Time machine.

- UTC Tempo Universale Coordinato.

Tutti i lanci in video:


Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
Se avete domande su argomenti spaziali chiedetemi tranquillamente senza farvi problemi: cercherò di rispondere a tutti.

Iscrivetevi alla Newsletter, edizione italiana del Jonathan's Space Report, inviando una richiesta al mio indirizzo email.

lunedì 4 agosto 2008

Phoenix – Sol 68.

Gli scienziati stanno analizzando i risultati provenienti dai campioni di suolo già inseriti negli strumenti di bordo di Phoenix per comprendere la natura chimica e mineralogica della zona dell’atterraggio.
Nell’ultimo mese due campioni sono stati analizzati nel Wet Chemistry Laboratory del MECA e hanno lasciato supporre che contenessero perclorato, una sostanza estremamente ossidante. Il team di Phoenix ha però atteso i risultati del TEGA che è anch’esso in grado di rilevare (annusando la cottura) quella stessa sostanza.
La conferma della presenza di perclorato e dei dati derivanti è importante per averne la certezza prima dell’annuncio ufficiale. I risultati dell’ultimo esperimento TEGA, eseguito sugli strati a contatto del terreno ghiacciato non hanno trovato evidenze di questo composto.
Questo è sorprendente e ricorda che i risultati di un solo strumento non sono assolutamente decisivi. Gli scienziati del team di Phoenix sono alle prese con la determinazione precisa della composizione del suolo marziano utilizzando tutti i dati a loro disposizione.
“Siamo impegnati a seguire un processo scientifico rigoroso”, ha detto Peter Smith della University of Arizona di Tucson.
“I primi dati del MECA testimoniavano un suolo simile alla Terra, ma ulteriori analisi sembra che evidenzino aspetti non terrestri nella chimica del terreno”, ha aggiunto.
Il team sta anche lavorando sulla possibilità che il residuo di perclorato provenga da Terra contenuto nella strumentazione stessa.
“Quando ci troviamo di fronte a risultati sorprendenti, verifichiamo le potenziali cause terrestri di una contaminazione originata da qualche lavorazione dei componenti della sonda”, ha detto Barry Goldstein, project manager di Phoenix al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.

Il laboratorio “umido” del MECA studia i componenti chimici solubili del suolo mescolandolo con una soluzione acquosa di diversi reagenti portati da Terra.
La superficie interna di ogni cella ha 26 sensori che danno informazioni sull’alcalinità o acidità del campione dando anche la presenza e concentrazione di elementi come cloruri e perclorati. Quello stesso strumento può rilevare concentrazioni di magnesio, calcio e potassio che formano sali solubili in acqua.

Nessun commento: