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domenica 9 ottobre 2011

Notiziario

Kourou.
Demolito il complesso di lancio ELA-2 (Ensemble de Lancement Ariane 2) che non è più stato utilizzato dal 2003. Entrato in servizio nel 1986, è stato utilizzato per 119 lanci di vettori Ariane 2, Ariane 3 e tutti gli Ariane 4, lasciando il posto ad un nuovo complesso, in modo da completare le possibilità di lancio del Guiana Space Center con i tre vettori di cui si prevede l’uso: Ariane, Vega e Soyuz. La torre di servizio alta 26 piani è stata demolita con delle cariche di esplosivo e con molta attenzione, dato che non si doveva intralciare i lavori sulla rampa ELA-3, attualmente usata per i lanci Ariane, che dista poco più di un chilometro. I rottami saranno ora raccolti e spediti in Europa per essere riciclati. Entro fine anno verrà smontata anche la torre ombelicale, in modo da lasciare la piattaforma in cemento libera per i prossimi usi.

Roscosmos.
Decisa l’interruzione dello sviluppo del nuovo vettore a propellenti liquidi chiamato Rus-M. Vladimir Popovkin, capo dell’agenzia spaziale russa, ha dichiarato alla DUMA, il parlamento russo, che “Siamo giunti alla conclusione che non abbiamo bisogno di un nuovo missile, ma possiamo tranquillamente continuare con quelli che abbiamo a disposizione”. Era previsto che Rus-M iniziasse il servizio operativo intorno al 2015, ma evidentemente gli oltre 1700 lanci dei vettori Soyuz e relativi derivati rappresentano una formidabile esperienza che non vuole essere abbandonata, anche alla luce dei recenti avvenimenti con il fallimento di agosto provocato da un errore di lavorazione e non da un problema dei componenti del razzo. E così “squadra vincente non si cambia”, altra conferma di una tendenza conservativa in cui si stanno trincerando le più grandi agenzie spaziali mondiali.

Soyuz.
Domenica 2 ottobre è stato lanciato dal cosmodromo di Plesetsk un vettore Soyuz che ha portato in orbita un satellite Glonass M del sistema di navigazione russo. In circa tre ore e mezza, con un decollo avvenuto alle 2015 UTC, il vettore con il suo upper stage Fregat ha depositato il suo carico nell’orbita prevista, a 19'200 km di quota. Questo successo conferma che i razzi Soyuz sono in ottime condizioni di salute e confermano altresì che il problema di agosto è stato un evento occasionale che non inficia l’affidabilità globale del vettore.

SpaceX.
L’azienda di Elon Musk ha presentato un’ipotesi di riutilizzabilità totale per i suoi veicoli spaziali. La presentazione descrive un sistema che permetterebbe a tutti gli stadi che compongono i razzi SpaceX di rientrare in modo sicuro e atterrare in modo controllato grazie a retrorazzi e zampe telescopiche. Benché spettacolare come soluzione, i dubbi sulla effettiva realizzabilità sono molti, a cominciare dai propellenti necessari per un rientro controllato da alte quote, che graverebbero non poco sul rendimento dei veicoli e sul carico utile. Resta il fatto che il settore privato pare attualmente l'unico in grado di dare un forte slancio nella ricerca spaziale. Vedremo, se son rose, fioriranno…

ESA.
Approvate due nuove missioni scientifiche per l’Agenzia Spaziale Europea.
In programma per il lancio nel 2017 e nel 2019 e con un costo stimato compreso fra i 670 e gli 800 milioni di dollari, si chiameranno Solar Orbiter e Euclid. La prima, come fa pensare il suo nome, sarà esattamente un osservatore della nostra stella e eseguirà tutta una serie di studi da una posizione estremamente affascinante, avvicinandosi fino a circa 41 milioni di chilometri ad essa. Dotata di potenti scudi termici dovrà studiare la corona e il vento solare dalla sua posizione privilegiata, permettendo studi molto approfonditi delle particelle provenienti dal Sole poco dopo la loro emissione. Partirà a gennaio 2017 da Cape Canaveral a bordo di un Atlas 5.
Euclid raggiungerà i punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e studierà, con il suo telescopio di 120 cm di diametro, la natura della materia e dell’energia oscura misurando l’espansione dell’universo.
Si pensa che l’universo sia composto per i tre quarti di energia oscura, che causa una accelerazione nella sua espansione, mentre un ulteriore 20% sia composto da materia oscura che si comporterebbe come la materia “normale”, ma non assorbirebbe né emetterebbe luce. Partirà nel 2019 dalla Guiana Francese a bordo di un vettore Soyuz.
Una terza missione, Plato, è stata esclusa per mancanza di fondi. Avrebbe dovuto studiare e classificare i sistemi planetari extrasolari raccogliendo più informazioni possibili sulla zona abitabile, quella cioè dove le condizioni di temperatura potrebbero essere compatibili con lo sviluppo della vita.

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