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lunedì 28 maggio 2012

Newsletter, nuovo numero

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martedì 22 maggio 2012

Dragon è partito

Tre giorni dopo l’interruzione all’ultimo secondo, il cargo senza equipaggio Dragon diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale è decollato questa mattina, raggiungendo l’orbita e iniziando così il primo volo commerciale verso il complesso spaziale.
[NasaTV]
Con la sostituzione della valvola del motore numero 5 che ha causato il rinvio sabato scorso, tutti e nove i motori del primo stadio del Falcon 9 si sono accesi alle 0744:38 UTC, sprigionando la loro spinta e portando in orbita la capsula Dragon.
Il lancio è avvenuto nel momento in cui il piano orbitale della ISS passava per lo Space Launch Complex 40, dove attendeva il vettore con il suo carico; in questo modo si ha l’ottimizzazione del lancio minimizzando gli spostamenti orbitali.
I motori del primo stadio hanno funzionato per circa tre minuti, dopodiché è entrato in funzione il secondo stadio che, circa nove minuti e 14 secondi dopo il decollo ha rilasciato Dragon su un’orbita di 297 x 346 km x 51,66° mentre i tecnici di SpaceX esultavano nelle control room.
Questione di minuti e le coperture dei pannelli solari venivano rilasciate permettendone la completa estensione e l’inizio della produzione di energia.
Il passo successivo è stato l’apertura della baia sensori che ha permesso al software di bordo di prendere il controllo dell’assetto verificando la posizione con lo star-tracker.
Ora ci saranno due giorni di inseguimento della Stazione, un giorno di manovre per verificare la risposta del veicolo e le comunicazioni capsula-Stazione e venerdì Dragon si porterà al disotto della ISS, a circa 10 metri di distanza per essere agganciata con il braccio robotico per essere ormeggiata alla Stazione dove resterà fino al 31 maggio, quando si staccherà e rientrerà, paracadutandosi con uno splashdown dolce nell’Oceano Pacifico.
SpaceX ha un contratto con la NASA per 1,6 miliardi di dollari, dove si impegna a lanciare almeno 12 missioni cargo verso il laboratorio spaziale. I primi tre lanci di test prevedevano invece un contratto da 396 milioni e quello di oggi è la combinazione dei lanci test numero due (avvicinamento e manovre) e tre (attracco vero e proprio), accorpati dopo il consenso della NASA stessa.
Complimenti a SpaceX!

lunedì 21 maggio 2012

Notiziario

Falsa partenza per il primo lancio operativo della capsula Dragon a bordo del vettore Falcon 9 di SpaceX.
[SpaceX]
Sembrava la volta buona e tutto andava per il meglio, quando all’accensione dei motori Merlin del primo stadio, un rilevamento che ha segnalato una lettura di pressione leggermente troppo alta, proveniente dalla camera di combustione del motore numero 5, ha obbligato i computer di bordo a bloccare la procedura spegnendo tutto e interrompendo la sequenza di lancio. Essendo la finestra di lancio istantanea, cioè l’unico momento buono per far partire il vettore era l’ora di lancio, senza tolleranze, si è capito immediatamente che l’evento sarebbe stato rinviato. Alla rampa numero 40 della base di Cape Canaveral, i tecnici hanno già sostituito una delle valvole di controllo della pressione e i test sul vettore stanno proseguendo. La prossima occasione di lancio è prevista per le 0744:38 UTC di martedì prossimo, 22 maggio.

Lancio e attracco perfettamente riusciti per la Soyuz TMA-04M che, dopo essere partita da Baikonur il 15 maggio alle 0301:23 UTC, ha effettuato un perfetto attracco con il molo Poisk alle 0436 UTC del 17 maggio. A bordo Gennady Padalka, Sergei Revin e Joseph Acaba che, con i tre già presenti in orbita, Oleg Kononenko, Andre Kuipers e Donald Pettit, completano l’equipaggio della Expedition 31 sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Partito dallo Spazioporto di Kourou nella Guyana Francese un vettore Ariane 5 che trasportava due satelliti per telecomunicazioni: il JCSAT 13 giapponese con 44 transponder e il VINASAT 2 vietnamita con 24 transponder. Il decollo è avvenuto il 15 maggio alle 2213 UTC.

È stato lanciato il 17 maggio dalla base di Tanegashima un vettore H-2A che ha portato in orbita quattro satelliti giapponesi per lo studio del ciclo dell’acqua e un satellite sudcoreano (Kompsat 3) per la ripresa di immagini terrestri ad alta definizione. Il lancio è avvenuto alla perfezione alle 1639 UTC.

Partito da Baikonur, sempre il 17 maggio, ma alle 1912 UTC, il vettore Proton M con il satellite Nimiq 6, destinato alla distribuzione di programmi televisivi sul Canada. La missione ha avuto pieno successo e il carico è in viaggio verso la sua posizione orbitale definitiva.

Giornata di lanci il 17 maggio, dato che un altro vettore, stavolta un Soyuz-U partito da Plesetsk, ha portato in orbita un satellite segreto russo. Dovrebbe trattarsi di un Kobalt M per la ripresa di immagini terrestri ad alta definizione per mezzo di macchine fotografiche analogiche a pellicola che verranno poi lanciate a Terra per mezzo di una piccola capsula di rientro e sviluppate in modo tradizionale. Il lancio è avvenuto alle 1405 UTC e la missione del Kobalt M, rinominato Kosmos 2472 secondo la classificazione russa, durerà diversi mesi.

Splendida conferma dal California Institute of Technology: hanno ottenuto il nulla osta per acquisire il controllo del telescopio GALEX (GALaxy Evolution EXplorer) che, dopo essere stato lanciato nel 2003 ed aver osservato circa l’80 % del cielo, era stato messo in stand-by il 7 febbraio scorso a causa della chiusura dei finanziamenti per la sua missione. L’interessamento del Caltech di Pasadena, e il conseguente apporto di denaro da parte di alcuni sponsor privati, permetterà così la prosecuzione della missione, sfruttando così ancora per i prossimi anni questo telescopio che è ancora perfettamente funzionante. I dati raccolti sono molto interessanti e si concentrano sull’evoluzione delle galassie. Questa estensione insperata della missione permetterà di completare il campionamento della volta celeste scoprendo ancora altre particolarità dell’evoluzione delle galassie. Il costo di funzionamento per un satellite come GALEX si aggira sui 100'000 dollari al mese che si aggiungono ai circa 150 milioni di dollari spesi finora per la costruzione, il lancio e il mantenimento in attività della missione. Tutta la parte di approvvigionamento energetico della sonda è stato testato e dagli ultimi controlli si calcola che potrebbe tranquillamente alimentare il telescopio spaziale per i prossimi 12 anni. Questo episodio è una novità per la NASA, ma speriamo che il finanziamento privato possa aiutare molte delle missioni spaziali che stanno ora soffrendo per la scarsità di fondi.

domenica 13 maggio 2012

Il Dream Chaser inizia a volare

La Sierra Nevada Corp., una delle aziende in lizza per il trasporto umano verso l’orbita, ha presentato il programma di sviluppo del suo veicolo, il Dream Chaser, specificando le date previste per le varie fasi di avanzamento del progetto. 
Dopo i primi test atmosferici automatici e in seguito ai prossimi finanziamenti provenienti dalla NASA, che nell'agosto 2012 distribuirà fra i 300 e i 500 milioni di dollari tra le varie aziende che partecipano al programma CCDev, si passerà a veri e propri test di rientro da una quota di 5000m con lo sgancio da un elicottero per verificarne le doti di manovrabilità. Nel 2014 i test proseguiranno con lo sgancio del primo esemplare "suborbitale" da un velivolo da trasporto, sia in regime automatico che pilotato, arrivando al 2015 con il primo test orbitale e al 2016 con il primo volo orbitale abitato. Attualmente la Sierra Nevada (e più precisamente la SpaceDev, consociata che si occupa delle attività spaziali) sta rispettando il calendario previsto dalla NASA per il programma CCDev avendo già quasi completato i tredici passi per il prossimo step di finanziamento: "we are on time and on budget" ha dichiarato recentemente l'azienda.

Il Dream Chaser è un piccolo shuttle derivato dal progetto NASA HL-20 sviluppato intorno al 1990. Non può essere definito precisamente come spazioplano, ma è un corpo portante, essendo in realtà un piccolo velivolo a forma di delta, la cui portanza nell’aria è data dalla forma della fusoliera vera e propria.
Verrà lanciato montato in cima ad un Atlas 5 e sarà dotato di due motori (derivati dalla SpaceShipTwo della SpaceX e alimentati con propellenti non tossici) in grado di dargli manovrabilità in orbita e di mettere in salvo l’equipaggio allontanandosi dal razzo vettore in caso di problemi al decollo. Rientrerà come lo Space Shuttle e atterrerà allo stesso modo sulla pista del Kennedy Space Center con il suo carrello.
Potrà trasportare fino a sette astronauti sulla Stazione Spaziale dove potrà restare attraccato per oltre sei mesi. Essendo molto più piccolo dello Shuttle avrà sicuramente una possibilità di carico non paragonabile con il suo illustre predecessore, ma avrà costi decisamente più bassi e ne manterrà la versatilità, il numero di posti e le doti di dolcezza nelle fasi di rientro, cosa da sempre apprezzata da tutti gli astronauti che hanno provato la rudezza del rientro delle capsule Soyuz.

Dopo moltissimi test nella galleria del vento, tutti i prossimi collaudi dovranno confermare le prestazioni del veicolo e contemporaneamente aiutare i tecnici a risolvere i problemi che si presenteranno durante queste prove “sul campo”. La Sierra Nevada ha inoltre già costruito un simulatore per proseguire i test e integrando i dati in suo possesso con le prove sui prototipi, potrà proseguire più speditamente nello sviluppo. La previsione per il Dream Chaser è di costruirne almeno 3-5 esemplari da lasciare in pianta stabile al KSC, sfruttando una parte delle infrastrutture avanzate dal programma Space Shuttle, per le quali ha iniziato un discorso di acquisizione nei confronti del governo americano e della NASA.

Sarò un sognatore, ma trovo che questo sia una vera sfida tecnologica, degna dei pionieri delle missioni spaziali e che prosegue nella ricerca di nuove soluzioni per i viaggi verso l'orbita terrestre e, chi lo sa, forse anche oltre.
Complimenti alla Sierra Nevada, soprattutto ora che passa alla fase più impegnativa del suo progetto.

[Immagini: Sierra Nevada Corporation]

martedì 8 maggio 2012

Newsletter, nuovo numero

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lunedì 7 maggio 2012

Notiziario

Dopo il test di accensione dei 9 motori Merlin montati sul Falcon 9 che porterà in orbita la capsula Dragon di SpaceX, i tecnici si sono accorti che necessitavano di ulteriori analisi e test del software di bordo, consigliando un nuovo rinvio della data prevista per il lancio.
Test di accensione del Falcon 9 [SpaceX]
Attualmente l’Eastern Test Range (Cape Canaveral) è prenotato per il 19 maggio (ore 0855 UTC) con il 22 come data di backup.

L'Agenzia Spaziale Europea ha annunciato che lancerà nel 2022 una missione robotica che effettuerà un tour delle lune ghiacciate di Giove, in modo da esaminare le croste congelate e gli oceani presenti sotto la superficie di Ganimede, Callisto ed Europa.
Chiamata JUICE, “JUpiter ICy moons Explorer”, la sonda entrerà in orbita attorno al pianeta gigante nel 2030 ed eseguirà una serie di flyby di Ganimede, Callisto ed Europa. Nel 2032 rallenterà entrando in orbita attorno a Ganimede, la luna più grande di Giove, per almeno un anno di ricerche focalizzate. JUICE verrà lanciata per mezzo di un razzo Ariane 5 nel mese di giugno 2022.
Giove è l'archetipo dei pianeti giganti del sistema solare e, dato che molti pianeti giganti sono stati trovati attorno ad altre stelle, dobbiamo avere una migliore comprensione di come si formino i giganti gassosi e i loro satelliti, per capire le loro potenzialità per ospitare la vita.
La selezione di JUICE ha battuto le altre proposte: un osservatorio astrofisico a raggi X e un rivelatore di onde gravitazionali. Questa missione ESA diventerà la prima grande missione del programma Cosmic Vision, che sta selezionando un portafoglio di sonde spaziali scientifiche che saranno lanciate nel prossimo decennio.
JUICE sarà la prima missione a guida europea che raggiungerà i pianeti esterni. Originariamente concepita come missione composta da due sonde, una NASA e l'altra ESA, quest’ultima ha dovuto riprogettare il suo orbiter nel 2011 dopo che l'agenzia spaziale degli Stati Uniti si è ritirata dal progetto.
Con un costo di 830 milioni di euro, questa sonda sarà la prima a misurare lo spessore della crosta ghiacciata di Europa, proponendo al contempo una prima analisi superficiale per la definizione di un possibile punto di discesa per un futuro lander. Otterrà anche una mappa dettagliata di Callisto e studierà in modo estensivo Ganimede, sia la sua superficie che il suo campo magnetico.

Ultimo passaggio ravvicinato effettuato della sonda Cassini a 74 km dalla superficie di Encelado (e a 8000 km da Dione che si calcola sia composta per i due terzi di ghiaccio d’acqua), per poi abbandonarlo per qualche anno. La ricerca focalizzata su questo satellite di Saturno si è concentrata sui geyser che si sprigionano dal suo polo sud e i dati raccolti da Cassini sono enormi, comprendendo anche lo studio del campo gravitazionale di Encelado, grazie alla misurazione di quanto i segnali radio provenienti dalla sonda vengono deviati dalla massa del satellite. Il prossimo obiettivo è ora Titano, il cui campo gravitazionale sarà sfruttato da Cassini per deviare la traiettoria e aumentare l’inclinazione dell’orbita in modo da iniziare un’analisi dei poli di Saturno e della superficie di Titano, con i suoi laghi di etano e piogge di idrocarburi. Un nuovo cambiamento di piano orbitale è previsto per il 2015, quando Cassini tornerà a visitare anche Encelado. L'attuale fase della missione di Cassini terminerà nel 2017.

Sono giunte al Kennedy Space Center due sonde chiamate “Radiation Belt Storm Probes” che dovranno studiare le fasce di Van Allen, i campi di radiazioni a forma di ciambella che circondano il nostro pianeta. Inizia così il periodo di test prima della loro integrazione nella stiva del vettore Atlas 5 che le porterà in orbita il 23 agosto. La comprensione più approfondita delle Fasce potrebbe aiutare i progettisti di veicoli spaziali, soprattutto di quelli che si posizionano all’interno delle fasce (come ad esempio i satelliti geostazionari) che sono soggetti a guasti a causa del riscaldamento che si verifica quando questi campi di radiazioni si ingrandiscono, senza contare i problemi causati alle reti di distribuzione elettrica da parte delle correnti che si disperdono nel terreno provenienti dalle aurore, fenomeni simili alle stesse Fasce.
Lancio AEHF-2 [Pat Corkery - ULA]
Le due sonde attraverseranno entrambe le Fasce ponendosi su due orbite simili che spazieranno fra i 600 e i 30'000 km dalla superficie terrestre.

Altro test eseguito il 2 maggio dalla Boeing sul sistema di rientro con paracadute della loro capsula CST-100. Il collaudo è andato a buon fine e si tratta del secondo test di caduta in un mese.

Partito il 4 maggio dalla rampa 41 di Cape Canaveral il vettore Atlas 5 con a bordo un satellite per le comunicazioni militari di nuova generazione. L’AEHF-2, questo è il suo nome, ha subito una serie di controlli aggiuntivi dopo che il suo predecessore ha avuto un problema al sistema di propulsione principale che ha costretto i controllori di volo a recuperare il veicolo utilizzando solo i piccoli motori di manovra, operazione che è durata 14 mesi invece dei previsti 100 giorni. Costato 1,7 miliardi di dollari, questo satellite di 6154 kg ha una vita media prevista di 14 anni.