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sabato 30 aprile 2011

STS-134 lancio rinviato.

Shuttle Endeavour: Rinviato il lancio a non prima del 2 maggio.

WASHINGTON - I manager della NASA si sono riuniti per discutere lo stato del lancio dello shuttle Endeavour verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il lancio è stato rinviato a causa di un problema ai riscaldatori associati al sistema idraulico dello Shuttle. Il tentativo di lancio successivo sarà non prima del 2 maggio.

La navetta ha tre Auxiliary Power Unit (APU) che forniscono energia idraulica per dirigere il veicolo durante la salita e il rientro. I criteri e le regole di volo della NASA che devono essere rispettate al momento del decollo, richiedono che tutti e tre i propulsori ausiliari debbano essere pienamente operativi per il lancio.

Il serbatoio esterno di Endeavour è stato svuotato dei 2 milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquidi in modo che gli ingegneri possano accedere all'area e valutare il problema collegato con APU 1.

La posizione dei componenti guasti [NASA].
Pare che si sia verificato un corto circuito elettrico che ha coinvolto una scatola di derivazione che alimenta i due riscaldatori dell’APU numero 1. Il guasto è stato evidenziato dal mancato azionamento del termostato corrispondente. Da molte fonti si vocifera che le 48 ore di scrub siano molto ottimistiche, dato che i tecnici dovranno accedere al compartimento di poppa di Endeavour e sostituire questi componenti guasti, dopodiché ripristinare tutti i sistemi e preparare l’orbiter al volo.

Attualmente la nuova finestra di lancio disponibile ha il suo centro alle 20:33 italiane di lunedì 2 maggio (1833 UTC – 14:33 della costa est).

giovedì 28 aprile 2011

Ultimo lancio Endeavour.

Domani sarò al Planetario di Lecco per seguire il lancio delle STS-134.
Potrete seguirci in diretta streaming su AstronautiCAST e CoelumStream e per mezzo delle chat potrete anche fare delle domande a cui risponderemo in diretta.


Missione storica per noi:
- Roberto Vittori, italiano, sarà l'ultimo europeo a viaggiare sullo Shuttle
- Ci saranno contemporaneamente due italiani sulla ISS
- Ben due tricolori italiani saranno a bordo della navetta americana e su uno dei due è cucito il logo di ISAA
- Questa bandiera sarà portata in orbita da un grande amico della nostra associazione, Mike Fincke


Non mancate quindi, alle 20:30 di domani sera inizierà il collegamento che culminerà con il lancio alle 21:47 e proseguirà fino all'ingresso in orbita di Endeavour.

Newsletter - Nuovo numero.

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (27/640), l'edizione italiana del Jonathan Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.
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sabato 23 aprile 2011

Lanciato l‘Ariane 5.

È partito ieri sera, 22 aprile, il volo Ariane 5 ECA VA201 rinviato il 30 marzo scorso. Tutto bene questa volta e il vettore ha raggiunto regolarmente l‘orbita rilasciando i due satelliti per telecomunicazioni Yahsat Y1A e Intelsat New Dawn, sulla loro traiettoria di trasferimento verso la posizione geostazionaria. Il decollo è avvenuto in perfetto orario cioè alle 2137 UTC (equivalenti alle 23:37 italiane) dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese. È stato il cinquantasettesimo lancio Ariane e il secondo del 2011.


venerdì 22 aprile 2011

Finanziato un test per il COTS.

La NASA ha accettato di finanziare alla Orbital Sciences Corp. un volo test aggiuntivo del vettore Taurus 2 per diminuire i rischi sui futuri lanci di rifornimento verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Rappresentazione del nuovo pad [Orbital Sciences].
Questo test avverrà all’inizio di ottobre e partirà da un nuovo sito di lancio a Wallops Island, ma non trasporterà la capsula della Orbital, il Cygnus. La NASA prevede che il Cygnus possa effettuare otto missioni di rifornimento verso la Stazione entro il 2015 e il primo test dovrebbe avvenire entro dicembre di quest’anno.

Con la firma sul finanziamento i lavori possono proseguire spediti e si prevedono pochi ritardi.
Il Taurus 2 è un vettore con due motori a kerosene Aerojet AJ26, già pronti alla base di Wallops, insieme a due fusoliere complete del primo stadio lunghe 27 metri, una per il vettore ed una per i test di Terra. La seconda è arrivata da poco dall’Ukraina a bordo di una chiatta e il motivo è che viene costruita dalle aziende Yuzhnoye e Yuzhmash. Il secondo stadio è a propellente solido con un motore Castor 30A costruito da ATK.

Ovviamente la priorità va alle attrezzature di terra e il nuovo pad 0A è in piena realizzazione. Sono state colate quasi 10'000 tonnellate di cemento e ora tocca al montaggio vero e proprio dei serbatoi, della torre e dei sistemi di trasporto e sollevamento dei vettori in rampa. Il sito sarà pronto entro la fine di agosto in modo da poter eseguire i test sui motori AJ26 entro i primi giorni di settembre. Come già accennato il programma prevede il primo lancio test a ottobre e il secondo con la capsula a dicembre.

Se tutto va per il meglio il primo volo operativo per Cygnus avverrà nel primo quadrimestre del 2012 nella cornice del programma Commercial Orbital Transportation Service (COTS).

mercoledì 20 aprile 2011

Lancio indiano.

Finalmente per l'India un ritorno al successo dopo i due fallimenti dello scorso anno. Questa mattina ha inviato tre satelliti in orbita con il Polar Satellite Launch Vehicle, il booster cavallo di battaglia che ha collezionato la sua 17a missione consecutiva con esito positivo.
Il lancio [The Hindi].
Il razzo è decollato alle 0442 UTC (06:42 CEST) dal Satish Dhawan Space Center sulla Sriharikota Island, posta al largo della costa orientale dell'India, dove erano le 10:12.

Il PSLV si è innalzato in un cielo sereno, salendo verso sud-est prima di virare verso sud fino a raggiungere un'orbita polare eliosincrona a circa 800 km al disopra della superficie terrestre.
Sviluppando una spinta combinata di quasi 900 tonnellate, il lanciatore con sei strap-on booster alimentati a propellente solido ha raggiunto un’altitudine di più di 65 chilometri in meno di due minuti, dopodiché il secondo stadio propulso a idrazina si è acceso accelerando il razzo a quasi 15’000 km all'ora.
Due ulteriori stadi hanno completato il lavoro, ponendo il razzo e il suo prezioso triplo carico utile nell’orbita prefissata.

L'annuncio della conclusione della missione è stato accolto da applausi da parte dei tecnici all'interno del centro di controllo PSLV. Anche se questo vettore ha un curriculum di successo, il programma spaziale indiano ha sofferto per un anno problematico con il suo razzo più grande, GSLV.

Resourcesat 2 sostituirà il suo predecessore lanciato nel 2003. Pesa 1206 kg al decollo e si è inserito in un’orbita eliosincrona ad 822 km di quota su inclinazione di 98,7°. Compie 14 orbite al giorno ed è alimentato da pannelli solari che generano 1250 W complessivi.
Trasporta tre telecamere che sono simili a quelle di Resourcesat I. Una ad alta risoluzione Linear Imaging Self Scanner (LISS-4) che opera in tre bande spettrali nel visibile e nel vicino infrarosso (Regione VNIR) con 5,8 m di risoluzione e orientabile fino a ± 26 gradi per permettere di riprendere gli stessi soggetti a cinque giorni di distanza; una di risoluzione intermedia LISS-3 che opera in tre bande spettrali VNIR e in una banda Short Wave Infrared (SWIR) con 23,5 metri di risoluzione; la terza ha un Advanced Wide Field Sensor (AWiFS) a bassa risoluzione che opera nelle tre bande spettrali in VNIR e una banda in SWIR con 56 metri di risoluzione. Progettato per operare per almeno cinque anni, Resourcesat 2 trasporta anche l’Automatic Identification System, un dispositivo sperimentale per il tracking dei natanti in grado di raccogliere posizione, velocità e altre informazioni sulle navi. Il dispositivo AIS è stato costruito da Com Dev, azienda Canadese.

Youthsat è sulla stessa orbita del precedente e pesa 92 kg. È un satellite sviluppato congiuntamente fra India e Russia per gli studi stellare e atmosferico ed è realizzato con la partecipazione di studenti provenienti da università a livello di laurea e post laurea. Youthsat intende indagare il rapporto fra la variabilità solare e le variazioni di termosfera e ionosfera.

XSat, il terzo carico utile del PSLV-C16, è il primo satellite di Singapore. Pesa 106 kg al decollo, è un Mini satellite con una macchina fotografica multispettrale IRIS e il suo scopo è il telerilevamento e l’elaborazione delle immagini direttamente a bordo.

martedì 19 aprile 2011

Astrogation news.

Distribuita una tranche da 269,3 milioni di dollari per le aziende private che stanno sviluppando i nuovi veicoli spaziali che porteranno gli americani nello spazio entro, si spera, la metà di questo decennio. È il programma CCDev, Commercial Crew Development.
La suddivisione è stata così eseguita
• 92,3 milioni alla Boeing Co.
• 80 milioni alla Sierra Nevada Corp.
• 75 milioni alla SpaceX
• 22 milioni alla Blue Origin
I fondi derivano dal budget federale e seguono le assegnazioni del Congresso Americano.

Completato nel VAB il montaggio degli ultimi due SRB della storia Shuttle. Serviranno ad Atlantis nei primi due minuti di ascesa durante l’ultimo volo in assoluto della navetta americana.
Tutte le sezioni dei razzi che sono state assemblate appartengono a moltissime missioni precedenti, non c’è nessun pezzo nuovo: per la cronaca hanno eseguito 59 missioni e 12 test a terra, e questo è possibile dato che eseguono un rientro controllato con dei paracadute. In particolare il cilindro superiore del booster di sinistra ha volato sulla STS-1, trenta anni fa, nel volo inaugurale del Columbia, mentre ben quattro parti hanno volato sempre per il Columbia durante la sua ultima tragica missione, la STS-107.

I dirigenti della NASA si sono riuniti oggi al Kennedy Space Center in Florida per discutere tutti gli aspetti della Missione STS-134 ed hanno ufficialmente fissato la data definitiva per il lancio, previsto per lo Space Shuttle Endeavour.
Intanto al Johnson Space Center di Houston, l'equipaggio di STS-134 si è oggi sottoposto a un check-up per il controllo approfondito dello stato di salute.
Il lancio di Endeavour verso la Stazione Spaziale Internazionale è sempre previsto per il 29 aprile alle ore 1947 UTC.

lunedì 18 aprile 2011

L’Ariane 5 è di nuovo pronto.

Il problema che ha interrotto il lancio del 30 marzo scorso allo Spazioporto di Kourou è stato identificato e corretto.
Il nuovo lancio è previsto per le 2137 UTC di venerdì 22 aprile dalla torre di lancio ELA-3.
Il vettore è stato riportato all'interno del
Final Assembly Building [Arianespace]
Dai comunicati di Arianespace si è capito che il problema si è verificato ad un attuatore del “gimbal” (orientamento) del motore Vulcain 2.

La sequenza di accensione prevede uno start, sette secondi di avvio e arrivo a regime e poi l’accensione dei booster con il decollo.
Ebbene, a 6,6 secondi dall’accensione (quindi quattro decimi prima che l’avvio dei booster impedisse l’interruzione del lancio) i controlli incrociati hanno rilevato l’anomalia interrompendo la sequenza indipendentemente dal controllo umano. Infatti erano curiose le facce interlocutorie nella sala di controllo.
La decisione dell’azienda è stata di sostituire tutti gli attuatori del gimbal, lasciando però il motore originale: del resto è già stato collaudato a potenza nominale!

I due satelliti per telecomunicazione sono lo Yahsat 1A e l’Intelsat New Dawn.

domenica 17 aprile 2011

ESA: 2014 satellite studentesco per la Luna.

Ricevo e pubblico volentieri.

Lunedì 18 Aprile 2011 alle ore 14.15, presso l’aula BL27.1.3 del Campus Bovisa del Politecnico di Milano via Lambruschini 4, verrà presentato il progetto ESMO degli studenti del Politecnico di Milano per l’Agenzia Spaziale Europea, il cui obiettivo è costruire un satellite interamente progettato da studenti in grado di posizionarsi in orbita attorno alla Luna nel 2014

Giovani menti per il futuro delle missioni spaziali.
Un progetto nato sui banchi dell’università verrà lanciato in orbita nel 2014.
 L’European Student Moon Orbiter (ESMO) è un progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) il cui ambizioso obiettivo è costruire un satellite interamente progettato da studenti in grado di posizionarsi in orbita attorno alla Luna.
Lunedì 18 Aprile 2011 alle ore 14:15 presso l’aula BL27.1.3 del Campus Bovisa del Politecnico di Milano, via Lambruschini, 4 si terrà il primo incontro conoscitivo con l’Associazione studentesca ESMO Propulsion Team del Politecnico di Milano.
Il progetto al momento coinvolge 21 università in 11 paesi con più di 250 studenti. L’Italia partecipa al progetto con ben tre squadre, due con sede al Politecnico di Milano e una all'Università dell'Aquila.
Gli obiettivi del progetto ESMO sono:
• lanciare una sonda progettata e costruita interamente da studenti universitari e metterla in orbita lunare;
• eseguire nuove misurazioni rilevanti per dimostrazioni tecnologiche degli strumenti imbarcati;
• acquisire immagini della luna e ritrasmetterle sulla terra a scopo scientifico e didattico, in modo che scuole e istituti superiori possano richiedere immagini di particolari zone del suolo lunare.
Il satellite lunare alloggerà anche un piccolo radar, un rilevatore di radiazioni e un radiometro a microonde passive, oltre ad un esperimento per testare un protocollo di comunicazione lunare di tipo internet.
Due le squadre del Politecnico coinvolte nel progetto. La prima Propulsion  System Liquid Feed (PSLF) è composta da 25 membri e si occupa dell’alimentazione liquida dei motori (tubature, valvole, regolatori di pressione); la seconda Attitude and Orbit Control System (AOCS) dovrà invece riconoscere, attraverso componenti posti su satellite, l’orientamento dello stesso nello spazio e modificarlo opportunamente.
Surrey Satellite Technology Ltd (SSTL), prime contractor di ESA per il progetto, offre ai partecipanti la possibilità di contattare i propri tecnici ed ingegneri per avere ogni tipo di supporto tecnico sul lavoro da svolgere, oltre all’opportunità di partecipare a workshop in cui possono confrontarsi tra loro, in un ambiente internazionale, riguardo agli sviluppi presenti e futuri del progetto. 
Grazie a Francesca Pierangeli, Ufficio Relazioni con i Media del Politecnico di Milano, per la segnalazione.

Termine Shuttle, avanti coi licenziamenti.

Era preannunciato. Con la chiusura del programma Space Shuttle, le aziende che erano coinvolte direttamente nella produzione di componenti e nella catena di manutenzione degli orbiter si sarebbero trovate con un forte esubero di personale.
E la United Space Alliance, colei che gestisce il lancio e le infrastrutture di terra collegate alla rampa, ha annunciato il programma della riduzione del personale.
E questo è l’intervento finale per questa azienda che ha già visto una riduzione da 10'500 effettivi nell’ottobre 2009 ai 5'600 attuali.
Si parla di ulteriori 2600-2800 licenziamenti che avverranno a partire dalla fine di luglio, proprio in concomitanza con la dismissione di tutte le attrezzature di Terra. Saranno distribuiti fra 1850 e 1950 in Florida, da 750 a 800 in Texas e da 30 a 40 in Alabama.

“I risultati conseguiti da questa squadra non hanno rivali nel volo spaziale umano," ha detto Virginia Barnes, Presidente e Chief Executive Officer della United Space Alliance, in una dichiarazione della società. "Sarà difficile dire addio a questi compagni di squadra che hanno un così grande talento e dedizione. Siamo impegnati a rendere questa transizione il più indolore possibile per loro".

In effetti l’esperienza accumulata da queste migliaia di persone rischia di andare definitivamente perduta.

Ritardi per alcuni lanci.

Dopo il fallimento del lancio della missione Glory a bordo di un vettore Taurus XL, avvenuto li 4 marzo scorso, la Orbital Sciences Corp. sta verificando le cause e le possibili soluzioni del problema al sistema di sgancio del fairing, responsabile dell’incidente.
Dato però che quel sistema di sgancio ha molte parti in comune con il dispositivo analogo montato sui vettori Minotaur (sia tipo 1 che tipo 4), la conseguenza diretta sarà un ritardo nella partenza di ben due missioni che dovrebbero partire su quest’ultimo vettore nel mese di maggio (il 14 e il 30).

E come dar loro torto: la perdita di una sonda del costo di 424 milioni di dollari è più che sufficiente per far riflettere qualsiasi azienda…

venerdì 15 aprile 2011

Lancio Atlas.

Con quello di questa mattina si è completato un sestetto di lanci per il National Reconaissance Office americano. 
Il lancio [Gene Blevins - L.A.Daily News].
Tutti quanti hanno portato in orbita un carico segreto del quale si teorizzava l’uso, ma che è stato confermato, a grandi linee, dagli osservatori amatoriali.

Ecco l’elenco:
• un Atlas 5-501 per la missione NROL-41 lanciato da Vandenberg il 20 settembre
• un Delta 4-Heavy per la missione NROL-32 lanciato da Cape Canaveral il 21 novembre
• un Delta 4-Heavy per la missione NROL-49 lanciato da Vandenberg il 20 gennaio
• un Minotaur 1 per la missione NROL-66 lanciato da Vandenberg il 6 febbraio
• un Delta 4-Medium+4,2 per la missione NROL-27 lanciato da Cape Canaveral l’11 marzo
• un Atlas 5-411 per la missione NROL-34 lanciato da Vandenberg oggi

L’Atlas di oggi è partito alle 0424 UTC dallo Space Launch Complex 3-East della base aerea californiana. Curiosa la configurazione 411 dell’Atlas 5: stiva da 4 metri di diametro, 1 booster (che rende asimmetrica la struttura) ed un solo motore per l’upper stage Centaur. La scelta della configurazione asimmetrica è stata dettata dalla ricerca della massima ottimizzazione della spinta in base al carico da trasportare, minimizzando così gli sprechi.

Tutti i lanci elencati sono avvenuti sotto l’egida della United Launch Alliance, tranne il Minotaur che è stato curato dalla Orbital Sciences.
Meno di due anni fa è stato stabilito il record di lanci con 5 decolli per NRO in sette mesi, ma il record è stato battuto con questi sei effettuati nello stesso intervallo temporale.

mercoledì 13 aprile 2011

Assegnati gli Shuttle.

Fine di mesi di suspense: l'Amministratore della NASA Charles Bolden ha annunciato i vincitori di un concorso nazionale indetto per accaparrarsi una delle tre Navette spaziali dopo che la flotta sarà stata messa in pensione e il programma chiuso, cosa che avverrà entro la fine dell'anno.

Parlando nel 30° anniversario del volo della prima Navetta, avvenuto il 12 aprile 1981, Bolden ha detto che il Discovery, senior orbiter della NASA, verrà esposto allo Steven F. Udvar-Hazy Center del National Smithsonian Air and Space Museum a Washington.
Come potrebbe essere allestito Enterprise all'Intrepid Sea
di New York.
La navetta Atlantis rimarrà al Kennedy Space Center in Florida dopo il suo volo finale di giugno, mentre l'Endeavour, in attesa di essere lanciato il 29 aprile per una missione di rifornimento alla Stazione Spaziale, sarà esposto presso il California Science Center di Los Angeles.
"In primo luogo, qui al Kennedy Space Center, dove hanno avuto origine tutte le missioni Shuttle e tanti altri voli umani storici, metteremo in bella mostra il mio vecchio amico, Atlantis", ha detto Bolden, in piedi su un podio di fronte all’hangar dove si sta proprio terminando la preparazione di Atlantis. "Non solo gli operai che lo hanno inviato nello spazio tante volte avranno la possibilità di vederlo ancora, ma anche i milioni di visitatori che vengono qui ogni anno per vedere e toccare lo Spazio e per far parte delle emozioni di queste esplorazioni, saranno in grado di vedere ciò che è ancora una rarità, un veicolo che ha volato realmente nello Spazio.”
"Il California Science Center di Los Angeles, a pochi chilometri dal vecchio stabilimento Rockwell International in cui lo Shuttle è stato sviluppato e da cui la sua costruzione è stata gestita, sarà la nuova casa per la navetta che attualmente è sulla rampa di lancio, dove si sta preparando per la sua ultima missione, Endeavour.”
"Lo Steven F. Udvar-Hazy Center in Virginia, appartenente allo Smithsonian National Air and Space Museum, otterrà Discovery, il nostro orbiter che ha viaggiato di più. E l’Intrepid Sea, Air and Space Museum di New York City otterrà Enterprise, il nostro orbiter prototipo usato per testare l'aerodinamica del velivolo prima che potesse raggiungere lo Spazio."

La spettacolare proposta per l'allestimento di Atlantis al KSC [NASA].
Altri componenti delle navette saranno esposti nei musei di tutto il paese.
I simulatori Shuttle saranno inviati al Planetario Adler di Chicago, all’Evergreen Aviation and Space Museum di McMinnville, Oregon, e al Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della Texas A&M.
Il Museo del Volo di Seattle, che aveva richiesto una delle navette spaziali, riceverà una fusoliera completa di un addestratore e il Museo Nazionale della Wright-Patterson Air Force Base in Ohio, un altro candidato senza successo, vedrà assegnato un addestratore composto da un compartimento dell'equipaggio completo di muso.
I sedili del comandante e del pilota saranno esposti al Johnson Space Center di Houston, mentre il sistema di motori a razzo per la manovra orbitale (OMS) saranno inviati al US Space and Rocket Center di Huntsville, Alabama, al National Air and Space Museum di Washington e all’Evergreen Aviation and Space Museum.
Inoltre, molte piastrelle dello scudo termico saranno offerte alle scuole e alle università interessate.

"Vogliamo ringraziare tutti i luoghi che hanno manifestato interesse per uno di questi tesori nazionali", Bolden ha detto in un comunicato. "È stata una decisione molto difficile, ma è stata presa con il pubblico americano in mente. Alla fine, queste scelte miravano a fornire la maggior copertura del territorio per massimizzare il numero di persone con l’opportunità di condividere la storia e le realizzazioni del grandioso programma spaziale dedicato alla navetta NASA. Inoltre questi siti sono in grado di preservare nel migliore dei modi tali preziosi artefatti e fornire un eccezionale servizio per i visitatori, sia americani che internazionali."

Ma la decisione è stata una grande delusione per i sostenitori del Johnson Space Center di Houston, sede del centro di controllo missione shuttle e delle strutture di formazione per gli astronauti, per quelli del Museo Nazionale di Wright-Patterson e per gli altri concorrenti perdenti.
Houston ha la storia, è la quarta città più grande della nazione, ha un grande aeroporto internazionale e ha una comunità piuttosto diversificata.
E dall’altra parte il 61 per cento della popolazione statunitense vive entro un giorno di guida dal museo di Wright-Patterson, una struttura completamente aperta e libera al pubblico, cosa che alcuni dei luoghi prescelti non hanno.

Purtroppo l’hardware disponibile è quello che è, costringendo a fare delle scelte. Chi non ha ottenuto le navette non deve recriminare, sicuramente non ha fatto nulla di sbagliato. “Avremmo voluto dare uno Shuttle a ciascun richiedente,” ha aggiunto Bolden. “Semplicemente sarebbero serviti più orbiter.”
Jack Hudson, direttore del Wright-Patterson Air Force Base Museum ha stemperato gli animi ed ha semplicemente aggiunto “Rispettiamo le decisioni e auguriamo buona fortuna ai vincitori”.

Lancio Cinese.

Proveniente da un anno record nelle attività spaziali, la Cina ha lanciato sabato scorso il suo primo satellite del 2011, l’anno che dovrebbe vedere l'esordio in orbita di una mini-stazione spaziale.
Un razzo Lunga Marcia 3A è decollato alle 2047 UTC del 9 aprile dalla base di lancio Xichang posta nel sud-ovest della Cina, nella provincia di Sichuan. Il lancio corrispondeva alle 04:47 di domenica, ora di Pechino.
Il lancio [China Academy LVT].
Il razzo alto una cinquantina di metri ha portato in orbita un satellite di navigazione Beidou su una traiettoria molto ellittica che si estende da un'altitudine di 200 km a più di 33'600 km sopra la Terra. L'inclinazione orbitale è di 55 gradi, secondo i dati di un monitoraggio indipendente.
Il lancio è stato dichiarato un successo da parte della China Academy of Launch Vehicle Technology.
La navicella spaziale accenderà il motore per aumentare la sua quota portandola a circa 36 mila chilometri. L'orbita ad alta inclinazione metterà il satellite in grado di essere utilizzabile da utenti posti nelle regioni polari.
È l'ottavo satellite Beidou operativo dal 2007 ed è stato il primo carico utile cinese inviato in orbita quest'anno.
La rete satellitare Beidou (bussola) sarà costituita da oltre 30 veicoli spaziali in orbita, fornendo una copertura globale di radionavigazione e di posizionamento entro il 2020. La prima fase di implementazione del sistema si è completata con il lancio di sabato, dando ai funzionari cinesi l'opportunità di valutare come la flotta di satelliti lavora nel suo complesso nello spazio. Molti satelliti saranno ancora lanciati entro il 2012 per espandere la copertura della rete Beidou in tutta la regione Asia-Pacifico.
Il lancio di Sabato è stata la prima missione spaziale cinese del 2011 dopo una pausa durata quasi quattro mesi. La Cina lo scorso anno ha condotto con successo 15 lanci nello spazio, un livello record di attività nella storia di questo grande paese. I media statali dichiarano che la Cina quest'anno potrebbe lanciare ben 20 razzi verso l’orbita.
Oltre a diversi lanci Beidou, la Cina ha programmato per quest'anno il lancio del laboratorio spaziale Tiangong e di una navicella Shenzhou senza equipaggio, da eseguirsi nella seconda metà di quest'anno. I due veicoli sono progettati per realizzare il primo aggancio nello spazio, ponendo le basi perché un equipaggio umano cinese possa raggiungere la mini-stazione nel 2012.

martedì 12 aprile 2011

30 anni fa.

Nel 1981 parte dal Kennedy Space Center un veicolo rivoluzionario, Lo Space Shuttle Columbia.
I quotidiani costavano 400 lire e titolavano "In orbita con l'aereo: oggi lo spazio è a portata di mano!".
STS-1 con il suo serbatoio bianco [NASA].
Il lancio avvenne alle 12:00:03 UTC e la missione STS-1 (Space Transportation System) dimostra le incredibili potenzialità di un veicolo che decolla come un razzo, viaggia nello spazio come un'astronave, rientra come una capsula e atterra come un aereo...

Fu anche il primo volo di un mezzo spaziale riutilizzabile, il primo volo umano USA con razzi a combustibile solido, il primo volo di uno spazioplano e il primo caso USA di volo umano su un veicolo spaziale mai testato prima in orbita.

Dopo 37 orbite il Columbia è atterrato sulla pista 23 della base californiana di Edwards alle 18:20:57 UTC del 14 aprile.

50 anni fa.

Il 12 aprile 1961 Jurij Alekseevič Gagarin era il primo uomo a raggiungere l'orbita terrestre.
I quotidiani costavano 40 lire e titolavano "L'era spaziale è arrivata: gli uomini possono conquistare il cosmo!".
Il lancio di Gagarin [TASS].
Quel volo iniziato alle ore 9:07 di Mosca, sulla capsula Vostok 1 (Oriente 1) del peso di 4,7 tonnellate, compie un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo una massima distanza (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27'400 km/h. Guardando fuori dall'oblò esclamò "la Terra è blu… è bellissima".


Dopo 88 minuti, senza poter pilotare la capsula e guidato da un sistema automatico controllato dalla base, la Vostok accende i retrorazzi per permettere il rientro nell'atmosfera terrestre. Una volta in atmosfera Gagarin viene espulso dall'abitacolo e si paracaduta a Terra. La missione termina alle 10:20 ora di Mosca, in un campo vicino alla città di Takhtarova nel Kazakhstan.
Venne insignito della Stella di Eroe dell'Unione Sovietica.

Morì in un incidente aereo il 27 marzo 1968 e le sue ceneri riposano al Cremlino.

Come tutti gli anni oggi si festeggia la Yuri's Night, una serie di feste in tutto il mondo per ricordare l'evento.

mercoledì 6 aprile 2011

Astronomos 2011.

Domani sarò a Bari alla Fiera del Levante per il salone Astronomos 2011.


Dal 7 al 10 aprile la Fiera del Levante - Attività Culturali, in contemporanea con l’edizione 2011 di Expolevante, presenta ASTRONOMOS, il primo Salone Nazionale dell'Astronomia, realizzato con la collaborazione della Società Astronomica Italiana e con la prestigiosa partecipazione delle massime istituzioni scientifiche italiane in ambito astronomico: INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana).

Io sarò allo stand di Coelum Astronomia e del CICAP per rappresentare ISAA.
L'invito a passare a trovarci è valido per tutti, sia per chi è in zona che per chi deve fare molta strada.

Ci vediamo a Bari?

martedì 5 aprile 2011

Svelato il Falcon Heavy.

Un video dei giorni scorsi aveva attirato l’attenzione di tutti gli appassionati riportando un riassunto dei successi della SpaceX e annunciando “qualcosa di grosso” finendo con la scritta “FH”.

Si era già ipotizzato che fosse il Falcon Heavy, un nuovo vettore dell’azienda nordamericana in grado di sbaragliare la concorrenza, cosa che si è puntualmente avverata.
Si tratta di un “bestione” composto da tre fusoliere affiancate corrispondenti a tre vettori Falcon 9 per un totale di 27 motori Merlin.
Dall’aspetto simile al Delta IV Heavy, ha una portata più che doppia rispetto al suo “collega”: si parla di qualcosa come 53 tonnellate in orbita bassa!

Questa è la classifica delle portate:

Veicolo ........... Orbita .......... Carico in LEO
Falcon Heavy ...... 200 km .......... 53’000 kg
Space Shuttle ..... 200 km .......... 24’400 kg
Delta IV Heavy .... 400 km .......... 22’980 kg
Titan IV-B ........ 150 km x175 km .. 21’680 kg
Proton M .......... 200 km .......... 21’000 kg
Ariane 5 ES ....... 400 km .......... 20’000 kg
Atlas V 551 ....... 200 km .......... 18’810 kg
Giappone H2B ...... 300 km .......... 16’500 kg
Cina LM3B ......... 200 km .......... 11’200 kg

Come vedete si tratta di gran lunga del più potente vettore attualmente in servizio e a questo punto la curiosità di vederlo in azione cresce molto. I dati sono impressionanti. Massa al lancio di 1400 tonnellate. Spinta dei motori al decollo pari a 17 milioni di Newton, l’equivalente di 15 Boeing 747 a piena potenza. La stiva posta nell’ogiva ha un diametro massimo di 4,6 metri ed una lunghezza di 11,6.

Rappresentazione artistica di un lancio Falcon Heavy [SpaceX].
Ma non finisce qui. Il progetto permette il fallimento di diversi motori dei 27 che vengono accesi sulla rampa e ne mantiene la separazione fisica grazie a paratie resistenti poste fra loro. I tre serbatoi possono incrociare i flussi di propellente in modo da lasciare pieno il serbatoio centrale quando i due booster laterali vengono sganciati. Questo comportamento ottimizza le prestazioni permettendo di avere un rendimento superiore, come se ci fosse uno stadio in più, inoltre tutti i motori vengono accesi a Terra senza problemi di avvii in volo (tranne quello dell’upper stage).

Tutto il progetto rispetta inoltre gli standard per il trasporto umano, con margini di sicurezza strutturali del 40% superiori ai limiti aerodinamici (gli altri si attestano sul 25%) e avionica a ridondanza tripla.
Considerando che i costi sono inferiori ai concorrenti (da 80 a 125 milioni per lancio previsti per il 2013) direi che siamo di fronte ad una notizia molto interessante.

Altro tassello sul futuro del trasporto spaziale.

Lanciata Soyuz.

È partita ieri sera alle 2218:20 UTC la Soyuz TMA-21 che trasporta sulla Stazione Spaziale Internazionale i componenti della Expedition 27.

Il lancio [Energia].
Alexander Samokutyaev, Andrey Borisenko e Ronald Garan sono partiti dalla stessa rampa da cui è decollato Yuri Gagarin quasi 50 anni fa e infatti il loro volo commemora sia questo primo volo orbitale che il primo volo di un Americano, Alan Shepard, avvenuto il 5 maggio del 1961. Anche la capsula è stata battezzata con il nome del primo cosmonauta.

La Soyuz TMA-21 attraccherà al modulo Poisk della Stazione alle 2318 UTC di domani, 6 aprile, riportando l’equipaggio a sei componenti residenti.

lunedì 4 aprile 2011

STS-134 Rinviato il lancio.

I conflitti con la partenza del cargo Progress 42P, previsto per il 27 aprile hanno portato ad un rinvio della missione dell’Endeavour di dieci giorni.

L'equipaggio durante il TCDT, la prova di lancio [NASA].
Dato che il Progress non può avvicinarsi alla Stazione se lo Shuttle è ormeggiato, l’alternativa era che la capsula automatica russa restasse in orbita a debita distanza attendendo che la navetta se ne andasse, ma purtroppo a bordo del cargo ci sono degli esperimenti deperibili che non possono attendere in orbita, ma devono essere scaricati al più presto. A queste condizioni, purtroppo, non c’era scelta: occorreva rimandare la partenza della STS-134.

E così è stato fatto. Il lancio è ora previsto per le 15:47 locali (le 1947 UTC cioè le 21:47 italiane) e tutta la timeline della missione è avanzata di dieci giorni, quindi l’attracco per il primo maggio, il piazzamento di AMS2 il 2 maggio e le 4 EVA per il 3, 5, 7 e 9 maggio.

Per le Progress invece è previsto che la 41P molli gli ormeggi il 26 aprile, la 42P partirà il 27 aprile e attraccherà il 29.

Importanti informazioni dalla distruzione di HTV.

Il rientro dell’HTV2 Kounotori è avvenuto alle 0309 UTC dopo un ultimo deorbit burn avvenuto alle 0244 UTC di mercoledì scorso, 30 marzo e tutto questo seguendo le previsioni. 
Schema del REBR [Aerospace Corp.].
Ma a bordo del cargo, durante la sua salita verso la Stazione Spaziale, sono stati inseriti due dispositivi, chiamati Re-entry Breakup Recorder (REBR), in grado di seguire la disintegrazione del veicolo in rientro.

Uno dei due è stato messo nell’ATV europeo e servirà al momento del suo rientro, mentre quello presente in HTV ha eseguito il suo lavoro alla perfezione. Doveva registrare una grande quantità di informazioni (temperatura, pressione, rotazione, accelerazioni, ecc) e, una volta uscito dal veicolo in fase di disintegrazione, doveva chiamare Terra per mezzo dei satelliti Iridium (sostanzialmente una telefonata) e trasmettere tutti i dati raccolti, trasmissione da eseguire durante la fase di rientro libero, protetto dal suo scudo termico. In circa cinque minuti la sua missione era terminata ed ha così potuto tuffarsi nell’Oceano Pacifico, senza bisogno di essere recuperato.

Una foto della sonda. Dopo l'aggiunta dello scudo termico,
il suo diametro è di circa 30cm [Aerospace Corp.].
In realtà, questa scatola nera a forma di cono e del peso di circa un kg è andata ben oltre i suoi compiti, resistendo all’impatto con la superficie dell’Oceano e, galleggiando, ha continuato a trasmettere per alcune ore.
Le informazioni raccolte sono importantissime dato che le uniche altre registrazioni di telemetria di un rientro distruttivo risalgono alla drammatica disintegrazione dello Shuttle Columbia.

Questo profilo di missione vale anche per l’altro esemplare che seguirà il rientro di ATV, veicolo diverso e quindi con dinamiche distruttive diverse. I REBR sono costruiti dalla Aerospace Corporation di El Segundo, in California e fanno parte del Department of Defense Space Test Program Americano, ma i dati, la cui analisi durerà da sei a otto settimane, saranno divulgati a tutte le agenzie coinvolte, proprio per la grande valenza scientifica che hanno dal punto di vista delle dinamiche di rientro.

domenica 3 aprile 2011

Uno Shuttle resterà in Florida?

La lotta per l’aggiudicazione degli Shuttle per l’esposizione al pubblico è sempre più forte, infatti manca poco alla decisione definitiva che verrà resa nota il 12 aprile prossimo. 
[Florida Today]
La Florida vorrebbe la sua navetta, soprattutto perché le ha avute residenti per tutti i trent’anni di durata del programma. 
A questo proposito il quotidiano Florida Today ha pubblicato una rappresentazione artistica di come potrebbe essere esposto l’eventuale orbiter: in assetto di missione in orbita. 

Come vedete dall’immagine qui a fianco, la resa del padiglione, che verrebbe allestito al Kennedy Space Center, sarebbe decisamente accattivante! 
Speriamo che venga realizzato veramente.

sabato 2 aprile 2011

STS-134 News.

L’equipaggio dell’Endeavour ha eseguito ieri, primo aprile, il test completo della sequenza di lancio, chiamato Terminal Countdown Demonstration Test (TCDT) dopo che nel giorno precedente hanno effettuato tutte le altre attività di addestramento sul pad e per ogni dettaglio che li riguarderà durante il lancio. Questo complesso di attività viene chiamato “Dress rehearsal”.

La rampa avvolta nel temporale [NASA].
Alle 14:25 locali, al termine del test di countdown, l’equipaggio usciva dalla navetta per simulare una fuga di emergenza dal pad, la “Mode 1 Emergency Evacuation Procedure” che li vede fuggire a bordo delle teleferiche di evacuazione poste alle spalle del pad.

Dopo il violento temporale di giovedì, il TCDT era stato ritardato di circa cinque ore, ma il ristabilirsi delle condizioni meteo hanno indotto i dirigenti ad accorciare questo ritardo a tre ore.

E proprio a proposito del temporale, sulla rampa 39/A c’è anche stata una forte grandinata durata circa otto minuti. Sulla punta del serbatoio esterno i segni non sono molto evidenti e un’attenta analisi non ha evidenziato danni tali da consigliarne la riparazione. Ricordo che nel 2007 la STS-117 fu costretta al rollback nel VAB per riparare la schiuma del serbatoio che risultava letteralmente “martellata”.

La preparazione prosegue senza altri problemi.

venerdì 1 aprile 2011

Problema per OTV2: è atterrato in Italia.

Pare che questa notte l’Orbital Test Vehicle, il piccolo Space Shuttle denominato X-37B lanciato dalla base di Cape Canaveral il 5 marzo scorso abbia avuto un grave problema di volo che lo ha costretto al rientro d’emergenza.
E in base a diverse notizie di corridoio (e secondo Twitter c'è almeno un infiltrato alla NASA) risulterebbe atterrato proprio in Italia. A questo proposito ringrazio i radioamatori, fra i quali un’amica sarda, con cui sono rimasto in contatto tutta la notte per seguire gli eventi.

Purtroppo le informazioni sono molto frammentarie a causa della natura segreta della missione di OTV, ma ci sono moltissimi testimoni oculari del fatto. Si tratterebbe di un atterraggio d’emergenza eseguito all’aeroporto di Pratica di Mare, a pochi chilometri a sud di Roma, che è un'installazione militare e per questo motivo scelta dal DARPA americano per mettere in salvo la navetta e il suo contenuto.

Il problema dovrebbe essere abbastanza grave in quanto è stato riportato da un osservatore indipendente che l’OTV ha iniziato a perdere un qualche fluido, si presume del propellente, motivo per cui si è deciso per un rientro immediato. La prima segnalazione di questo problema si ha alle 0047 UTC. Rapidi calcoli eseguiti dai tecnici dell’USAF con la NASA hanno scelto l’Italia come punto di discesa per due motivi importanti.
Il primo è che con il traffico aereo militare a causa della crisi libica, si è pensato che fosse semplice inserire un velivolo in più, cosa che avrebbe permesso di passare inosservati, sia con il veicolo che con il bang supersonico che si produce durante l’avvicinamento.
Il secondo è la presenza di un pilota ed un controllore di volo sulla portaerei Enterprise (di stanza nel Mediterraneo) provenienti dal training NASA, che sono stati prontamente portati all’aeroporto per curare le procedure di approccio e per mantenere la segretezza al massimo livello. Si tratterebbe rispettivamente di John S. Ridgehead e Antony H. Bigscale, ex tecnici dell’Agenzia Spaziale Statunitense.

La foto "rubata".
Però l’esercito degli osservatori amatoriali ha effettuato il solito ottimo lavoro tracciando e seguendo l’X-37B fino all’atterraggio.
In particolare Antonio Rasbora, un radioamatore di Ardea che si trova sulla linea della pista principale di Pratica di Mare, sentito il tam-tam delle notizie propagate proprio dai radioamatori, è anche riuscito a vedere il piccolo velivolo che era ormai a bassissima quota. L’X-37B avrebbe toccato Terra alle 0535 UTC (le 7:35 italiane) circa di questa mattina. Una decina di appassionati hanno rapidamente raggiunto le recinzioni della pista, ma i tecnici di servizio hanno portato immediatamente in un hangar la navetta. Soltanto uno dei testimoni oculari, Sergio Brotula di Santa Palomba, sempre a pochi chilometri dall’aeroporto, è riuscito a scattare una fotografia decente dello spazioplano sulla pista. I curiosi sono stati immediatamente allontanati.

Se qualcuno ha ulteriori informazioni lo esorto a contattarmi o a commentare questa notizia, in modo da dare degli aggiornamenti in tempo reale.
Le notizie sono molto scarse (ringrazio ancora chi mi ha coinvolto in questo giro di informazioni), infatti il governo americano non ha nessuna intenzione di divulgare i dati della missione di OTV2, anche se prima o poi la verità dovrà pur venire a galla.

AGGIORNAMENTO.
Eh sì, ormai sta diventando un'abitudine. Era un pesce d'aprile. 
Anche se sarebbe interessante se capitasse (con esiti non drammatici come raccontato qui) è pura fantasia.
La mia intenzione era di farlo più elaborato, con più aggiornamenti consecutivi, ma ero in ufficio e quindi ho dovuto fare un singolo articolo.

Gli indizi non mancavano, come i cognomi dei protagonisti: tutti pesci.
I paesi nei dintorni dell'aeroporto sono veri (e Santa Palomba non è male) e la foto l'ho modificata perché non venisse trovata con TinEye.

All'anno prossimo.
A proposito, vi saluta l'amica sarda. ;)