide Angle Search for Planets), ha diametro pari a 1,29 diametri gioviani, massa di 3,06 masse gioviane, periodo orbitale di 3,1 giorni terrestri e raggio orbitale di cinque milioni e mezzo di chilometri. La temperatura di ‘WASP-10 b’ supera i 1000°C proprio a causa della sua vicinanza alla stella.

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