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martedì 5 aprile 2011

Svelato il Falcon Heavy.

Un video dei giorni scorsi aveva attirato l’attenzione di tutti gli appassionati riportando un riassunto dei successi della SpaceX e annunciando “qualcosa di grosso” finendo con la scritta “FH”.

Si era già ipotizzato che fosse il Falcon Heavy, un nuovo vettore dell’azienda nordamericana in grado di sbaragliare la concorrenza, cosa che si è puntualmente avverata.
Si tratta di un “bestione” composto da tre fusoliere affiancate corrispondenti a tre vettori Falcon 9 per un totale di 27 motori Merlin.
Dall’aspetto simile al Delta IV Heavy, ha una portata più che doppia rispetto al suo “collega”: si parla di qualcosa come 53 tonnellate in orbita bassa!

Questa è la classifica delle portate:

Veicolo ........... Orbita .......... Carico in LEO
Falcon Heavy ...... 200 km .......... 53’000 kg
Space Shuttle ..... 200 km .......... 24’400 kg
Delta IV Heavy .... 400 km .......... 22’980 kg
Titan IV-B ........ 150 km x175 km .. 21’680 kg
Proton M .......... 200 km .......... 21’000 kg
Ariane 5 ES ....... 400 km .......... 20’000 kg
Atlas V 551 ....... 200 km .......... 18’810 kg
Giappone H2B ...... 300 km .......... 16’500 kg
Cina LM3B ......... 200 km .......... 11’200 kg

Come vedete si tratta di gran lunga del più potente vettore attualmente in servizio e a questo punto la curiosità di vederlo in azione cresce molto. I dati sono impressionanti. Massa al lancio di 1400 tonnellate. Spinta dei motori al decollo pari a 17 milioni di Newton, l’equivalente di 15 Boeing 747 a piena potenza. La stiva posta nell’ogiva ha un diametro massimo di 4,6 metri ed una lunghezza di 11,6.

Rappresentazione artistica di un lancio Falcon Heavy [SpaceX].
Ma non finisce qui. Il progetto permette il fallimento di diversi motori dei 27 che vengono accesi sulla rampa e ne mantiene la separazione fisica grazie a paratie resistenti poste fra loro. I tre serbatoi possono incrociare i flussi di propellente in modo da lasciare pieno il serbatoio centrale quando i due booster laterali vengono sganciati. Questo comportamento ottimizza le prestazioni permettendo di avere un rendimento superiore, come se ci fosse uno stadio in più, inoltre tutti i motori vengono accesi a Terra senza problemi di avvii in volo (tranne quello dell’upper stage).

Tutto il progetto rispetta inoltre gli standard per il trasporto umano, con margini di sicurezza strutturali del 40% superiori ai limiti aerodinamici (gli altri si attestano sul 25%) e avionica a ridondanza tripla.
Considerando che i costi sono inferiori ai concorrenti (da 80 a 125 milioni per lancio previsti per il 2013) direi che siamo di fronte ad una notizia molto interessante.

Altro tassello sul futuro del trasporto spaziale.

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