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lunedì 6 settembre 2010

Missione umana verso gli asteroidi.

Nei piani del Presidente americano Obama ritorna frequentemente una possibile missione su un asteroide da eseguire nel prossimo decennio.
La cosa non è impossibile, ma occorre scegliere l'obiettivo giusto. Per quanto riguarda l'ottimizzazione del tempo di viaggio, dobbiamo escludere tutti gli asteroidi della fascia principale perché sarebbero più lontani di Marte: dovendo fare molta strada, il Pianeta Rosso è più vicino e molto più appetibile.
Una delle proposte è denominata Plymouth Rock e potrebbe avvenire proprio entro il 2025, limite suggerito da Obama per questo tipo di missione. La destinazione farebbe cadere la scelta su uno dei centinaia di NEO (Near Earth Object), "sassi" che passano periodicamente nelle nostre vicinanze e con dimensioni di alcune centinaia di metri.
Si potrebbero iniziare i test intorno al 2019-2020.
Ma con quale mezzo dovremmo andarci?
Semplice, Orion. Se è vero che lo sviluppo non è stato interrotto, sarebbe l'ideale (soprattutto perché è anche l'unica alternativa) per una missione simile. Il progetto prevede l'uso di due Orion agganciati per 3 astronauti, in modo da fornire un minimo di abitabilità in più per la lunga missione.
La durata stimata sarebbe di circa 200 giorni, con 5 giorni di escursioni sull'asteroide prescelto. Essendo la durata assimilabile ad una Expedition sulla ISS non ci sarebbero problemi di sorta in quanto ad esperienza per la NASA. I problemi principali sarebbero la mancanza di schermature per i raggi cosmici, la stiva necessaria per tutti i rifornimenti e il ridottissimo spazio a disposizione a bordo del veicolo, cosa difficile da accettare anche per un vero astronauta: quanti di voi si farebbero chiudere in un piccolo furgone per 6 mesi?

Ma questa sarebbe solo la seconda parte della missione, dato che bisognerebbe prima mandare un precursore robotico per testare la situazione. Il lancio della sonda potrebbe avvenire già nel 2014-2015, e potrebbe "collaudare" il piano della missione che eseguiranno gli astronauti.
Purtroppo occorre che si inizi la progettazione al più presto.

E qui entra in ballo il budget della NASA. Entro la fine di settembre è necessaria l'approvazione degli stanziamenti per il 2011, pena l'estensione d'ufficio del budget precedente. Dalla proposta sapevamo che Orion era bocciato, ma da decisioni successive sappiamo anche che dovrebbe tornare e quindi una parte di progetto sarebbe salva.
Ora, per la missione robotica, urge uno stanziamento ufficiale altrimenti si rischia la posticipazione: se i lavori iniziassero l'anno prossimo potremmo ancora farcela.
La missione automatica si chiamerebbe Nex Gen NEAR (Next Generation Near Earth Asteroid Rendezvous) ed il suo costo stimato è di circa 400 milioni di dollari.

Attenzione ancora ai vettori. Per il lancio di Nex Gen NEAR sarebbe sufficiente un Atlas 5, ma per la Plymouth Rock servirebbe un lanciatore pesante che non esiste ancora, neanche sulla carta. L'alternativa potrebbe essere un ARES I (ma non era cancellato anch'esso?) o un Delta IV (ma bisogna adattarlo all'equipaggio umano).

Insomma, visitare un asteroide entro il 2025 potrebbe essere una buona idea, ma rischiamo di essere già clamorosamente in ritardo...

1 commento:

Sanduleak SN ha detto...

L'unica cosa che mi sembra di capire dal tuo articolo, è che questi signori non hanno le idee molto chiare sui passi da fare ORA!!!
Mi sembra più un "desiderio" e non la pianificazione seria del l'immediato futuro!!!