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sabato 25 febbraio 2012

Notiziario

Perfettamente riuscito il lancio del vettore Atlas 5 con un satellite per telecomunicazioni di nuova concezione, in grado di dare copertura 3G per le truppe in movimento.
[Stephen Clark/Spaceflight Now]
Si è trattato del più grande payload mai lanciato con un Atlas 5 su oltre 600 lanci effettuati da questo razzo: con i suoi 6800kg, il Mobile User Objective System 1 (MUOS-1) verrà posizionato in orbita geostazionaria dallo stadio orbitale Centaur, al suo duecentesimo volo. Il lancio dell’Atlas V, versione 551, è avvenuto dalla rampa 41 della base aerea di Cape Canaveral alle 2215 UTC di ieri, 24 febbraio.

E sempre ieri alle 1612 UTC è partito anche un vettore cinese, un Chang Zheng 3C, che ha portato in orbita un altro satellite della costellazione Beidou dedicata alla navigazione. Si tratta dell’undicesimo elemento della costellazione e del quinto che si posizionerà su un’orbita geosincrona. Il sistema Beidou è stato attivato il 27 dicembre scorso ed ha ancora una bassa precisione a causa del limitato numero di satelliti disponibili. Secondo le previsioni del governo cinese il sistema sarà completato entro il 2020.

Se ricordate la storia del Delta Mariner, il vascello incaricato del trasporto dei componenti missilistici che ha abbattuto un ponte qualche tempo fa (era il 26 gennaio), ebbene questa nave da trasporto ha finalmente completato la sua missione che era stata interrotta da quell’incidente. Riparata nel porto di Paducah, nel Kentucky, è finalmente giunta a Port Canaveral ed ha consegnato i componenti per il prossimo lancio Atlas 5. Ricordo che nell’incidente non c’è stato fortunatamente nessun ferito.

La sonda SDO in orbita geostazionaria ha assistito ad un transito della Luna sul disco solare. L’evento, non visibile da Terra, è stato ripreso dalle fotocamere di bordo. Questi eventi non sono rari per SDO e accadono diverse volte all’anno, ma permettono anch’essi di eseguire delle particolari osservazioni scientifiche. In questo caso specifico, il disco lunare ha coperto una regione solare molto attiva, permettendo delle misurazioni accurate dell’emissione energetica di quelle zone.

Spostato alla fine di giugno il volo inaugurale del nuovo vettore Antares. Precedentemente chiamato Taurus 2, questo primo lancio di qualifica ha subito un ritardo dovuto al protrarsi delle operazioni di costruzione del pad di lancio, che verrà chiamato 0A, attualmente in assemblaggio a Wallops Island, in Virginia.

Prosegue lo sviluppo della capsula Orion della NASA. Attualmente in costruzione c’è il primo esemplare che verrà mandato in orbita. Si tratta di un simulacro completo che dovrebbe effettuare la sua missione per la fine del 2013 o inizio del 2014. In Florida si spera che lo sviluppo possa vedere un’accelerazione, cosa che anticiperebbe le riassunzioni dei tecnici licenziati con la chiusura del programma Shuttle. Gli attuali 150 dipendenti assegnati al programma Orion potrebbero diventare 400 entro il 2017, quando dovrebbe avvenire un nuovo test senza equipaggio umano.
La parte forse più triste in tutto questo è che il successivo lancio, con equipaggio umano, dovrebbe avvenire nel 2021, il che significa ben dieci anni dopo l’ultimo volo Shuttle. Se invece questo primo mock-up arrivasse al KSC entro il maggio di quest’anno, significherebbe che il lancio di test potrebbe avvenire nell’ottobre 2013 e il successivo si avvicinerebbe al 2016, con il primo con equipaggio umano nel 2019.
È da dire che in realtà manca ancora un vettore per portare in orbita Orion, ma si sa che sono in corso trattative serrate di NASA con ULA per l’uso di un Delta IV Heavy.

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