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domenica 24 gennaio 2010

La caccia ai pianetini killer.

La NASA ha evidenziato come la ricerca dei possibili corpi in rotta di collisione con la Terra sia in una situazione finanziaria molto critica.
Il progetto di rilevare l'80% degli oggetti fino a 140 metri di diametro (chiamato George Brown Near-Earth Object Survey) dovrebbe essere completato entro il 2020, ma con gli attuali finanziamenti (circa 4 milioni di dollari all'anno) non si riuscirà a completarlo.
Per ottenere questo risultato servirebbero almeno 50 milioni di dollari l'anno in modo da costruire dei telescopi appositi e lanciare dei satelliti di sorveglianza. Certo che con 250 milioni di dollari all'anno si potrebbe ottimizzare il tutto eseguendo anche dei test di impatto e esplosione per collaudare le tecniche di eventuale deviazione, nel caso che si scoprisse un oggetto in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Attualmente il progetto Spaceguard permette di rilevare il 90% degli oggetti fino ad 1 km di diametro, piccoli asteroidi che potrebbero causare danni su scala globale.
I 140 metri di questo nuovo sistema di sicurezza mondiale salverebbero da potenziali danni su scala continentale, mentre oggetti più piccoli potrebbero provocare danni su scala locale. Ricordiamoci che l'esplosione di Tunguska che all'inizio del secolo scorso si è verificata nella Siberia russa, ha distrutto migliaia di chilometri quadrati di foresta ed è stata provocata da un oggetto di circa 30 metri di diametro. Se avesse colpito una zona densamente popolata, sarebbe stata una strage.

Gli oggetti NEO finora scoperti sono oltre 6'700, 800 dei quali superano il chilometro di diametro. Quindi una grande quantità di oggetti è già stata catalogata, ma moltissimi altri restano sconosciuti, senza considerare gli oggetti provenienti dallo spazio profondo, che non sono periodici o lo sono con periodi estremamente lunghi.
Il problema principale è il tempo intercorrente fra la scoperta e l'impatto. Se i tempi sono sufficientemente lunghi sarà possibile organizzare un qualsiasi tipo di difesa, anche solo una evacuazione della zona che verrà coinvolta dal disastro.
Agli attuali ritmi il progetto potrebbe completarsi entro il 2030, ma sono speculazioni che lasciano il tempo che trovano.

Forse sarebbe necessario stanziare un po' più di quattrini in queste tecnologie: ne va della salvezza di tutti...

Immagine: NASA.

2 commenti:

phoenix 1994 ha detto...

Hmmm... sì, penso anch'io che bisognerebbe stanziare più fondi per queste ricerche, se devo dire il vero stanzierei la quantità più alta, così non solo lanceremo satelliti di sorveglianza, ma simuleremo le tecniche di deviazione dei pianetini!
Se venissi a sapere che i soldi in più potrebbero salvarmi la pelle li stanzierei io 250 milioni di dollari... peccato che mi manchino questi milioni!
Ora il problema è: come dire a tutti che stanziando più soldi potremmo essere salvi? Una volta fatto questo, si aspetta: quando la gente saprà che coi soldi sarà più sicura, cominceranno a sborsare denaro! Siamo 7 miliardi a 'sto mondo, una piccola cifra per uno e i soldi si fanno!

LEM ha detto...

Ritengo che la spesa sia da affrontare in ogni caso, magari con una collaborazione internazionale. Una simile ricerca avrebbe anche un ritorno scientifico e tecnologico oltre che "vitale".