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venerdì 30 luglio 2010

Aspettando la chiamata di Spirit.

Sono passati sei anni e mezzo dalla discesa dei due rover Spirit ed Opportunity sul pianeta rosso.
Entrambi dovevano compiere una missione di tre mesi e ne hanno effettuata una ben più lunga. Ma mentre Opportunity è ancora in buone condizioni e sta macinando chilometri su chilometri, per Spirit siamo in forte apprensione.

È dal 22 marzo che non chiama. L'anno scorso è' rimasto insabbiato in una zona composta di un terreno cedevole e farinoso e nonostante i ripetuti tentativi non c'è stato più verso di liberarlo. Purtroppo nel frattempo è giunto l'inverno sul rover e la sua inclinazione non era delle migliori per raccogliere la luce solare con i pannelli fotovoltaici.

E così sono ormai quattro mesi terrestri che aspettiamo un segnale, una comunicazione.
Poca energia significa poche possibilità di tenere attivi i dispositivi di bordo, ma basse temperature può anche significare la necessità di avviare i riscaldatori per mantenere efficienti i sistemi primari del rover.

Durante gli scorsi inverni i sistemi principali di Spirit non sono mai scesi al disotto dei -40°C. Ma con poca elettricità dai pannelli significa che le temperature potrebbero scendere sotto i -55°C, cosa che potrebbe essere fatale per i dispositivi vitali.

Sufficiente energia significherebbe che Spirit è passato nella condizione di ibernazione invernale, una sorta di sonno semi-cosciente che gli permetterebbe di ricordarsi dove si trova e avvertire "casa" appena può.

Energia insufficiente potrebbe significare che tutti i sistemi si sono spenti, "coma profondo". In questo caso in assenza di danni permanenti, all'arrivo di sufficiente energia (sufficiente per un "discorso compiuto", non un semplice "eccomi") inizierebbe a comunicare con il centro di controllo come se fosse appena giunto su Marte. Ma questo non sarebbe un problema. Il problema sarebbe rappresentato da danni permanenti ai componenti elettronici o alle batterie, condizioni che ne impedirebbero definitivamente il riavvio.

Purtroppo al centro controllo si inizia a pensare al peggio, soprattutto perché il primo momento che secondo i calcoli avrebbe permesso di ottenere un flebile tentativo di comunicazione era il 23 luglio scorso.
Senza ulteriori notizie, dal 26 luglio il centro di controllo ha iniziato ad inviare a Spirit gli ordini di chiamare Terra, ma non è ancora stata ricevuta risposta.

Anche Steve Squyres, Principal Investigator per i Mars Exploration Rovers alla Cornell University dice che stanno sperando di avere notizie, ma il rover potrebbe non chiamare più; le certezze vacillano. Si affrettano comunque a precisare che ci sono ancora almeno un paio di mesi per sperare.

Forza Spirit, chiama casa, siamo tutti in pensiero…


Dal canto suo Opportunity prosegue la sua via verso il grande cratere Endeavour e durante il suo lungo viaggio ha anche incrociato un Dust Devil, un mulinello di polvere, il primo incontrato da lui. Spirit ne ha visti moltissimi e questa è una particolarità dell'atmosfera marziana: probabilmente la distribuzione di questi mulinelli non è uniforme sulla superficie di Marte.

Questo tipo di fenomeni atmosferici non comportano pericoli per i rover a causa della poca forza che possono imprimere, ma anzi possono essere degli ottimi alleati. Il giorno prima dello scatto della foto allegata (ripresa il 15 luglio) una serie di raffiche di vento ha pulito i pannelli di Opportunity permettendo un incremento di energia generata di oltre il 10%. Certo potrebbe essere una coincidenza, ma più probabilmente il rover è incappato in una zona con meteo ventoso.

Al Sol 2313 (27 luglio 2010), la produzione di energia solare è passata a 533 watt-ora, l'opacità atmosferica (Tau) è stata ricalibrata e riporta ora un valore superiore a 0,558 e il fattore polvere sui pannelli solari era 0,795. L'odometria totale ammontava a 21,860.62 metri.

Fonte: JPL.

4 commenti:

peppe ha detto...

mi domando perche alla NASA, dopo aver visto i grandi risultati di questi due Rover, intenda nella prossima missione su marte inviare un rover munito di una batteria "nucleare" e non con dei panelli solari, in questo modo si precludono la possibilità di avere un rover che possa operare su marte per molto tempo (anni) come sta già succedendo per quelli gia inviati...

peppe ha detto...

Ps: ho trovato su internet che le prossime missioni in programma sono: 2011 Nasa; 2011 Russia-Cina (con recupero campioni da inviare sulla terra); 2016 Nasa-Europa; 2018 Nasa-Europa.

phoenix 1994 ha detto...

Secondo me l'ideale sarebbe la combinazione RTG-pannelli solari, di modo che quando si esauriscono gli RTG verrebbe utilizzata l'energia che nel frattempo verrebbe accumulata dai pannelli solari.
@ peppe: le missioni da te citate si chiamano:
2011 NASA: MSL
2011 Russia-Cina: Phobos Grunt e Yinguo 1
2016 NASA-ESA: Exomars rover
2018 NASA-ESA: 2° parte Exomars orbiter

Di queste ultime due da me citate sono sicuro, quindi al limite Luigi mi correggerà se ho sbagliato o mi odierà se ho detto giusto perchè gli ho rubato il lavoro!

phoenix 1994 ha detto...

Volevo dire: di queste ultime due non sono sicuro...
Andando di fretta qualcosa sfugge ;)