Time machine.

International Space Station Europa Centrale Kennedy Space Center - Florida Baikonur - Kazakhstan Kourou - French Guyana

lunedì 7 novembre 2011

Notiziario

Voyager 2.
I Voyager si trovano ai limiti dell'influenza del vento solare,
una zona chiamata Heliosheath. [JPL]
I tecnici del Deep Space Network hanno inviato il comando di cambio propulsori. I Voyager sono dotati di sei coppie di motori per il controllo dell’orientamento, tre principali e tre di backup. Il comando inviato alla sonda riguardava il controllo del rollio, ultima coppia di motori principali ancora in funzione. Le altre due coppie, quelle del beccheggio e dell’imbardata, erano già stati scambiati tempo fa. Questa modifica permette di risparmiare 12W di potenza, spegnendo un set di riscaldatori, quelli per i motori che non verranno più usati. Dato che il generatore RTG produce solo più 270W, ogni Watt guadagnato è utile. Un dato ancora più fenomenale? La coppia di motori principale appena spenta ha eseguito perfettamente oltre 318'000 accensioni nei 34 anni di viaggio… Il controllo missione ha confermato che il propellente presente a bordo sarà ancora sufficiente per oltre una decade.

L’Italia a bordo della Shenzhou 8.
Fra i vari esperimenti scientifici a bordo della capsula pressurizzata cinese che ora è attraccata alla prima stazione spaziale del grande paese, è presente anche una rappresentanza italiana. La Kayser Italia ha mandato a bordo del veicolo spaziale il SIMBOX, un incubatore di 25kg con quasi 40 unità sperimentali biologiche. Il progetto è in collaborazione con l’agenzia spaziale tedesca DLR e con ASTRIUM. Attualmente gli esperimenti sono in funzionamento nominale e la telemetria è in costante monitoraggio. La Kayser è alla sua 51esima partecipazione ad una missione spaziale (l’ultima è stata la STS-134). Complimenti alla Kayser Italia e a tutte le piccole realtà che ci rappresentano nel migliore dei modi su tutto il pianeta. E anche oltre…

In breve.
  • Due donne sono fra i finalisti della selezione per l’equipaggio della prossima missione abitata cinese, la ShenZhou-9 che raggiungerà la TianGong-1.
  • Phobos-Grunt è pronta al lancio e MSL è stato montato in cima al suo vettore.
  • Attivato a bordo del satellite civile geostazionario SES-2 un nuovo tipo di sensore militare a basso costo e ad altissima sensibilità per il controllo di eventuali lanci missilistici su una superficie pari ad un quarto del nostro pianeta.

mercoledì 2 novembre 2011

Notiziario

Cina.
Completata la seconda parte del programma spaziale cinese per la costruzione e uso della propria stazione spaziale. La capsula Shenzhou 8 ha lasciato la base di lancio di Jiuquan alle 2158 UTC di lunedì scorso a bordo di un vettore Lunga Marcia 2F e, una volta raggiunta l’orbita, ha iniziato l’inseguimento del modulo Tiangong 1 per eseguire l’attracco e ingrandire così il “Palazzo Celeste”, che rappresenta il primo nucleo sperimentale per il complesso orbitante del grande paese orientale.
Oggi pomeriggio alle 1728 UTC la Shenzhou ha raggiunto e si è agganciata al Tiangong, completando così questa prima fase. Il prossimo passo sarà rappresentato da un distacco, fra una dozzina di giorni, seguito da un nuovo attracco. Dopo un altro paio di giorni la Shenzhou 8 lascerà il Tiangong 1 e rientrerà a Terra, presumibilmente intorno al 18 novembre. Successivamente si passerà all’attracco di una capsula con tre astronauti, la Shenzhou 9, ma se ne parla per l’inizio del prossimo anno.
La Cina prosegue inesorabile nella sua scalata astronautica.

Delta II.
Lanciato il 28 ottobre quello che ad oggi è l’ultimo esemplare di Delta II della United Launch Alliance. Uno dei cavalli di battaglia dei lanciatori americani pare giunto alla pensione, non avendo altri lanci venduti. Il decollo è avvenuto dalla base californiana di Vandenberg alle 0948 UTC ed ha trasportato in orbita il satellite NPP, osservatorio climatico. Ha rappresentato il 151esimo lancio in 22 anni con un’affidabilità record del 98,7%.
Il direttore di lancio NASA non ha voluto definirlo “l’ultimo Delta”, anche per un occhio di riguardo nei confronti della ULA, dove si augurano di trovare presto nuovi clienti.

MSL – Curiosity.
Il momento del lancio si avvicina per grande rover la cui missione vale ben 2,5 miliardi di dollari. Domani giovedì 3 novembre verrà trasportato al pad di lancio numero 41 della base di Cape Canaveral, per eseguire l’integrazione nella stiva di carico del vettore Atlas 5.
Il lancio resta previsto per le 1525 UTC del 25 novembre.

Mars Express.
La sonda ESA che sta esplorando Marte dall’orbita ha avuto una serie di anomalie software che hanno costretto il controllo missione a interrompere le operazioni per cercare di capire a fondo il problema. L’orbiter è entrato in safe mode almeno quattro volte dall’agosto scorso, obbligando il 16 ottobre i tecnici a bloccare le operazioni in attesa di trovare la fonte dei guai. Pare che il problema risieda nelle comunicazioni delle memorie fra due sottosistemi. Le analisi sono in corso e nel frattempo Mars Express si riposa un po’. Il motivo principale per l’interruzione delle operazioni è il risparmio del propellente, dato che ogni Safe Mode consuma, con le operazioni di puntamento associate, l’equivalente di propellente sufficiente a sei mesi di funzionamento nominale: quindi finora questi quattro safe sono costati potenzialmente ben due anni di operazioni standard. Beninteso, alla sonda rimane ancora propellente sufficiente per oltre dieci anni, ma evitare di sprecarlo è molto importante!

OPF alla Boeing.
La Boeing ha ottenuto l’uso di una delle quattro baie dell’Orbiter Processing Facility, l’enorme Hangar dove venivano revisionati gli Space Shuttle. Per la precisione ha ottenuto la numero 3 e la utilizzerà per allestire la sua capsula, CST-100, che si stima possa iniziare i voli nel 2015. Questa mossa dovrebbe portare una boccata d’ossigeno occupazionale sulla Space Coast americana, attivando circa 450 assunzioni.

Phobos-Grunt.
Pronta a partire la sonda russa che dovrà raggiungere la più grande delle due lune di Marte. Il lancio è previsto alle 2016 UTC dell’8 novembre a bordo di un vettore Zenith 3F. Partirà dal cosmodromo di Baikonur e trasporterà anche una sonda cinese, da lasciare in orbita marziana. Lo scopo primario di Phobos-Grunt è il prelievo e ritorno a Terra di un campione di terreno di Phobos.

Mars 500.
Ci siamo, la missione sul pianeta rosso della durata di 520 giorni terrestri sta per finire e venerdì prossimo, 4 novembre, “rientreranno” a Terra riaprendo quella porta che è stata chiusa il 5 giugno 2010.
Ricordo che a bordo di questa missione simulata, la prima di questo genere e durata, c’è anche l’italiano Diego Urbina (in piedi a destra in foto) con il quale abbiamo potuto mantenere i contatti sia su Twitter che negli appuntamenti settimanali con Astronauticast, il podcast a tema astronautico del gruppo ISAA-Forumastronautico a cui partecipo.

Lancio Progress

Ristabilita la routine nei lanci Soyuz. La Progress M-13M ha oggi eseguito l’attracco al modulo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale alle 1141:36 UTC, dopo aver effettuato un lancio da manuale due giorni fa, alle 1011 UTC di domenica 30 ottobre, partendo dal solito poligono Kazako di Baikonur e per la precisione dalla storica rampa “Gagarin Start”.

All’interno della Progress P45 sono presenti oltre 2,6 tonnellate di rifornimenti, suddivisi in:

Propellenti per rifornimento alla ISS     578 kg
* Ossigeno                                 50 kg
Acqua nei serbatoi di sistema  420 kg
Propellente per reboost 250 kg

sezione cargo pressurizzata (massa totale 1350 kg)
equipaggiamenti per i sistemi:
* SOGS controllo composizione miscela gas  15 kg
* SVO controllo rifornimento acqua         50 kg
* SOTR controllo scambiatori di calore      9 kg
* SUBA altri controlli                      9 kg
* SEP furniture elettriche                  1 kg
STOR attrezzi di manutenzione e riparazione 7 kg
Attrezzature igienico-sanitarie           125 kg
SIZ sistemi di protezione individale       17 kg
illuminazione                               7 kg
razioni alimentari, cibi freschi          316 kg
equipaggiamenti medici,
biancheria e igiene personale             143 kg
FGB equipaggiamenti per Zarya              11 kg
Equipaggiamenti MRM-1 Rassvet               4 kg
Equipaggiamenti scientifici                51 kg
Documentazione di bordo                    24 kg
Spedizione speciale per un membro
dell’equipaggio russo                     138 kg
razioni alimentari, equipaggiamenti medici,
biancheria e igiene personale americani   423 kg

massa totale cargo 2648 kg.

Quindi tutto bene, l'affidabilità del lanciatore Soyuz è stata confermata e perciò i voli abitati verso la ISS possono riprendere secondo le previsioni.
Possiamo tirare un sospiro di sollievo.

mercoledì 26 ottobre 2011

Newsletter, nuovo numero

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (36/649), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

A questo indirizzo trovate i numeri arretrati.

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mercoledì 19 ottobre 2011

Soyuz a Kourou, è tutto pronto

Una prova generale completa per il primo volo Arianespace di un vettore Soyuz dalla Guyana Francese è stata eseguita oggi, convalidando la missione dal conto alla rovescia alla separazione del carico nello spazio, in preparazione della storica partenza del lanciatore russo che avverrà il 20 ottobre con due satelliti Galileo.

La prova generale di oggi ha fornito una delle verifiche finali per questo volo che rappresenta una pietra miliare e offre una rappresentazione realistica della missione, compreso il volo seguito dalle stazioni di Terra per il tracciamento dei tre stadi Soyuz e del suo stadio orbitale Fregat. Questo primo lancio è designato VS01 nella classica numerazione dei lanci di Arianespace

È stata anche eseguita una simulazione dei due flussi di telemetria distinti, quello del vettore Soyuz, che viene elaborato dal suo produttore russo, il Samara Space Center-TsSKB Progress e quello dello stadio Fregat, inviato al centro di monitoraggio del volo del produttore NPO Lavochkin nella regione di Mosca, dove il personale Arianespace è presente al momento della lettura dei dati.

Jean-Claude Garreau, Launch Site Manager Operations di Arianespace per la missione VS01, ha detto che è tutto pronto per il decollo della Soyuz.
Dopo il lancio, il viaggio sul vettore durerà 3 ore e 49min, dopodichè i suoi due satelliti Galileo IOV (In-Orbit Validation) saranno inseriti su un’orbita circolare a 23’200 km, inclinata 54,7 gradi.

Il decollo della Soyuz è previsto alle 07:34:28 locali (1034:28 UTC) del 20 ottobre - un momento preciso che permette ai satelliti di venire iniettati nel loro esatto piano orbitale. Questa coppia di satelliti IOV, insieme ad altri due che saranno messi in orbita dalla Soyuz nel 2012, costituiranno il nucleo operativo della costellazione Galileo per l’ausilio alla navigazione, sistema che sarà composto da 30 satelliti.

La rete Galileo è progettata per fornire alta precisione di posizionamento globale ed è stata sviluppata in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea e l'Unione Europea, oltre che essere stato concepito per l’interoperabilità con il posizionamento globale degli Stati Uniti (GPS) e col sistema GLONASS della Russia.
Entrambi i satelliti IOV lanciati in questo primo volo della Soyuz sono stati costruiti da un consorzio guidato da EADS Astrium in collaborazione con Thales Alenia Space e pesano circa 700 kg ciascuno.

Aggiornamento.
Un problema durante il caricamento dei propellenti del terzo stadio ha costretto il controllo lancio a rinviare il decollo.






Aggiornamento.
Lancio riuscito alla perfezione il 21 ottobre alle 1030 UTC.
Meno di quattro ore dopo, il vettore rilasciava i due satelliti Galileo nella loro orbita circolare a 23'200 km di quota.

sabato 15 ottobre 2011

Notiziario

Satellite in rientro.
Dopo il disastro mediatico provocato dal rientro del satellite UARS che, secondo la stampa generalista, sembrava avrebbe dovuto radere al suolo l’Italia settentrionale, prepariamoci per un nuovo bombardamento dallo spazio, ma soprattutto dai notiziari. È in arrivo il satellite tedesco ROSAT, un telescopio spaziale in banda X, che, benché molto più piccolo di UARS, lascerà una massa residua al rientro atmosferico di oltre il triplo rispetto al precedente.
In base alle simulazioni eseguite, effettuate sulla struttura del veicolo, si calcola che circa 1700 kg di detriti raggiungeranno la superficie, ma, come per il precedente rientro, la probabilità di provocare danni è decisamente bassa. Le proiezioni danno per probabile un rientro fra il 20 e il 25 ottobre.

Soyuz.
Giunto dalla NASA il GO per la ripresa dei lanci Soyuz con astronauti a bordo. Una commissione d’inchiesta dell’ente spaziale americano ha analizzato l’incidente che il 24 agosto ha colpito il vettore russo e, dopo aver concordato con le conclusioni dei colleghi russi, ha dato via libera alla ripresa delle operazioni congiunte di volo umano verso l’orbita. Dato che la Soyuz è l’unico mezzo abitato che può raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, è quello che deve trasportare anche gli astronauti americani e si è quindi resa necessaria l’approvazione da parte della NASA.

MSL – Curiosity.
Dopo la chiusura nel guscio che lo trasporterà sul pianeta rosso, lo proteggerà durante l’ingresso atmosferico e lo depositerà delicatamente sulla superficie, il rover Curiosity vede ora i test di caricamento dei propellenti nel vettore Atlas 5 che lo spingerà lontano dal nostro pianeta. Sono state effettuate anche delle simulazioni del lancio che è previsto avvenga alle 1521 UTC del 25 novembre.

Meteo e clima.
Mentre è stato lanciato il Megha-Tropiques, un satellite franco-indiano che si occuperà di tracciare i cicloni tropicali, le tempeste e le perturbazioni monsoniche, un delta 2 è in preparazione per essere lanciato dalla base di Vandenberg con il satellite NPP, per l’osservazione climatica su orbita polare. Il primo è partito il 12 ottobre dal Satish Dhawan Space Center mentre il secondo è in partenza il 27 ottobre.

Shuttle Endeavour.
Con una cerimonia svolta alla presenza di astronauti (fra cui Mark Kelly e Mike Fincke) e celebrità del campo astronautico e non, è stato ufficializzato il passaggio di proprietà della navetta Endeavour, dalla NASA al California Science Center di Los Angeles che lo esporrà al pubblico. La consegna dell’orbiter è prevista per la seconda parte del 2012.

AEHF 1.
Dopo oltre 14 mesi di lavoro e oltre 450 manovre, Advanced Extremely High Frequency (AEHF) il primo satellite per telecomunicazioni militari sicure degli Stati Uniti, sta raggiungendo la sua orbita di lavoro. Abbandonato come previsto sulla traiettoria di trasferimento dallo stadio orbitale dell’Atlas 5 su cui è stato lanciato, si è trovato bloccato lì a causa di un guasto ai suoi motori di apogeo. Il satellite è stato recuperato grazie alla perseveranza dei tecnici del centro di controllo che utilizzando i motori di manovra ad effetto Hall sono quasi riusciti nell’impresa di correggere l’orbita del satellite portandolo nella posizione prevista. Questo titanico lavoro sarà completato per la fine del mese consentendo la messa in opera ufficiale del veicolo che sarà completamente operativo dal prossimo febbraio.

mercoledì 12 ottobre 2011

Newsletter, nuovo numero

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (35/648), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

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domenica 9 ottobre 2011

Rapporto lanci settembre 2011.

Cercando di concentrare l'informazione in ambito astronautico ho pensato di creare un file pdf con l'elenco dei lanci eseguiti nel mese di settembre 2011.
La mia intenzione è quella di rendere questo file un appuntamento mensile che comparirà nel blog assegnato ai lanci.
Qui trovate il link.

Come sempre i vostri commenti sono ben accetti.

Notiziario

Kourou.
Demolito il complesso di lancio ELA-2 (Ensemble de Lancement Ariane 2) che non è più stato utilizzato dal 2003. Entrato in servizio nel 1986, è stato utilizzato per 119 lanci di vettori Ariane 2, Ariane 3 e tutti gli Ariane 4, lasciando il posto ad un nuovo complesso, in modo da completare le possibilità di lancio del Guiana Space Center con i tre vettori di cui si prevede l’uso: Ariane, Vega e Soyuz. La torre di servizio alta 26 piani è stata demolita con delle cariche di esplosivo e con molta attenzione, dato che non si doveva intralciare i lavori sulla rampa ELA-3, attualmente usata per i lanci Ariane, che dista poco più di un chilometro. I rottami saranno ora raccolti e spediti in Europa per essere riciclati. Entro fine anno verrà smontata anche la torre ombelicale, in modo da lasciare la piattaforma in cemento libera per i prossimi usi.

Roscosmos.
Decisa l’interruzione dello sviluppo del nuovo vettore a propellenti liquidi chiamato Rus-M. Vladimir Popovkin, capo dell’agenzia spaziale russa, ha dichiarato alla DUMA, il parlamento russo, che “Siamo giunti alla conclusione che non abbiamo bisogno di un nuovo missile, ma possiamo tranquillamente continuare con quelli che abbiamo a disposizione”. Era previsto che Rus-M iniziasse il servizio operativo intorno al 2015, ma evidentemente gli oltre 1700 lanci dei vettori Soyuz e relativi derivati rappresentano una formidabile esperienza che non vuole essere abbandonata, anche alla luce dei recenti avvenimenti con il fallimento di agosto provocato da un errore di lavorazione e non da un problema dei componenti del razzo. E così “squadra vincente non si cambia”, altra conferma di una tendenza conservativa in cui si stanno trincerando le più grandi agenzie spaziali mondiali.

Soyuz.
Domenica 2 ottobre è stato lanciato dal cosmodromo di Plesetsk un vettore Soyuz che ha portato in orbita un satellite Glonass M del sistema di navigazione russo. In circa tre ore e mezza, con un decollo avvenuto alle 2015 UTC, il vettore con il suo upper stage Fregat ha depositato il suo carico nell’orbita prevista, a 19'200 km di quota. Questo successo conferma che i razzi Soyuz sono in ottime condizioni di salute e confermano altresì che il problema di agosto è stato un evento occasionale che non inficia l’affidabilità globale del vettore.

SpaceX.
L’azienda di Elon Musk ha presentato un’ipotesi di riutilizzabilità totale per i suoi veicoli spaziali. La presentazione descrive un sistema che permetterebbe a tutti gli stadi che compongono i razzi SpaceX di rientrare in modo sicuro e atterrare in modo controllato grazie a retrorazzi e zampe telescopiche. Benché spettacolare come soluzione, i dubbi sulla effettiva realizzabilità sono molti, a cominciare dai propellenti necessari per un rientro controllato da alte quote, che graverebbero non poco sul rendimento dei veicoli e sul carico utile. Resta il fatto che il settore privato pare attualmente l'unico in grado di dare un forte slancio nella ricerca spaziale. Vedremo, se son rose, fioriranno…

ESA.
Approvate due nuove missioni scientifiche per l’Agenzia Spaziale Europea.
In programma per il lancio nel 2017 e nel 2019 e con un costo stimato compreso fra i 670 e gli 800 milioni di dollari, si chiameranno Solar Orbiter e Euclid. La prima, come fa pensare il suo nome, sarà esattamente un osservatore della nostra stella e eseguirà tutta una serie di studi da una posizione estremamente affascinante, avvicinandosi fino a circa 41 milioni di chilometri ad essa. Dotata di potenti scudi termici dovrà studiare la corona e il vento solare dalla sua posizione privilegiata, permettendo studi molto approfonditi delle particelle provenienti dal Sole poco dopo la loro emissione. Partirà a gennaio 2017 da Cape Canaveral a bordo di un Atlas 5.
Euclid raggiungerà i punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e studierà, con il suo telescopio di 120 cm di diametro, la natura della materia e dell’energia oscura misurando l’espansione dell’universo.
Si pensa che l’universo sia composto per i tre quarti di energia oscura, che causa una accelerazione nella sua espansione, mentre un ulteriore 20% sia composto da materia oscura che si comporterebbe come la materia “normale”, ma non assorbirebbe né emetterebbe luce. Partirà nel 2019 dalla Guiana Francese a bordo di un vettore Soyuz.
Una terza missione, Plato, è stata esclusa per mancanza di fondi. Avrebbe dovuto studiare e classificare i sistemi planetari extrasolari raccogliendo più informazioni possibili sulla zona abitabile, quella cioè dove le condizioni di temperatura potrebbero essere compatibili con lo sviluppo della vita.

giovedì 29 settembre 2011

Lanciato il “Palazzo Celeste”

Segnando un importante traguardo per il programma spaziale della Cina, una versione modificata e potenziata del vettore Lunga Marcia 2 ha portato nello spazio il primo modulo senza equipaggio della stazione chiamata "Palazzo Celeste". È giunto in orbita per fungere da obiettivo per i test di rendezvous automatico e attracco, con lo scopo di collaudare i relativi sistemi necessari, prima della costruzione di una stazione spaziale di classe Mir, cosa che avverrà più avanti nel decennio.
Il lancio.
Il razzo Lunga Marcia 2F T1, dotato di quattro booster a propellente liquido, è decollato dal Centro di Lancio Satellitare Jiuquan, nel nord della Cina centrale, alle 1316 UTC (21:16 ora locale), salendo maestosamente nel limpido cielo notturno. Il lancio è stato seguito in diretta dalla televisione cinese.

Non ci sono stati problemi, né per il vettore, né per la Tiangong 1 e le telecamere sul razzo hanno mostrato il modulo spaziale che si separava, come previsto, dopo aver raggiunto la sua orbita preliminare. "Il lancio di Tiangong 1 è stato completato con successo", ha detto il Gen. Chang Wanquan , comandante in capo del progetto spaziale cinese con equipaggio, al presidente cinese Hu Jintao e agli alti funzionari del governo riuniti presso il Comando Aerospaziale e Centro di Controllo di Pechino. Dopo un giro di applausi, Hu si è personalmente congratulato con i tecnici di controllo della missione. Il lancio del Tiangong 1 è stato l'ultimo passo di una lenta, ma costante evoluzione del programma spaziale finalizzato a costruire una stazione spaziale cinese in orbita bassa che peserà circa 60 tonnellate. "Il primo passo è stato la dimostrazione delle capacità di volo spaziale umano", ha detto Joan Johnson-Freese, un analista di politica spaziale e un esperto del programma spaziale cinese presso il Collegio US Naval War. La fase due era fondamentalmente lo sviluppo delle capacità di rendezvous e attracco e il passo tre è la costruzione di una stazione spaziale di grandi dimensioni. Tiangong fa quindi parte della fase due, serve per dimostrare la capacità di docking e rendez-vous. "Se vogliamo paragonare in termini analoghi al programma spaziale degli Stati Uniti, (Mercury, Gemini e Apollo), loro sono circa al Gemini. Stanno facendo un sacco di test tecnologici".
Alimentata ad energia solare, Tiangong 1 misura 10,5 metri di lunghezza, 3,3 metri di larghezza e pesa 8,5 tonnellate, con un volume pressurizzato di 15 metri cubi, in grado di alloggiare tre astronauti. Dispone di un modulo sperimentale pressurizzato in cui gli equipaggi in visita possono vivere e lavorare e un "modulo risorse" che contiene la gestione dell’energia elettrica, la propulsione e i sistemi di supporto vitale.
Per puro confronto, la Stazione Spaziale Internazionale è gestita da Stati Uniti, Russia, Europa, Canada e Giappone, ha le dimensioni di un campo da calcio, pesa oltre 450 tonnellate e ha un volume pressurizzato paragonabile ad un Boeing 747. È stata gestita con equipaggi in rotazione fino a sei elementi per più di 11 anni. Ma il progetto Tiangong, che dovrebbe funzionare per circa due anni, è un importante passo avanti per i cinesi e un chiaro segno delle ambizioni spaziali del grande paese.

I controllori di volo hanno in programma di portare il Tiangong 1 in un’orbita quasi circolare a 340 km di quota. Se tutto va bene, una capsula non abitata, Shenzhou 8, sarà lanciata a metà novembre in una missione di rendezvous automatico e attracco con l'avamposto. L'aggancio è previsto per due giorni dopo il lancio e la Shenzhou trascorrerà 12 giorni ormeggiata a Tiangong 1 prima di partire e tornare sulla Terra. Se questo volo andrà bene, i cinesi potranno portare avanti il programma con il lancio, l'anno prossimo, di una missione abitata, utilizzando la navicella spaziale Shenzhou 9. Se si verificassero problemi con la missione iniziale, potrebbe essere lanciato un secondo volo senza equipaggio prima di mettere delle persone a bordo del veicolo Shenzhou 10.

Rappresentazione di Tiangong 1 e Shenzhou 8.
Tiangong e il test di volo Shenzhou sono di grande importanza per il popolo cinese ed è, ovviamente, un importante passo avanti per il programma aerospaziale di Pechino. Dopo una serie di voli di prova senza equipaggio, nel mese di ottobre 2003 la Cina è diventata la terza nazione, dopo gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica/Russia, a lanciare un veicolo spaziale con equipaggio. Yang Liwei è stato il primo “taikonauta” decollando a bordo della navicella Shenzhou 5. Nell'ottobre 2005 è stata lanciata con successo Shenzhou 6 con due membri d'equipaggio e poi Shenzhou 7, portando a tre gli uomini d'equipaggio, ha volato nel settembre 2008 eseguendo anche la prima attività extraveicolare. Ormai i cinesi sono impegnati a costruire questa grande stazione spaziale in modo totalmente indipendente entro il 2020 e stanno affrontando in modo molto serio il loro programma spaziale.

I cinesi in realtà non hanno annunciato obiettivi a lungo termine se non la costruzione di questa una stazione spaziale, ma eventuali missioni umane lunari restano una possibilità. Spesso si parla di collaborazione internazionale, ma pare che molte persone nella comunità aerospaziale cinese credano che per la Cina sia meglio non collaborare perché lavorare per conto proprio permette loro di procedere più sistematicamente, passo dopo passo.