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martedì 27 luglio 2010

Storie di un visionario.

Nel 1984 il professor Robert L. Forward propose un interessante metodo per incrementare moltissimo lo spazio a disposizione dei satelliti geostazionari. In sostanza il suo sistema era basato sull'uso delle vele solari per imprimere una forza costante sui satelliti e spostarli costantemente a nord o a sud del piano equatoriale dove devono essere posizionati normalmente. Lo spostamento sarebbe stato esiguo, fra i 10 e i 50 km, ma avrebbe permesso di aumentare enormemente lo spazio disponibile lungo l'orbita geostazionaria. Le chiamò Light-Leviated Geostationary Cylindrical Orbits, orbite geostazionarie cilindriche a levitazione luminosa. Anche il nome è affascinante.

Molti suoi colleghi lo derisero evidenziando fantomatiche perturbazioni nell'orbita risultante che renderebbe inutilizzabile il veicolo, ma ora lo studente Shahid Baig e il Professor Colin McInnes, Direttore dell'Advanced Space Concepts Laboratory dell'Università inglese di Strathclyde, hanno dimostrato che Forward aveva sostanzialmente ragione ed hanno pubblicato i loro studi sul Journal of Guidance, Control and Dynamics.

Le teorie di Forward che sono state confermate, riguardano anche una classe di satelliti definiti "baby sitter polari" che resterebbero sospesi sull'asse terrestre a circa 2,7 milioni di chilometri grazie alla semplice spinta delle vele solari. questa sarebbe una condizione rivoluzionaria in quanto permetterebbe il monitoraggio meteorologico costante delle calotte polari e comunque un vasto uso di questi veicoli posti nello spazio che mantengono la posizione praticamente a costo zero.

Oltre all'uso delle vele solari, delle quali la missione giapponese IKAROS sta dimostrando l'efficacia, possono essere utilizzati motori elettrici a bassissima spinta alimentati da pannelli solari o un mix dei due sistemi: pannelli solari montati sulla vela che alimentano un motore elettrico.

Questa vittoria dello "space visionary" Robert L. Forward arriva ben dopo la sua morte avvenuta il 21 settembre 2002 per un melanoma, ma nella sua vita ha eseguito studi su molti argomenti, dalla gravitazione alle stazioni in orbita geostazionaria agli ascensori spaziali.
Sarà stato un visionario, ma da oggi sappiamo che lo era un po' meno di quanto pensassimo...

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