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Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
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sabato 31 marzo 2012

Notiziario

ATV-3 in avvicinamento a Zvezda [NASA-ESA-Don Pettit]
Arrivo perfetto, come da manuale, per il cargo ATV “Edoardo Amaldi”. Il modulo ha eseguito un avvicinamento e attracco alla ISS con un minuto di anticipo rispetto all'orario previsto, le 2231 UTC del 28 marzo, consegnando così gli oltre 7300 kg di rifornimenti per la Stazione. Gli astronauti impiegheranno oltre 80 ore per scaricare i 160 pacchi e ridistribuirli all’interno dei moduli della ISS. Purtroppo però, una delle due linee di alimentazione elettrica che devono portare energia all'ATV attraverso il molo d'attracco risulta guasta. I soli pannelli solari del modulo non sono in grado di alimentarlo a causa della posizione e al fatto che non sono esposti in modo ottimale ai raggi del Sole. Un circuito di alimentazione di scorta sta per essere attivato, ma se non si riuscisse a ristabilire questo collegamento, molto probabilmente Edoardo Amaldi dovrà abbandonare la stazione in anticipo. ATV-3 dovrebbe lasciare la Stazione il 27 agosto per eseguire un rientro distruttivo in atmosfera, carico con i rifiuti della ISS.

Ci sarà anche un carico di rifornimenti all’interno del primo esemplare della capsula Dragon che raggiungerà la ISS. Ben 530 kg di materiali sono stati inseriti nel prototipo di veicolo spaziale che il 30 aprile (alle 1622 UTC) verrà lanciato da Cape Canaveral a bordo del razzo Falcon 9 della SpaceX. Il carico nominale delle missioni di routine sarà di 1600 kg circa, ma questa prima missione vede l’aggiunta di un carico non previsto, in modo da fare un test sempre più completo delle possibilità che questo veicolo potrà assicurare agli astronauti residenti sull’avamposto spaziale.

Jeff Bezos, miliardario americano fondatore di Amazon, ha chiesto l’autorizzazione alla NASA di recuperare i rottami del primo stadio del Saturn V utilizzato per la missione Apollo 11. I resti di quella storica missione sono stati localizzati sul fondo dell’oceano Atlantico a circa 4300 metri di profondità e giacciono nella zona dove sono ricaduti la maggior parte dei primi stadi degli ultimi 50 anni di lanci effettuati dalla Space Coast della Florida. La richiesta è stata rivolta all’ente spaziale americano dato che sono ancora di sua proprietà. L’autorizzazione è stata data, e il miliardario ha detto che lo scopo principale è di recuperare almeno i motori F-1, i più potenti motori a propellente liquido mai costruiti negli Stati Uniti, per restaurarli ed esporli nei musei, primo fra tutti lo Smithsonian. Sicuramente non saranno in buone condizioni, sia a causa dell’impatto con l’oceano (lo stadio veniva sganciato a 65 km di quota ad una velocità di quasi 10'000 km/h e ricadeva senza paracadute) che alla permanenza sul fondale oceanico per oltre quarant’anni, ma si spera che almeno uno dei cinque montati nel primo stadio sia ancora in condizioni accettabili.
Il relitto è stato rilevato per mezzo di scansioni sonar a circa 650 chilometri ad est di Cape Canaveral.

La stazione scientifica Amundsen-Scott South Pole
che avrebbe potuto utilizzare il satellite [NSF-UCAP]
Distrutto deliberatamente dalla EADS Astrium il satellite Express AM4 rilasciato nell’orbita sbagliata da un lancio fallito nell’agosto scorso. Nonostante la Polar Broadband Systems Ltd avesse richiesto di acquistare il veicolo per utilizzarlo con le sue installazioni scientifiche polari, la Astrium ha preferito distruggerlo con un rientro pilotato dopo aver dichiarata fallita la missione. E non è neanche un problema di assicurazione, dato che il rimborso per il fallimento era già stato liquidato, tant’è vero che un satellite sostitutivo è già in costruzione e partirà nel tardo 2013. È una decisione francamente incomprensibile ed assurda: è stato distrutto un satellite di oltre sei tonnellate con 10 antenne e 63 transponder perfettamente funzionante e completamente recuperabile per la nuova missione che sarebbe stata utilissima per i ricercatori di stanza in Antartide. Anche i paventati problemi di traffico e potenziali collisioni con altri oggetti erano praticamente zero, rendendo ancora più oscura questa scelta.
Sarò maligno, ma quel satellite avrebbe forse dovuto fare altre cose rispetto a quanto dichiarato? Mah…

domenica 25 marzo 2012

Notiziario

Partito in perfetto orario, l’ATV-3 è ora in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il cargo europeo a bordo di un Ariane 5, carico di quasi 7300 kg di materiali, ha lasciato la rampa dello Spazioporto di Kourou nella Guiana Francese alle 0434 UTC di venerdì 23, in circa 20 minuti ha attraversato l’Oceano Atlantico e alle 0538 UTC veniva liberato su un’orbita a circa 260 km di quota, iniziando così l’inseguimento della Stazione dove arriverà dopo cinque giorni di viaggio.
[Stephane Corvaja - ESA]
Alle 0600 UTC, “Edoardo Amaldi” (dal nome del fisico italiano che fece parte dei “Ragazzi di via Panisperna”, il gruppo di scienziati italiani che con Enrico Fermi ha iniziato gli studi sull’energia nucleare) dispiegava i quattro pannelli solari per assicurarsi così l’approvvigionamento energetico. L’attracco è previsto al molo Zvezda alle 2232 UTC di mercoledì 28 marzo, dove resterà ormeggiato per quasi sei mesi.

Prolungata la missione delle sonde gemelle GRAIL. Il termine previsto in giugno, quando subiranno degli estesi periodi di eclissi dai raggi solari, è stato prolungato fino a dicembre, aumentando così anche il ritorno scientifico di questa missione costata 496 milioni di dollari. L’estensione è stata approvata dopo che le probabilità di sopravvivenza delle GRAIL al periodo di eclissi sono aumentate di molto in seguito all’analisi dei dati che stanno inviando, e prospettando così un secondo periodo di tre mesi di operatività che inizieranno a settembre. Le due sonde, chiamate Ebb e Flow, dopo aver orbitato la Luna ad una quota di circa 55 km, passeranno in questa seconda fase della missione a bassissima quota al disopra della superficie lunare; una media di 22 km, ma si potranno spingere fino a meno di 7 km.
Non si esclude nemmeno una ulteriore estensione della missione nel caso che Ebb e Flow sopravvivano anche al successivo periodo di eclissi che inizierà proprio a dicembre.

Momenti di apprensione per la ISS quando, alle 0638 UTC di sabato 24, un detrito orbitale ha costretto l’equipaggio a recarsi nelle Soyuz per essere pronti ad una eventuale evacuazione. Il detrito è poi passato a circa 11 km di distanza, ma all’interno della zona di pericolo che si estende per 50 km attorno alla ISS. Se 11 km vi sembrano tanti, pensate che il detrito è passato a circa 8 km/s, quindi a meno di un secondo e mezzo di distanza…

Smontate al pad 39A del Kennedy Space Center le sette teleferiche per la fuga d’emergenza degli astronauti in caso di problemi al lancio degli Space Shuttle. Le abbiamo viste moltissime volte durante le prove di lancio effettuate da tutti gli equipaggi prima del lancio vero e proprio e rappresentavano un punto fisso dell’addestramento per poter volare sulle navette.

I propulsori elettrici stanno diventando sempre più sofisticati. Utilizzati da circa 15 anni e basati sull’accelerazione a oltre 90'000 km/h di gas xenon ionizzato, hanno una efficienza di 10 volte superiore rispetto ai normali motori a propellenti chimici e possono quindi comportare una drastica riduzione dei pesi da caricare a bordo dei satelliti. La Boeing ha infatti proposto la modifica del suo Bus 702 per satelliti per telecomunicazioni in modo da poterli portare ad un peso inferiore alle due tonnellate senza avere una riduzione di prestazioni. L’unico problema è ancora la bassa spinta che un motore a ioni genera, ma il contraltare è l’incredibile affidabilità e il fatto che possono funzionare in modo continuativo per tempi lunghissimi, dell’ordine delle migliaia di ore. I primi due satelliti che adotteranno tutti motori ionici sono già in costruzione e saranno il Satmex 7 e l’ABS-3A programmati per partire fra il 2014 e il 2015 a bordo di un Falcon 9. I satelliti per telecomunicazioni destinati all’orbita geostazionaria hanno solitamente dei propulsori chimici per poter raggiungere la posizione definitiva a 36'000 km di quota, dove giungono solitamente in alcune settimane. Con i motori ionici impiegheranno circa sei mesi, ma il loro trasporto al difuori dell’atmosfera costerà molto meno.

martedì 20 marzo 2012

Newsletter, nuovo numero

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (42/655), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

questo indirizzo trovate i numeri arretrati.

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Ed è completamente gratuita!

lunedì 19 marzo 2012

Equinozio di primavera

Cambio di stagione: precisamente alle 0514 UTC (Tempo Universale Coordinato) di oggi 20 marzo, sul pianeta Terra si ha l'inizio astronomico della primavera per l'emisfero settentrionale e dell'autunno per l'emisfero meridionale.
Quest'anno è anticipato a causa dell'aggiunta del giorno correttivo per l'anno bisestile.

Il nome "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale", infatti, all'equinozio, il giorno e la notte hanno la stessa durata su tutto il pianeta.

Buona primavera (o autunno) a tutti!

sabato 17 marzo 2012

Notiziario

Lo Space Shuttle Discovery ha lasciato per l’ultima volta l’OPF per raggiungere il VAB in attesa di essere agganciato sul Boeing 747 SCA e raggiungere lo Smithsonian.
[Justin Ray/Spaceflight Now]
È la prima delle tre navette ad essere pronta per l’esposizione al pubblico. Durante lo spostamento ha incrociato Atlantis per le vie del KSC: per assurdo al KSC c’è più traffico di navette ora rispetto a quando erano operative…

Ulteriore ritardo per il lancio dell’osservatorio spaziale NuSTAR che doveva avvenire a bordo di un vettore Pegasus XL. I tecnici stanno ancora cercando di correggere i problemi software al sistema di gestione del volo e non si ha ancora una possibile data di partenza, ma sarà sicuramente dopo la fine di marzo. Il vettore ha avuto un recente aggiornamento del computer di navigazione e c’è apprensione per ciò che riguarda l’affidabilità del software. Ricordiamo che i vettori Pegasus XL vengono lanciati in volo da un aereo appoggio Lockheed L-1011 che decolla dalla base aerea Ronald Reagan nell’atollo Kwajalein.

Il trentesimo vettore Atlas 5 sta prendendo forma alla base di Cape Canaveral, preparandosi così per il lancio del 27 aprile, quando porterà in orbita il secondo satellite militare AEHF (Advanced Extremely High Frequency), che resterà in uso all’Air Force americana. Molti di voi si ricorderanno del primo esemplare di questo satellite che, a causa di un’ostruzione agli ugelli dei motori principali, non aveva potuto inserirsi nell’orbita finale. Era stato salvato grazie al lavoro certosino dei controllori di volo che, in 14 mesi e con oltre 500 accensioni dei motori elettrici di manovra, erano riusciti a portare il veicolo nella posizione voluta.
Con il suo peso di oltre sei tonnellate e il costo di un miliardo di dollari per satellite, questo progetto è una collaborazione fra Lockheed Martin, Northrop Grumman e i lanci vengono gestiti da ULA.

Trattative sono in corso fra la SpaceX e la NASA per l’assegnazione della rampa 39A all’azienda privata, per utilizzarla come spazioporto per i vettori Falcon Heavy. Se la trattativa andrà in porto, dovrà essere smantellata la torre e la struttura di servizio per fare posto alla nuova torre ombelicale e sarà costruito anche un complesso di assemblaggio orizzontale.

Splendida immagine ripresa il 16 febbraio scorso dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter: la fotocamera ad alta risoluzione HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) inquadra un dust devil, un mulinello, del diametro di una trentina di metri e alto almeno 800. È un altro esempio di come la ricerca in questo campo è anche bella da vedere.

martedì 13 marzo 2012

Rapporto mensile lanci

Riassunto dei lanci eseguiti in tutto il mondo durante il mese di febbraio 2012.

Qui trovate il file pdf con la tabella contenente una serie di dati riguardanti i lanci eseguiti.

Vi riassumo i link alle tabelle precedenti:
- Gennaio 2012
- Dicembre 2011
- Novembre 2011
- Ottobre 2011
- Settembre 2011
- Agosto 2011
- Luglio 2011

Come sempre i vostri commenti sono ben accetti.

sabato 10 marzo 2012

Dalle meteoriti altri modi di creare la Vita

Secondo una nuova ricerca NASA, la creazione nello spazio di alcuni elementi fondamentali che costituiscono la vita può essere un po' come fare un panino: è possibile farli sia a freddo che a caldo. Questo prova che vi è più di un modo perché si formino i componenti cruciali della vita, aumentando così la probabilità che la vita stessa si sia formata in altre parti dell'Universo e dà supporto alla teoria che un "kit" preformato, creato altrove nello spazio, sia stato consegnato alla Terra da impatti di meteoriti e comete, aiutando in questo modo l'origine della vita.

La raccolta in Antartide di una delle meteoriti della ricerca.
Nello studio, alcuni scienziati con l’Astrobiology Analytical Laboratory del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, hanno analizzato campioni provenienti da quattordici meteoriti ricche di carbonio che contengono minerali indicanti il fatto di aver subito alte temperature, in alcuni casi oltre 1'100 gradi centigradi. Hanno trovato amminoacidi, che sono i mattoni costituenti le proteine, utilizzati dalla vita per accelerare le reazioni chimiche e costruire strutture come i peli, la pelle e le unghie.

In precedenza, il team di Goddard e altri ricercatori hanno trovato amminoacidi in meteoriti carboniose con mineralogia tale da rivelare che gli amminoacidi stessi sono stati creati da un processo che avviene nell'acqua a relativamente bassa temperatura chiamato "Sintesi di Strecker"; questo processo coinvolge aldeidi e chetoni, ammoniaca e cianuro.
"Anche se in precedenza abbiamo trovato amminoacidi in meteoriti ricchi di carbonio, non ci aspettavamo di trovarne in questi gruppi specifici, in quanto le alte temperature hanno mostrato la tendenza a distruggere gli aminoacidi", ha detto il Dott. Aaron Burton, un ricercatore del programma NASA Postdoctoral di stanza a Goddard. "Tuttavia, il tipo di amminoacidi che abbiamo scoperto in queste meteoriti indica che sono stati prodotti da un processo diverso, ad alta temperatura, mentre gli asteroidi da cui derivavano si raffreddavano gradualmente". Burton è autore di un articolo su questa scoperta che è apparso il 9 marzo su “Meteoritics and Planetary Science”. Nella nuova ricerca, il team ipotizza che gli amminoacidi siano stati prodotti da un processo ad alta temperatura chiamato "Fischer-Tropsch", che coinvolge una miscela di gas contenente idrogeno, monossido di carbonio e azoto. Questo tipo di reazione si verifica a temperature che vanno da circa 90 a 550 gradi centigradi in presenza di minerali che facilitano la reazione. Queste reazioni vengono attualmente utilizzate per produrre l'olio lubrificante sintetico e altri idrocarburi, mentre durante la seconda guerra mondiale, sono state utilizzate per produrre benzina dal carbone, nel tentativo di superare la grave carenza di carburanti.

I ricercatori ritengono che gli asteroidi da cui provengono queste meteoriti sono stati riscaldati a temperature elevate da collisioni o grazie al decadimento di elementi radioattivi. Mentre l'asteroide si raffreddava, le reazioni tipo Fischer-Tropsch (FTT) sarebbero potute avvenire sulle superfici minerali utilizzando gas intrappolato all'interno di piccoli pori dell'asteroide.

Le reazioni FTT possono anche aver creato aminoacidi in grani di polvere appartenenti alla nebulosa solare, la nube di gas e polveri che è collassata sotto la sua gravità per formare il Sistema Solare. "L'acqua in forma liquida, che è due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno, è considerato un ingrediente essenziale per la vita. Tuttavia, con reazioni FTT, tutto ciò che serve è idrogeno, monossido di carbonio e azoto in forma gassosa, elementi che sono tutti molto comuni nello spazio. Con reazioni FTT, si può cominciare a creare alcune componenti della vita prebiotica molto prima di avere asteroidi o pianeti con acqua allo stato liquido", ha detto Burton.

In laboratorio, le reazioni FTT producono amminoacidi e possono mostrare una preferenza per la realizzazione di molecole a catena lineare. "In quasi tutte le 14 meteoriti che abbiamo analizzato, abbiamo scoperto che la maggior parte degli aminoacidi hanno queste catene lineari, suggerendo che potrebbero averli prodotti proprio le reazioni FTT", ha aggiunto Burton. È possibile che entrambi i processi Strecker e FTT abbiano contribuito alla formazione di aminoacidi, tuttavia le evidenze per le reazioni FTT tenderebbero a perdersi perché producono aminoacidi in quantità molto inferiori rispetto a quelli della sintesi Strecker. Secondo gli studiosi, se un asteroide con una presenza iniziale di amminoacido proveniente da reazioni FTT è stato modificato con acqua e sintesi Strecker, potrebbe aver mascherato il piccolo contributo dato dalle reazioni FTT,.

Il team ritiene che la maggior parte degli amminoacidi che si trovano nelle 14 meteoriti sono stati davvero creati nello spazio e non sono il risultato della contaminazione da parte della vita terrestre, e questo per diversi motivi. In primo luogo, gli amminoacidi terrestri (e quelli provenienti da prodotti industriali) sono spesso legati insieme in catene lunghe, sia come proteine che come polimeri. La maggior parte degli aminoacidi scoperti nella nuova ricerca invece, non sono stati legati in proteine o polimeri. Inoltre, gli aminoacidi più abbondanti trovati in biologia sono quelli che si trovano nelle proteine, ma tali amminoacidi "proteinogenici" rappresentano solo una piccola percentuale di amminoacidi presenti nelle meteoriti. Infine, il team ha analizzato un campione di ghiaccio preso da sotto uno dei meteoriti. Il ghiaccio conteneva solo tracce di aminoacidi, il che suggerisce che i meteoriti sono relativamente incontaminati.

Gli esperimenti che mostrano che le reazioni FTT producono amminoacidi sono stati eseguiti oltre 40 anni fa. I prodotti non sono stati analizzati con tecniche moderne, e quindi le distribuzioni esatte degli aminoacidi prodotti non sono state determinate. Il team vuole testare le reazioni FTT in laboratorio usando una varietà di ingredienti e di condizioni per vedere se si producono i tipi di aminoacidi con le abbondanze che hanno trovato nelle 14 meteoriti.

La squadra vuole anche ampliare la propria ricerca di aminoacidi a tutti gruppi noti di meteoriti ricche di carbonio. Ci sono ben otto diversi gruppi di queste meteoriti, chiamate condriti carboniose. "Il nuovo lavoro aggiunge due ulteriori gruppi ai tre precedentemente conosciuti per aver prodotto amminoacidi, lasciando i tre gruppi precedenti da testare. Questi tre gruppi rimanenti hanno un elevato contenuto in metallo nonché le evidenze di aver subito alte temperature. "Vedremo se hanno anche aminoacidi e speriamo di avere un'idea su come si sono formate", dice Burton. Quando il team ha iniziato a cercare aminoacidi in meteoriti carboniose, si è pensato che fosse una cosa strana, ma adesso: "Saremmo sorpresi se non trovassimo aminoacidi in una meteorite ricca di carbonio", dice Burton.

La ricerca è stata finanziata dal NASA Astrobiology Institute (NAI), il Centro Goddard di Astrobiologia, e il programma Cosmochemistry della NASA. NAI è gestito dalla Ames Research Center della NASA di Mountain View, in California. Il dottor Burton è stato sostenuto dal programma NASA Postdoctoral, amministrato da Oak Ridge Associated Universities attraverso un contratto con la NASA. I campioni di meteoriti sono stati forniti dal Dr. Kevin Righter del Johnson Space Center, Houston, Texas.

[NASA]

giovedì 8 marzo 2012

Notiziario

Dione di fronte a Saturno nel 2005 [NASA - JPL]
La sonda Cassini ha rilevato una debolissima atmosfera di ossigeno intorno alla luna Dione.
Durante un passaggio ravvicinato nell'aprile 2010, lo spettrometro al plasma ha rivelato alcune molecole di ossigeno, appartenenti ad una atmosfera tenuissima: circa 5000 miliardi di volte più debole di quella terrestre. Le origini di questo ossigeno possono essere varie, ma gli scienziati si concentrano principalmente sul ghiaccio d’acqua che ricopre la superficie del satellite, acqua che potrebbe dissociarsi a causa delle radiazioni solari o a causa di reazioni con il nucleo roccioso del corpo celeste. Anche questo è un nuovo esempio dell’incredibile lavoro che sta eseguendo la sonda Cassini all'interno del complesso sistema planetario di Saturno.

Cambio di orbita per il Mars Reconnaissance Orbiter e per il Mars Odyssey con lo scopo di poter sorvolare la zona di discesa di Curiosity quando, all’inizio di agosto, arriverà sul pianeta rosso. Lo scopo è quello di monitorare l’ingresso atmosferico e l’atterraggio vero e proprio, scattando possibilmente immagini emozionanti come quella che immortalò la sonda Phoenix appesa al suo paracadute durante la discesa atmosferica.

Lo spazioplano militare statunitense X-37B ha compiuto un anno di missione in orbita e non pare intenzionato a rientrare. L’Orbital Test Vehicle numero 2 era stato inviato in orbita con la specifica di circa nove mesi di autonomia, ma dopo una prima estensione della missione, ha superato il 5 marzo scorso la soglia dei dodici mesi di missione. Il suo predecessore ha volato per 224 giorni ed evidentemente le sue condizioni al rientro erano talmente buone che questo secondo esemplare sta superando se stesso. Essendo una missione militare non si sa né cosa stia facendo e né quando rientrerà.

Problemi per la missione BepiColombo, progetto in sviluppo fra le agenzie di Europa e Giappone. Il lancio era previsto per il luglio 2014 per questa missione che dovrebbe entrare in orbita attorno al pianeta Mercurio. Purtroppo i test a Terra si prospettano più complessi a causa delle condizioni ambientali che la sonda troverà durante la sua missione. Collaudare i vari componenti (fra cui i propulsori elettrici, i pannelli solari, le antenne e soprattutto il controllo termico) di una coppia di sonde che andranno così vicino alla nostra stella, comporta sicuramente una più accurata verifica dell’affidabilità alle alte temperature e ad alti livelli di radiazioni. Queste complicazioni comporteranno uno slittamento di almeno 13 mesi nella data di lancio, portandosi così nell’agosto 2015. Fortunatamente non ci sarà un corrispondente aumento dei costi, salvando almeno il lato economico della missione. I due orbiter (uno planetario e uno per la magnetosfera) che partiranno a bordo di un Ariane 5 avranno un costo totale di 1,7 miliardi di dollari. Con le nuove tempistiche, BepiColombo arriverà in orbita attorno a Mercurio nel gennaio 2022.

[NASA]
I test dei paracadute per la capsula Orion avvenuti il 29 febbraio sono stati un successo. Tutto il complesso sistema composto da sette paracadute ha eseguito il suo compito alla perfezione con la discesa da circa 8000 metri dopo che la capsula è stata sganciata da un C-17 al disopra dell’Arizona. Il test ha visto una discesa sulla terraferma, anche se le missioni operative vedranno poi il loro termine con un ammaraggio nell’oceano. Ricordo che l’ultimo test eseguito (nel 2008) aveva visto il simulacro della capsula schiantarsi al suolo a causa di un difetto nel sistema di sgancio dall’aereo.

domenica 4 marzo 2012

Notiziario

Rinvio di almeno due settimane per il lancio dell’ATV-3 Edoardo Amaldi che doveva avvenire il 9 marzo.
I tecnici dovranno rimuovere il fairing, aprire il portello anteriore dell’ATV e entrare per stringere due delle cinghie che assicurano il carico alle pareti della capsula. Secondo Massimo Cislaghi, mission manager di questo lancio, sarà un’operazione complessa, ma dovrebbe completarsi in tempo utile per eseguire il lancio il 23 marzo, sfruttando quindi la finestra con la Stazione che si chiude a fine mese.

Rinvio anche per il lancio del satellite Sirius FM6 che doveva avvenire il 5 marzo con un vettore Proton. Il problema che ha fatto optare per questo scrub si è verificato sul satellite SES 4 lanciato lo scorso 14 febbraio. Secondo l’agenzia Interfax, il SES 4 ha avuto problemi al dispiegamento dei pannelli solari che si sono aperti solo al secondo comando inviato da Terra e dato che questi due satelliti sono stati costruiti dalla stessa azienda, la Space Systems/Loral di Palo Alto in California, per evitare eventuali guai al Sirius, si preferisce verificare se dovessero esserci dei problemi al sistema di apertura.
Il Sirius FM6 sarà un satellite che entrerà nel sistema di distribuzione di contenuti radio su una platea di oltre 20 milioni di abbonati. Purtroppo il ritardo sarà di diversi mesi.

Un test di caricamento di oltre 280'000 litri di propellenti criogenici: a questo è servito il trasporto in rampa per il prossimo Falcon 9 che partirà per l’orbita con la prima versione test che raggiungerà la ISS. Il razzo è già stato riportato nell’hangar della SpaceX in attesa del lancio che avverrà a fine aprile.

Definitivamente approvata l’estensione dal 2015 al 2020 della vita utile della Stazione Spaziale Internazionale. A questo scopo verranno eseguiti tutti i test e le verifiche necessarie alle varie componenti e ai sistemi di bordo per ottenere questo risultato, considerando anche un eventuale ulteriore estensione fino al 2028. Dal canto loro i Russi sono già all’opera con le loro certificazioni: ad esempio il modulo Zarya, il primo portato in orbita all’inizio dell’assemblaggio della ISS, è già certificato per una vita utile che arriva almeno fino al 2030.
Se da una parte la dismissione dello Space Shuttle ha alleggerito le strutture della Stazione dello stress di sopportarne le 100 tonnellate ad ogni missione (ricordo che la parte strutturale della ISS è pensata per una vita massima possibile di 60 anni), dall’altra rappresenterà il problema dell’approvvigionamento dei pezzi di ricambio. La scorta attualmente presente a bordo permetterà probabilmente di arrivare indenni al 2015 e con qualche aiuto caricato nei cargo tradizionali, si arriverà facilmente al 2020, ma in seguito la situazione diventerà decisamente più critica, obbligando a veri e propri lanci specifici per il trasporto delle parti che potrebbero guastarsi.