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martedì 22 aprile 2008

Indiscrezioni sul rientro Soyuz TMA-11.

Il rientro critico effettuato sabato scorso da parte della Soyuz che ha portato ad accelerazioni molto spinte ed un vistoso errore nel sito d'atterraggio, pare sia stato provocato da un problema più grande di quello che ci vogliono far credere.
Quando la Soyuz inizia la discesa per il rientro, arrivando a circa 130 km di quota deve sbarazzarsi dei due moduli aggiuntivi: il modulo propulsivo e quello di attracco.
L'operazione viene normalmente eseguita per mezzo di bulloni esplosivi che separano le varie parti.
Pare che sabato scorso uno dei bulloni esplosivi del modulo propulsivo non abbia fatto il suo dovere.
Questo ha comportato un assetto fuori controllo che poteva avere effetti catastrofici. La capsula ha subito una prima "cottura" sulla parete laterale invece che sullo scudo termico e questo avrebbe potuto portare alla distruzione della Soyuz TMA-11.
A quel punto il computer di bordo ha preso la decisione di modificare la traiettoria su rientro balistico e la repentina crescita delle temperature esterne ha poi fatto saltare l'ultimo bullone e allontanato definitivamente il modulo propulsivo permettendo alla capsula di orientarsi per il meglio, cioè con lo scudo termico a protezione.
Anche l'altro problema, cioè l'assenza di comunicazioni con Terra, è certamente una conseguenza di questo perchè le alte temperature fuori assetto possono aver danneggiato le antenne di trasmissione.
I dubbi che anche la TMA-10 avesse avuto questo tipo di problemi sono ora legittimi, ma diventano preoccupanti pensando a cosa sarebbe potuto succedere se non si fosse sganciata quella parte e la capsula non avesse potuto proteggersi con lo scudo termico.
La commissione d'inchiesta è appena stata avviata e non si parla di esiti prima di alcuni mesi.

2 commenti:

Massimo ha detto...

Dunque sono stati molto molto fortunati!....
Accidenti sti Russi!.....
Diciamo che sia lo shuttle che la Soyuz sono entrambe molto problematiche sempre nel rientro però non è possibile ipotizzare una strettissima collaborazione tra la Russia, l'Europa e l'America per poter trovare un veicolo più sicuro possibile per questi Eroi. La vita è è veramente importante specialmente per queste persone che in questo modo la rischiano sul serio!.
Speriamo che un giorno si possa dire che sia sicuro al 100% il rientro sulla Terra.
Saluti
MAX

Monzitrek ha detto...

Purtroppo non sarà mai possibile avere una sicurezza del 100% sul rientro, anche perchè l'errore umano è sempre in agguato...
Infatti si sta parlando di un controllo qualità un po' meno preciso sulla Soyuz, dato che i Russi sono abituati troppo bene da questa capsula che viaggia da quarant'anni...