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Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
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giovedì 31 marzo 2011

Lentamente il cerchio si chiude.

È iniziato all’interno della baia numero uno del VAB al Kennedy Space Center l’assemblaggio dell’ultimo set di Solid Rocket Booster per i lanci Shuttle.
Il processo di assemblaggio richiederà un paio di settimane per essere completato. Quando il lavoro sarà finito, i due booster saranno di 45,4 metri di altezza e 3,66 metri di diametro.

[NASA]
Ogni booster è realizzato con oltre 500 tonnellate di propellente che brucia ad un ritmo di quasi cinque tonnellate al secondo. Il propellente gommoso, versato come pasta e indurito per assomigliare alla trama di una gomma, è una miscela di polvere di alluminio, perclorato di ammonio, polimero HB, ossido di ferro e una resina epossidica di indurimento.
Costruiti dalla Alliant Techsystems, i razzi forniscono l'80 per cento della spinta che solleva la navetta spaziale da Terra. Un singolo razzo SRB genera fino a 1500 tonnellate di spinta durante la salita.

L’ET, il grande serbatoio esterno di carburante, è già nel Vehicle Assembly Building che prosegue nel percorso di preparazione. Attualmente si trova dall'altro lato del complesso, nella High Bay n°2 Est, una zona di verifica dove si controlla se è pronto per il volo. Il serbatoio sarà abbinato razzi a stato solido entro la fine del mese di aprile.
Atlantis è in fase di collaudo finale presso l'Orbiter Processing Facility per il suo trentatreesimo viaggio. Sarà trasportato verso il VAB per il montaggio sullo stack serbatoio/booster all'inizio di maggio.
Il lancio di questa missione finale della navetta è previsto per il 28 giugno alle ore 21:40 ora italiana. Questa missione si occuperà di consegnare una grande quantità di materiali di consumo per la Stazione Spaziale Internazionale utilizzando il modulo logistico italiano Raffaello.

La settimana scorsa a Houston, parlando con i giornalisti, l’astronauta Sandy Magnus, che sarà ingegnere di volo sull’Atlantis, ha detto che il rientro a casa della navetta per l'ultimo atterraggio sarà un evento estremamente emozionante “e anche molto triste, come ho già accennato al comandante Chris Ferguson”.
"Lo Shuttle ha dato veramente tanto. Basta guardare le diverse tipologie di missione che ha potuto fare”, ha aggiunto la Magnus. “Ha permesso di costruire la Stazione Spaziale, ha effettuato missioni scientifiche che vanno dal portare in orbita lo Spacelab fino a missioni di ricerca, astronomia, scienze biologiche, scienza dei materiali, senza contare il trasporto di satelliti, sia per il lancio che da riparare e recuperare. Quello che questo veicolo ci ha dato rappresenta un patrimonio scientifico incredibile".
Ferguson e Magnus saranno affiancati dal pilota Doug Hurley e dall’ingegnere di volo Rex Walheim durante la STS-135, missione conclusiva della durata di 12 giorni, che terminerà al KSC con l'atterraggio il 10 luglio verso le 11 di mattina locali.

Sempre che la NASA trovi i fondi per effettuarla…

mercoledì 30 marzo 2011

Abortito lancio Ariane.

Tutto andava per il meglio, con un conto alla rovescia fluido per il lancio previsto alle 2145 UTC, ma tre secondi prima della partenza e dopo l’accensione del motore principale Vulcain 2, i computer dell’Ariane 5 hanno comandato l’abort del decollo inibendo l’accensione dei booster e spegnendo il motore principale.

Il Vulcain 2 si è acceso,
ma si spegnerà pochi secondi dopo [ArianeSpace].
I tecnici sono al lavoro per comprendere la natura e l’origine dell’anomalia e quindi capire come correggere il problema.
Non è ancora stata ipotizzata nessuna possibile nuova data per il lancio, ma probabilmente ci saranno diversi giorni di test, ovviamente per garantire prima di tutto la sicurezza.

Il vettore Ariane 5 ECA si trovava alla rampa ELA-3 dello Spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese e doveva trasportare in orbita un satellite degli Emirati Arabi, Yahsat 1A, con una massa di 6050kg e da posizionare in orbita geostazionaria sulla longitudine 52,5°. Si tratta di un satellite per telecomunicazioni che sarà controllato dalla Al Yah Satellite Communications Co. di Abu Dhabi per un periodo di 15 anni. È stato costruito dalla Astrium sul bus Eurostar E3000, mentre la Thales Alenia Space ha costruito il carico di transponder in banda Ku, C e Ka.
L’altro è un satellite africano, Intelsat New Dawn, anch’esso destinato in GEO nello slot 32,8°. Con una massa di 3040 kg ed un costo di 250 milioni di dollari, è stato costruito dalla Orbital Sciences Corp. sulla piattaforma Star 2.

martedì 29 marzo 2011

Iniziato il disarmo del Discovery.

I tecnici al Kennedy Space Center hanno iniziato lo smontaggio della navetta Discovery. Verrà smantellata per eseguire tutta una serie di controlli sulle strutture e sugli impianti di bordo per verificarne lo stato di usura dopo oltre venticinque anni di onorato servizio.

All'interno dell’hangar 2 dell’OPF (Orbiter Processing Facility) la scorsa settimana hanno iniziato a rimuovere la parte di muso contenente i propulsori di assetto utilizzata per manovrare il veicolo spaziale. Il blocco motori è stato portato alla struttura di manutenzione dei sistemi ipergolici per la disattivazione.
È il primo segno visibile della messa in sicurezza del vecchio Discovery mentre viene mandato in pensione.

Il trentanovesimo ed ultimo viaggio spaziale per il Discovery è partito il 24 febbraio per la Stazione Spaziale Internazionale ed ha consegnato il modulo Multipurpose permanente e l’Express Logistics Carrier n°4. La navetta è tornata allo spazioporto della Florida per l'atterraggio il 9 marzo.

Inizia lo smontaggio del Discovery [NASA].
La cosiddetta fase di "transizione verso la pensione" del Discovery dovrebbe durare diversi mesi e alla fine la navetta sarà in una condizione di sicurezza per essere esposta al pubblico. In base alle previsioni, l'orbiter sarà pronto per lo spostamento finale, sopra al jet 747, all'inizio del prossimo anno.
Ma nel frattempo il programma Space Shuttle vuole scavare all’interno dell’anziano veicolo per verificare l’esito delle soluzioni ingegneristiche che sono state inaccessibili fin dalla costruzione, nei primi anni ’80.

"Ci sono alcune cose sui veicoli, in particolare il Discovery, che non abbiamo più potuto osservare da quando è stato costruito in California. Cose come gli attuatori, posizionati dove sarebbe molto invasivo arrivare. Ho avuto alcune interessanti discussioni con il team che si occupava delle operazioni di Terra proprio per la difficoltà di ottenere alcune di queste informazioni. Ma da un punto di vista ingegneristico, questa è un’occasione più unica che rara per andare a vedere come questi particolari si sono comportati in un veicolo riutilizzabile che ha eseguito molti cicli di volo ed è stato molte volte in orbita, oltre a subire molti cicli di manutenzione a Terra", ha dichiarato John Shannon, il direttore del Programma Shuttle.
"Quindi andremo a prendere, ad esempio, gli attuatori o i rivestimenti del flusso principale dei motori, praticamente le cose intorno alle quali è stato costruito l'orbiter".

La ricca storia del Discovery comprende 39 voli, 238'539'663 chilometri percorsi, 5.830 orbite della Terra e un intero anno di tempo totale trascorso nello Spazio.
La costruzione è iniziata nel mese di agosto del 1979 e l’astronave ha rullato fuori dalla fabbrica di Palmdale nel mese di ottobre del 1983. È diventata la terza navetta operativa nello spazio per la Nasa con un viaggio inaugurale eseguito nel mese di agosto 1984.

Shannon ha aggiunto che le informazioni acquisite dai vari pezzi e dalle parti rimosse per gli studi di laboratorio, superano di gran lunga il risparmio che si avrebbe lasciando le navette in configurazione di volo per il loro riposo nel museo.
"Questa è un'eredità importante del programma Shuttle, dare un sacco di conoscenza sui materiali, sulla progettazione e di come le cose hanno funzionato per un lungo periodo di tempo", ha detto Shannon. "Per me, è comunque più importante ottenere queste conoscenze ingegneristiche su questi veicoli, che avere la precisione totale in un museo".

L’amministratore della NASA Charles Bolden annuncerà il 12 aprile, il 30° anniversario del lancio della prima navetta, quali saranno i musei che otterranno il Discovery, l’Atlantis e l’Endeavour, più il prototipo Enterprise. Si presume che la destinazione finale del Discovery sia lo Smithsonian.
"I veicoli saranno molto simili a quando operavano nello spazio. Monteremo qualche hardware diverso in modo da poter risparmiare un po' l'hardware di più alto valore. Metteremo tutto in sicurezza in modo che il pubblico non sia esposto a qualcosa di pericoloso e provvederemo a rimuovere alcune cose che il pubblico non avrebbe mai visto. Ad esempio se togliamo l’attuatore degli elevoni dentro l’ala, metteremo comunque qualcosa che tenga gli elevoni nella giusta posizione. E potremo così imparare delle cose da questo attuatore", ha detto Shannon.

Il programma Shuttle prevede lo stesso tipo di test di laboratorio sulle parti provenienti dalle altre navette Endeavour e Atlantis dopo i loro voli spaziali finali in primavera ed in estate.

"Lo faremo con tutti e tre. Discovery, dal momento che ha più ore di volo, è un po' più interessante per noi. Sapete, ogni volta che si ottengono dati del genere in ambito ingegneristico, maggiore è il bacino di informazioni ottenute e migliori saranno i tuoi dati. Quindi questo lavoro lo faremo su tutti e tre i veicoli", ha detto Shannon.

Un altro aspetto importante in questo sforzo finale per il pensionamento delle navette è il risparmio derivante dal riutilizzo di hardware critico sui veicoli di nuova generazione. La rimozione dal Discovery dei tre motori principali e dei due sistemi di manovra orbitale (OMS) avverrà nelle prossime settimane e tutti questi motori saranno conservati dalla NASA per il possibile uso su veicoli del futuro, invece di andare con la navetta nel museo.
"I motori principali sono un bene estremamente prezioso e vogliamo salvare tutti i nostri SSME Block 2 che abbiamo. Abbiamo il progetto di riporli in un ambiente sicuro insieme a tutti i sistemi di terra necessari al loro mantenimento fino a quando non si decida cosa fare con il prossimo programma", ha detto Shannon.

"Quello che abbiamo fatto è stato cercare nei nostri magazzini l'hardware in eccesso con cui si potessero costruire alcuni motori principali. Avremo così 9 motori da mettere nei veicoli da esporre. Sono motori di vecchia tecnologia, ma sono gli ugelli reali che hanno volato, sono camere di combustione reali, pompe reali. Quindi estrarremo i motori buoni che vorremmo salvare per il prossimo programma e metteremo dei motori ricostruiti, ma altrettanto reali. E questo è ciò che verrà esposto. Stiamo anche cercando di trovare fondi e pezzi sufficienti per costruire alcuni motori statici da esporre con i veicoli, così che la gente possa vedere quanto sono realmente grandi e complessi. Salveremo anche i motori OMS, i piccoli motori di manovra orbitale montati posteriormente. Stessa ragione. Se riusciremo a utilizzarli in un futuro programma, saranno sicuramente componenti di grande valore. Non abbiamo un lotto di vecchi ricambi per quelli, per cui saranno probabilmente sostituiti con dei simulacri, nulla più di un ugello senza nessun motore nel pod OMS".

lunedì 28 marzo 2011

Kounotori rientra.

In onore delle persone colpite dal terremoto di Tohoku-Kanto in Giappone, i componenti dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno preparato delle piccole gru di carta piegate secondo l’antica tecnica giapponese dell’origami e le hanno “liberate” all’interno del modulo HTV2 Kounotori.
L'equipaggio sul portello di HTV2 [NASA].

A bordo della ISS sono presenti il cosmonauta Dmitry Kondratyev, comandante dell’Expedition 27, l’astronauta italiano Paolo Nespoli dell’Agenzia Spaziale Europea e l'astronauta Cady Coleman della NASA.
HTV2 ha mollato gli ormeggi alle 1546 UTC di oggi, rilasciato dal braccio SSRMS che era comandato da Nespoli e dalla Coleman posti nella Cupola.

La capsula lunga 10 metri era stata sganciata dalla stazione alle 0811 UTC e il rientro controllato avverrà domani, 29 marzo.

domenica 27 marzo 2011

Notiziario.

Torna la proposta per le foto allo Shuttle ormeggiato alla ISS. È la nuova proposta della NASA che spera di avere una risposta affermativa dalla direzione volo di Roscosmos. Il precedente tentativo è stato cancellato perché la Soyuz che avrebbe dovuto compiere il volo era la prima della sua serie e i rischi di malfunzionamento sono stati valutati come troppo elevati. Questa volta dovrebbe mollare gli ormeggi la Soyuz TMA-21, quindi un “vecchio modello”, molto più affidabile. La NASA conta su questo volo anche per riprendere immagini della Stazione da angolature insolite rispetto a quelle del classico flyaround dello Shuttle, quindi anche fotografie laterali, fuori dal piano longitudinale della ISS. Mancherà uno dei veicoli cargo, il giapponese HTV la cui partenza è stata anticipata a domani, lunedì 28 marzo, ma ci sarà lo Space Shuttle, penultima (forse ultima) occasione per immortalarlo.

Completato il carico della stiva dell’Endeavour. L’Alpha Magnetic Spectrometer, esperimento da due miliardi di dollari che ha convinto la NASA a effettuare questa missione aggiuntiva al programma Shuttle, è pronto per il suo viaggio di sola andata a bordo della ISS. Come tutti gli altri componenti della Stazione Spaziale Internazionale, non potrà più essere riportato a Terra dopo il pensionamento della flotta Shuttle proprio per l’assenza di un veicolo cargo di buona capacità che possa rientrare attraversando l’atmosfera in modo sicuro. Insieme ad AMS2 è presente anche l’Express Logistic Carrier 3, una piattaforma carica di parti di ricambio che verrà ancorata all’esterno della Stazione.
Il lancio della missione STS-134 è ancora previsto per la mattina del 20 aprile alle 1:48 italiane (19 aprile ore 2348 UTC).

Curiosity in preparazione nelle officine del JPL [NASA-JPL].
Il Mars Science Laboratory non avrà la fotocamera 3D di James Cameron. La richiesta del famoso regista è stata declinata da NASA e JPL a causa della lunga trafila di test che sarebbero stati necessari per un tale dispositivo. Si trattava di una doppia telecamera in grado di riprendere video con una doppia lente zoom. Il risultato sarebbe stato decisamente spettacolare, ma tutto il sistema necessitava di un esteso collaudo, proprio per la complicazione che comportava la gestione di ottiche così complesse. Curiosity sarà attrezzato con una coppia di tradizionali fotocamere, una wide e una tele. La combinazione delle immagini potrà comunque essere adattata per immagini stereoscopiche, ma non per ripresa di filmati. L’azienda che si occupa delle fotocamere di bordo, la Mastcam aveva assegnato a James Cameron il compito di Co-Investigatore per lo sviluppo di un sistema di ripresa all’avanguardia. Mentre il sistema che verrà utilizzato permetterà di raggiungere tutti gli obiettivi della missione, lo sviluppo della nuova versione evoluta proseguirà, in attesa di trovare un rover che la possa portare su un altro corpo celeste.

sabato 26 marzo 2011

Addio Stardust.

Giovedì 24 marzo circa alle ore 2300 UTC, la sonda Stardust della NASA ha eseguito un’ultima accensione dei suoi motori principali.

A prima vista, l'accensione è un evento insignificante. Dopo tutto, l’anziana navicella ha eseguito 40 grandi manovre per cambi di traiettoria dal lancio avvenuto nel 1999 e tra i motori principali e il sistema di controllo di assetto, i suoi motori a razzo si sono complessivamente attivati per più di 2 milioni di volte. Ma il 24 marzo l’accensione è stata diversa da tutte le altre. Questa ha segnato la fine alla vita attiva del cacciatore di comete, una delle sonde più prolifiche della NASA.

[NASA - JPL]
"Noi la chiamiamo una 'accensione a esaurimento', che è più o meno quello che stiamo facendo. I razzi saranno accesi fino a quando non vi sarà più nulla nel serbatoio", ha detto Tim Larson manager del progetto Stardust-NExT al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California, "È un modo unico di uscire di scena per un veicolo spaziale interplanetario. In sostanza, Stardust ci fornirà informazioni utili anche alla fine della sua avventura".

L’accensione fino ad esaurimento risponderà alla domanda su quanto carburante Stardust aveva ancora nel serbatoio.
"Prenderemo tali dati e li confronteremo con quello che le nostre stime ci hanno detto che è ancora presente nei serbatoi", ha dichiarato Allan Cheuvront, responsabile del programma per Stardust-NeXT alla Lockheed Martin Space Systems. "Questo ci darà un'idea migliore di quanto sono validi i nostri modelli di consumo di carburante e renderanno le nostre previsioni più accurate per le future missioni."

I modelli di consumo del carburante sono necessari perché nessuno ha ancora inventato un indicatore di livello del carburante del tutto affidabile per i veicoli spaziali. Fino a quando non sarà disponibile, i pianificatori delle missioni possono solo approssimare il consumo di propellente guardando la storia del volo del veicolo e quante volte e per quanto tempo i suoi motori a razzo hanno funzionato.

L’accensione a esaurimento di Stardust è un’ottima fonte di informazioni preziose, perché la sonda è stata spesso in volo libero. Lanciata il 7 Febbraio 1999, Stardust ha eseguito un volo radente su un asteroide (Annefrank), si è avvicinata e ha raccolto campioni di particelle da una cometa (Wild 2), particelle riportate sulla Terra in una capsula di ritorno per campioni nel gennaio del 2006. In questa fase aveva già totalizzato 4,63 miliardi di chilometri sul suo contachilometri, oltre 30 UA.
NASA ha poi dato un nuovo incarico al veicolo spaziale che si trovava ancora in ottime condizioni spedendolo a eseguire un passaggio ravvicinato della cometa Tempel 1, una nuova missione a basso costo che ha richiesto altri cinque anni e 1,04 miliardi di chilometri. Dopo tutti questi successi e tutto quel tempo passato dal veicolo spaziale in missione, la squadra di Stardust sapeva che la fine era vicina. Semplicemente non sapeva esattamente come chiudere in bellezza.

Prima di questa accensione finale, Stardust ha puntato la sua antenna a medio guadagno verso la Terra posta a circa 312 milioni km di distanza. Poiché non esiste un futuro per Stardust, il veicolo spaziale era programmato per eseguire il downlink delle informazioni sulla accensione non appena era terminata. Il comando che ordina il funzionamento dei razzi è stato inviato dal computer della navicella spaziale per 45 minuti, ma si prevedeva che sarebbe durato solo tra 2 e 10 minuti. Si stimava che la spinta avrebbe potuto accelerare il veicolo spaziale di un valore compreso fra 2,5 e 35,2 metri al secondo.

"Quello che ci aspettiamo che accada è che se il carburante raggiunge un livello pericolosamente basso, l'elio gassoso entrerà nella camera di combustione", ha detto Larson. "La spinta risultante sarà inferiore al 10 per cento di quanto ci si aspettava. Mentre Stardust continuerà a comandare i suoi motori a razzo fino a che il tempo di accensione pre-programmato di 45 minuti non sia trascorso, anche se la spinta è sostanzialmente finita."

Alla fine Stardust ha acceso i motori per 146 secondi, poco meno di due minuti e mezzo e quindi all’interno del range previsto dai tecnici. Questo dato è comunque stato accolto con soddisfazione al centro controllo, in quanto significava che i calcoli eseguiti dai progettisti erano corretti.

Circa venti minuti dopo che i motori hanno terminato di funzionare, il computer della nave spaziale ha inviato il comando per spegnere i trasmettitori.
Erano le 2333 UTC di giovedì.
Hanno deciso di spegnere attivamente la radio per escludere la remota possibilità che prima o poi il trasmettitore di Stardust possa riaccendersi e trasmettere su una frequenza utilizzata da altri veicoli spaziali operativi. Lo spegnimento del trasmettitore assicura che non ci saranno interferenze radio indesiderate in futuro.

Senza propellenti per alimentare il sistema di controllo dell'assetto del veicolo spaziale, i pannelli solari di Stardust non rimarranno puntati verso il Sole. La conseguenza immediata è che le batterie della sonda si scaricheranno in poche ore.

"Quando abbiamo preso in considerazione tutte le possibilità per la durata dell’accensione nel calcolo della traiettoria finale, abbiamo cercato di evitare che nei prossimi 100 anni Stardust si avvicini a meno di 2,7 milioni di chilometri dalla Terra e a meno di 21 milioni di chilometri da Marte", ha detto Larson. "Questi valori sono sufficientemente lontano dagli obiettivi protetti per soddisfare tutte le direttive della NASA Planetary Protection".

Alcune sonde planetarie, come la missione Galileo verso Giove, sono state volutamente lanciate nell’atmosfera del pianeta per assicurarsi che venisse distrutta in modo controllato. Per altre sono stati spenti i loro trasmettitori o sono semplicemente svanite, ha detto Larson. "Penso che questo sia un finale perfetto per Stardust. Si è spenta con onore".

giovedì 24 marzo 2011

In breve.

Le operazioni sul modulo Kibo e su Kounotori-2 dalle sale di Controllo Missione della Space Station Operations Facility (SSOF) allo Tsukuba Space Centre (TKSC) sono riprese alle 16:00 ora locale del 22 marzo 2011.
Dopo il devastante terremoto che ha colpito la regione di Tohoku e Kanto, tutte le operazioni al TKSC sono state temporaneamente chiuse e il controllo era passato al NASA Mission Control Center di Houston (H-MCC) proprio a causa dei problemi di sicurezza e per i danni causati dal terremoto.
Questa settimana, la sicurezza delle installazioni a Terra è stata ripristinata, i sistemi sono stati riattivati e le infrastrutture per le comunicazioni sono di nuovo online.
Sono anche state definite le date di distacco (29 marzo) e di rientro (30 marzo) per la capsula HTV2.

Il Payload Canister contenente AMS2 viene
issato sulla struttura rotante del pad [NASA].
Il comandante della STS-134, Mark Kelly, ha deciso di non partecipare più alle interviste pre-lancio a causa delle troppe domande fatte alla sua situazione privata. Sua moglie, deputato Gabrielle Giffords, era stata ferita al capo da un colpo di pistola all’inizio di quest’anno durante un comizio. Evidentemente la cronaca nera è un boccone ghiotto per i giornalisti e quindi Kelly ha deciso di non deviare l’attenzione dall'ultima missione dell’Endeavour.

Gli stati appartenenti all’ESA hanno confermato l’appoggio alla richiesta americana di prolungare la vita operativa della Stazione Spaziale fino al 2020. Lo stanziamento di fondi è però sospeso fino alla prossima ministeriale, soprattutto a causa dell’opposizione di Francia e Germania verso la necessità di un aumento del budget a disposizione. Attualmente, oltre all'addestramento degli astronauti e al mantenimento del centro di controllo per i moduli europei, sono previsti altri tre cargo ATV, uno all'anno fino al 2014. Speriamo che riescano a trovare un accordo perché le alternative sono tutt'altro che rosee.

Sono terminati i test su MESSENGER che finalmente può iniziare la fase più interessante della missione: la raccolta di dati scientifici su Mercurio.
La sonda che è in perfette condizioni inizierà quindi una serie di osservazioni ottiche che ci permetteranno di creare finalmente una mappa globale del piccolo pianeta. Le osservazioni cominceranno ufficialmente il prossimo 4 aprile.

Il Kepler Space Telescope ha sofferto un problema il 14 marzo, entrando in safe-mode. La causa è stata un comando di reset proveniente da una scheda di interfaccia. 
Probabilmente un’errata serie di dati provenienti dai giroscopi hanno causato il problema. Dopo aver riavviato i sistemi di bordo, le operazioni di Kepler sono riprese domenica scorsa, 20 marzo.
L’analisi accurata dei dati ricevuti a Terra per stabilire con precisione la causa del safe-mode è attualmente in corso al Kepler Science Operations Center situato nell’Ames Research Center, a Moffett Field in California.

La sonda Juno della NASA diretta su Giove è stata assegnata per il lancio su un vettore Atlas V dalla base di Cape Canaveral, in Florida, il 5 Agosto 2011.
Raggiungerà il sistema Gioviano nel luglio 2016.

mercoledì 23 marzo 2011

Guardare il cielo.

Vi parlo oggi di una splendida applicazione per i cellulari con sistema operativo Android. Permette di eseguire i calcoli delle effemeridi in tempo reale.
E' scritta da un amico, ma la segnalo per la sua alta qualità di realizzazione.
L'applicazione si chiama EphemDroid ed è presente sul market Android in due versioni: Free e Pro.


Le funzioni base della versione Free, sono il calcolo in tempo reale di tutti i dati orbitali dei pianeti del Sistema Solare: è sufficiente selezionare il pianeta e vi troverete con una quantità incredibile di informazioni calcolate e aggiornate continuamente. Distanza dalla Terra, dal Sole, coordinate celesti. Ma non è tutto. Se il vostro cellulare ha i sensori magnetici e posizionali, due piccole frecce vi guideranno per puntare e riconoscere nel cielo l'oggetto prescelto.

La versione Pro ha in più la posizione dei satelliti Medicei di Giove e dei cinque maggiori satelliti di Saturno, i transiti della macchia rossa di Giove e un'altra funzione utilissima: l'elenco degli oggetti visibili in quel momento. Molte altre implementazioni di funzionalità sono in arrivo e anzi, sul blog dell'autore del software, potete consigliare e richiedere nuove funzionalità.

La versione Free è ovviamente gratuita, mentre la versione Pro costa soltanto € 1,30.

Provate almeno la versione free, vi assicuro che ne vale la pena!

martedì 22 marzo 2011

In breve.

È stata stabilita la nuova data per il lancio della Soyuz TMA-21. 
Il ritardo è inferiore al previsto, meno di una settimana. 
Lo spettacolare tributo allo Shuttle [NASA].
Il lancio avverrà il 4 aprile alle 2218 UTC e l’attracco alla ISS è previsto un paio di giorni dopo, per le 2318 UTC del 6 aprile.

Il personale del Kennedy Space Center ha reso omaggio al programma Space Shuttle mettendosi in posa per una fotografia memorabile: in migliaia si sono raggruppati formando la sagoma di un orbiter contornato da una catena umana. Come vedete dall’immagine allegata il tutto è stato fatto nel parcheggio del VAB in una cornice unica. C’è anche il video accelerato in stop-motion della realizzazione.


Cambio di guida al comando del corpo astronauti ESA. Alla uscente Simonetta Di Pippo subentrerà a fine mese Thomas Reiter, ex astronauta cinquantaduenne di enorme esperienza e grandi doti umane.
Il suo tabellino di volo comprende due missioni di lunga durata, una sulla MIR e una sulla ISS con tre passeggiate spaziali.
Complimenti ed auguri a Reiter per questo importante incarico.

Soldi, sempre soldi.

Grossi problemi per i programmi di esplorazione planetaria non abitata della NASA. Il budget complessivo scende, mentre il costo per missione sale attestandosi su valori che ormai partono fra i 500 e i 1000 milioni di dollari ciascuna. Oltretutto le diatribe sulla distribuzione del denaro per il trasporto umano, principalmente fondate sulla contrapposizione fra NASA e aziende private, tengono banco impedendo ai politicanti di comprendere tutte le necessità di sovvenzioni che un ente come la NASA ha sui vari fronti esplorativi.

Il rover MAX-C [NASA].
Pare che dopo lo stanziamento di 1,5 miliardi per il 2012, la discesa nei finanziamenti sarà costante e inesorabile, prevedendo per il 2016 di essere sotto il valore di 1,2 miliardi complessivi. I due programmi esplorativi robotici principali, Discovery e New Frontiers hanno in progetto missioni verso Europa, Marte e asteroidi, oltre a rover lunari, ma con le attuali tendenze del Congresso non vedranno mai la luce.

Il più ambizioso dei progetti a rischio è il Mars Astrobiology Explorer-Cacher (MAX-C) che prevede un rover in grado di rispedire a Terra un campione di suolo marziano. Partenza prevista 2018 e costo di oltre 3,5 miliardi di dollari.

lunedì 21 marzo 2011

STS-134 News.

Dopo il triste incidente della settimana scorsa, la preparazione della navetta Endeavour per il suo ultimo volo sta proseguendo spedita.

Tutti i propellenti potenzialmente pericolosi sono stati caricati nei vari serbatoi interni dello Shuttle. Si tratta di propellenti ed ossidanti che alimentano i motori di manovra anteriori e posteriori e i due Orbital Maneuvering System, contenuti negli OMS Pod. Anche le APU (Auxiliary Power Unit) hanno subito un test di funzionamento venerdì scorso, test perfettamente superato. Le APU si occupano di alimentare i sistemi di comando idraulico di bordo (superfici aerodinamiche, direzionamento motori e gestione carrello).

ELC3 sta per essere inserito nel Payload Canister [NASA].
Prossimo appuntamento sarà l’apertura della Rotating Service Structure per permettere il caricamento del Payload Canister, il contenitore che si occupa di trasportare sul pad il carico della navetta. Al suo interno troviamo l’Alpha Magnetic Spectrometer, il carico principale, e l’Express Logistic Carrier n.3 con una serie di parti di ricambio per la Stazione.

Giovedì scorso sono stati completati i collegamenti dei bracci ombelicali e dei condotti di spurgo dei criogenici ed in quella occasione sono stati eseguiti una serie di controlli  sulla tenuta delle giunzioni. Anche il GUCP è stato controllato ed è risultato in perfetta efficienza.

Un altro piccolo incidente è occorso sul pad venerdì scorso: durante un controllo ai motori di manovra prodieri dello Shuttle, una chiave regolabile lunga circa venti centimetri è caduta ad un tecnico sul ballatoio a quota 207 piedi (circa 62 metri), ma si è infilata fra le sbarre del grigliato della pavimentazione cadendo su Endeavour. Ha colpito due volte la “pancia” dell’orbiter causando un paio di scalfitture nel rivestimento termico, danni che per fortuna non sono gravi e non necessiteranno neanche di riparazione.

Il tecnico ha detto di aver sganciato il cavo di sicurezza della chiave per poterla usare e di averla poi infilata nella tasca posteriore della tuta in attesa di terminare il lavoro. Quando ha fatto per riprenderla, non c’era più! La chiave è stata rinvenuta sulla MLP (Mobile Launch Platform), alla base della struttura, livello 0.

Il lancio continua ad essere previsto per il 19 aprile (il 20 in Italia).

domenica 20 marzo 2011

Equinozio.

Fra poche ore e precisamente alle 2321 UTC (Tempo Universale Coordinato) di oggi 20 marzo - le 00:21 di domani in Italia), sul pianeta Terra inizierà astronomicamente la primavera per l'emisfero settentrionale e l'autunno per l'emisfero meridionale.

Il nome "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale", infatti, all'equinozio, il giorno e la notte hanno la stessa durata.



Buona primavera (o autunno) a tutti!

sabato 19 marzo 2011

Astronauta artificiale.

La ISS ha un nuovo membro dell’equipaggio. Robonaut 2 è finalmente stato spacchettato e presto inizierà l’addestramento in orbita. 

Cady Coleman con Robonaut 2 e,
riflesso nella visiera del robot,
Paolo Nespoli che scatta l’immagine.
C’è anche un piccolo clandestino
sulla spalla di R2… [NASA]
La procedura di apertura della confezione è stata trasmessa da NasaTV e quando la cassa è stata aperta il robot all’interno non c’era. Sembrava fuggito, ma si era nascosto in fondo al modulo Kibo, fermo davanti ad un computer.

A parte le scenette che organizzano sulla Stazione, questo nuovo robot dovrebbe essere impiegato per una miriade di operazioni, ma soprattutto dovrebbe occuparsi, in un futuro abbastanza prossimo, delle operazioni di manutenzione all’esterno della struttura, evitando così agli astronauti delle pericolose attività extraveicolari.

Costruito in collaborazione con la General Motors, Robonaut 2 (R2 per gli amici) rappresenta la punta di diamante delle scienze robotiche e sposta in avanti gli attuali limiti di questo tipo di macchine.


Ovviamente il pensiero corre ad Asimov con le sue leggi della robotica e a Guerre Stellari, da cui proviene il nome R2, da R2-D2, il simpatico "barattolino" protagonista della fantastica saga di fantascienza.

MESSENGER ce l’ha fatta.

Venerdì alle 0054 UTC la sonda MESSENGER ha acceso i motori per spegnerli alle 0109 UTC e, rallentando di 862 m/s si è inserita in orbita attorno a Mercurio, entrando così ufficialmente nella fase operativa della missione. La sonda è il primo satellite artificiale del pianeta più interno del Sistema Solare e potrà ora iniziare una rilevazione sistematica delle informazioni su Mercurio, il pianeta infuocato, dalla sua posizione privilegiata su un’orbita ellittica con apoastro a 15'000 km e periastro a 200 km di quota.
MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging) è costato 446 milioni di dollari ed il suo viaggio è già durato sei anni e mezzo e oltre 7,9 miliardi di chilometri. Per resistere alle temperature proibitive dell’orbita di Mercurio (il Sole splende con una potenza 11 volte superiore rispetto alla nostra posizione) è stato dotato di uno scudo termico ceramico e i pannelli solari sono modulari ed inclinati in modo che solo il 28% della luce colpisce la superficie fotosensibile.
Ogni missione è una nuova sfida e abbiamo i mezzi per affrontarla: l’intelligenza.

venerdì 18 marzo 2011

Super Luna? Ma per piacere...

Sembra che domani, sabato 19 marzo, debba avvenire un evento memorabile...
Una Super Luna che si troverà ad un perigeo mai raggiunto e che ci permetterà di viaggiare in auto di notte con i fari spenti!

A parte le battute, sarebbe bello, peccato che sia tutta una bufala.
Ecco la classifica dei perigei lunari più profondi del periodo 1990-2020.

202/12/1990356 525Piena33' 30.329"
419/01/1992356 550Piena33' 30.189"
308/03/1993356 528Piena33' 30.310"
710/01/2005356 570Nuova33' 30.077"
612/12/2008356 566Piena33' 30.107"
819/03/2011356 575Piena33' 30.050"
114/11/2016356 509Piena33' 30.409"
501/01/2018356 565Piena33' 30.093"

Come vedete il fenomeno di domani non è nulla di eccezionale e se guardate la classifica (il numero a sinistra) è addirittura il peggiore del periodo.
Tutto questo a prescindere dal fatto che l'occhio umano non è in grado di distinguere differenze di questa entità nel diametro lunare e che quindi un plenilunio vale l'altro. Certo se la Luna è al perigeo o all'apogeo un po' di differenza c'è, ma, come vedete dall'immagine, non è così eclatante.

Se i giornalisti vogliono parlare di astronomia, per cortesia dicano cose sensate, o le chiedano a chi le sa...

- Dati tratti dal sito Coelum Astronomia -


Ah, dimenticavo.
C'è anche qualche perfetto idiota che collega questo "evento" al terremoto in Giappone. 
Che tristezza, non c'è più rispetto neanche per i morti...

giovedì 17 marzo 2011

Newsletter - Nuovo numero.

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (26/639), l'edizione italiana del Jonathan Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

questo indirizzo trovate i numeri arretrati.

Iscrivetevi  inviando una richiesta al mio indirizzo email: basta una email per l'iscrizione e una per l'eventuale cancellazione...
Ed è completamente gratuita!


Ah, vista la concomitanza della data...

Auguri, Italia!


mercoledì 16 marzo 2011

Soyuz rientrata.

E' rientrata questa mattina in un Kazakhstan coperto di neve la Soyuz TMA-01M con i tre componenti della Expedition 25-26, Comandante Soyuz Alexander Kaleri e gli ingegneri di volo Scott Kelly e Oleg Skripochka.

Dopo il distacco dalla Stazione Spaziale Internazionale, avvenuto alle 0427 UTC, la capsula ha eseguito alcune manovre per verificare che il sistema di controllo d'assetto fosse pienamente funzionante, dopo la sostituzione di un microamperometro nella consolle di guida della Soyuz.
I test hanno dato esito positivo confermando che la riparazione ha ripristinato il funzionamento ottimale e lasciando quindi la scelta per il comandante fra i quattro metodi di rientro: manuale o automatico e normale o balistico.
Il veicolo ha quindi eseguito l'accensione deorbitante della durata di quattro minuti e diciassette secondi con inizio alle 0703:17 UTC. Il rallentamento corrispondente è stato di circa 413 km/h, sufficienti per far cadere la capsula nell'atmosfera per eseguire un normale rientro automatico.

I tre astronauti infreddoliti
appena estratti dalla capsula [Roscosmos].
Alle 0754 UTC la Soyuz toccava Terra dopo l'ultima accensione dei retrorazzi incaricati di ammortizzare l'impatto con il suolo e dopo pochi minuti le squadre di soccorso e recupero avevano già estratto e adagiato sulle classiche sdraiette i tre componenti dell'equipaggio.
Qualche scambio di battute e i tre astronauti ancora frastornati dal ritorno nell'ambiente a 1g e infreddoliti dalla tormenta di neve in cui sono discesi, sono stati rapidamente portati a Kustanai per i doverosi controlli medici e per una cerimonia di benvenuto in Kazakhstan.
In seguito i due russi andranno a Star City, vicino a Mosca, e Kelly tornerà a Houston, per i rispettivi debriefing.

Sulla Stazione intanto l'equipaggio è rimasto a tre unità e il comando è passato a Dmitry Kondratyev. Assieme a Paolo Nespoli e a Cady Coleman attenderanno l'arrivo della Expedition 27 (Alexander Samokutyaev, Andrey Borisenko e Ronald Garan) che giungerà sulla ISS a bordo della Soyuz TMA-21, ma non si sa ancora quando.

martedì 15 marzo 2011

Guai per le Soyuz.

Il rientro della Soyuz TMA-01M con a bordo Scott Kelly, Alexander Kaleri e Oleg Skripochka è previsto il 16/3 alle 0748 UTC, ma alcuni problemi verificatisi durante il viaggio di andata verso la ISS lasciano perplessi i controllori di volo.

Le prime avvisaglie di queste preoccupazioni si sono palesate quando è stata negata l’autorizzazione alla ripresa delle immagini storiche con il Discovery attraccato alla Stazione. In realtà la versione TMA-M della Soyuz non è mai stata collaudata in un volo “a vuoto”, senza equipaggio, e quindi questo primo volo è quello sperimentale che però esegue una missione nominale. La nuova console digitale Neptun-ME ha avuto qualche grana e a bordo dell’ultima Progress era presente un microamperometro di ricambio che è già stato sostituito.
La TMA-01M durante l'avvicinamento alla ISS [NASA].
Ma non è stato l’unico problema. Durante il lancio, ad esempio, un problema ad una valvola dell’ossigeno ha comportato una pressione superiore in cabina, ed un computer di bordo si è riavviato poco prima dell’attracco.

Se il pezzo sostituito risolverà il difetto più grave (del quale non si conoscono i dettagli, ma i test sono in corso), allora la capsula russa potrà eseguire un rientro normale, mentre se ci fossero dei dubbi il controllo missione potrebbe optare per un rientro balistico manuale in modo da minimizzare i rischi per gli occupanti. Resta il fatto che un rientro di questo tipo non è decisamente confortevole per l’equipaggio portando le accelerazioni durante la parte critica dell’attraversamento atmosferico a spinte di 8-10g rispetto ai 3-4g di un normale ritorno a Terra.

Come se non bastasse è giunta da poco la notizia di un rinvio del prossimo lancio Soyuz, quello della TMA-21, quindi del vecchio modello, previsto per il 29 marzo.
In questo caso è un problema al sistema di comunicazione della capsula. La Russian Federal Space Agency ha comunicato che i tecnici hanno trovato delle “non conformità” nel sistema Kvant-V che si occupa appunto delle comunicazioni. Il guasto sarebbe stato isolato durante i test di routine che vengono eseguiti a Baikonur.
È quindi stato deciso un rinvio del lancio per dare ai tecnici più tempo per studiare il problema e trovare una soluzione. Non è ancora stata scelta una data, ma il ritardo sarà di almeno una decina di giorni. La missione della Soyuz TMA-21 è quella di portare i membri dell’Expedition 27, Ron Garan, Andrey Borisenko e Alexander Samokutyaev a bordo della ISS dove resteranno per oltre cinque mesi. 

lunedì 14 marzo 2011

STS-134 Incidente al pad.

Durante i lavori sulla rampa 39/A del Kennedy Space Center dove si sta preparando lo Space Shuttle Endeavour, è avvenuto un tragico incidente.
Alle 7:40 locali uno dei tecnici che stavano lavorando sui ballatoi in quota è purtroppo caduto rovinosamente a terra. Il personale medico d’emergenza è immediatamente intervenuto, ma ogni tentativo di rianimare l’uomo è stato vano.
Le operazioni al pad sono state immediatamente interrotte per tutto il resto della giornata ed è stata subito aperta un’inchiesta. Per ragioni di privacy non sono state divulgate ulteriori informazioni.
Il tecnico era un dipendente della United Space Alliance, l’azienda che gestisce tutti i lanci Shuttle.


Aggiornamento.
La vittima è un tecnico cinquantatreenne, James D. Vanover, ed era addetto ai bracci di connessione Shuttle/rampa.
Dalla direzione NASA e da tutti gli appaltatori proviene il cordoglio per la disgrazia e contemporaneamente un invito a focalizzare l'attenzione sul lavoro e sulla sicurezza, anche se l'approssimarsi del termine del programma Shuttle potrebbe inserire delle preoccupazioni o dei motivi di distrazione.

sabato 12 marzo 2011

Terremoto in Giappone.

Il sisma che ha colpito ieri il paese del Sol Levante è uno dei più devastanti mai avvenuti, sia in Giappone che in tutto il mondo. La cosa più incredibile è rappresentata dallo sciame sismico che ha scatenato: dopo la prima scossa di magnitudine 8,9 è iniziata una serie di decine di scosse molto forti che hanno anche raggiunto magnitudine 7.

Oltre ai disastri provocati direttamente, si sono aggiunti i terribili effetti di uno tsunami provocato dal fatto che l'epicentro si trovava a circa 130 km dalla costa (e 27 km di profondità), innescando così un'onda anomala che ha colpito tutte le zone poste ad est dell'isola di Honshu e a catena tutto l'Oceano Pacifico.

La sala del Tsukuba ISS Mission Control Center [SFN].
Anche in ambito astronautico vi sono delle ripercussioni. L'amico Jonathan McDowell riporta che lo Tsukuba Space Center è stato evacuato mentre ISAS (Institute of Space and Astronautical Science) a Sagamihara è ok e in piena attività. Mancano invece informazioni sul Propulsion Research Center nel Kakuda Space Center di Miyagi, proprio nella zona più colpita.
Vi ricordo che a Tsukuba c'è il Mission Operation Center della ISS e quindi attualmente tutto il controllo della parte giapponese è stato spostato a Houston in attesa di ripristinare il centro controllo. Le immagini ci fanno vedere le sale con danni ingenti e attualmente non si conosce una previsione per la rimessa in servizio. Anche la riapertura del portello di HTV è stata posticipata a lunedì.
Per Tanegashima non ci sono problemi dato che si trova nell'estremità sud del paese, al riparo anche dagli tsunami.

Fortunatamente il Giappone ha una grande esperienza e serietà nella costruzione di edifici e strutture antisismiche, altrimenti i danni sarebbero stati devastanti: il video qui sotto con i grattacieli che ondeggiano dopo il terremoto, non ha bisogno di commenti!


Lancio Delta IV.

E' partito ieri sera con quasi un'ora di ritardo il vettore Delta 4 Medium+ (4,2) che ha portato in orbita il satellite segreto NROL-27.


L'ora prevista per la partenza erano le 2257 UTC, ma un problema di venti in quota ha impedito di rispettare questa previsione.
Il conto alla rovescia è stato quindi mantenuto fermo su T-5min in attesa che la situazione in quota migliorasse. Cosa che fortunatamente è avvenuta poco prima che terminasse la finestra di lancio possibile per questo satellite. Il lancio è così avvenuto alle 2338 UTC e si è svolto nel migliore dei modi.


Il lancio [ULA].
Da indiscrezioni si sospetta che il satellite NROL-27 possa essere un Satellite Data System (SDS), per gestire le comunicazioni delle forze armate nei vari teatri bellici sparsi per il mondo, ma non ci sono conferme e come accade sempre per questo tipo di missioni il commento e le immagini si sono interrotti al momento dell'apertura del fairing.


Tutte le fasi del lancio sono state seguite e gestite da ULA (United Launch Alliance).

giovedì 10 marzo 2011

In breve.

Messenger, la sonda diretta su Mercurio che ci ha già deliziato con stupende immagini del pianeta infuocato, sta per arrivare a destinazione.
Attualmente si trova nella fase dell’avvicinamento terminale e si è appena girata con il motore contromarcia per poter eseguire la frenata finale ed entrare nell’orbita prevista. Questa manovra di inserimento avverrà il 17 marzo e in 14 minuti di accensione consumerà oltre il 31% del propellente presente a bordo. Messenger (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging mission) è in viaggio da oltre sei anni ed ha eseguito un flyby con la Terra, due con Venere e tre con Mercurio.


Il poster della missione militare [NRO].
Questa notte alle 2:00 italiane inizierà l’ultimo rollout della navetta Endeavour per proseguire la preparazione della sua ultima missione, la STS-134, che partirà il 19 aprile. Questo spostamento è stato ritardato di 24 ore per le cattive condizioni meteo.


Dopo il distacco del Discovery dalla Stazione Spaziale, occorre un po’ di riorganizzazione dei veicoli ed il primo cambiamento è stato il riposizionamento del cargo giapponese HTV-2 dal molo zenith a quello nadir del modulo Harmony. Gli astronauti potranno così terminare lo stivaggio della spazzatura al suo interno in modo che possa poi essere disintegrata durante il rientro distruttivo della capsula.


A mezzanotte circa di domani (alle 23:57 italiane dell’11 marzo) dovrebbe partire un vettore Delta 4 medium con un satellite della difesa americana codificato NROL-27. La rampa è la SLC-37B della Cape Canaveral Air Force Station.
Le previsioni meteo sono per ora ottime con un 90% GO.

mercoledì 9 marzo 2011

Space Shuttle Missions Database. Versione 1.6.

Non so quanti di voi lo sanno, ma sono alcuni anni che curo un database dove inserisco una quantità folle di dati sulle missioni Shuttle.

Dopo uno stop di oltre due anni ho preso il coraggio a due mani e ho aggiornato per tutte le ultime missioni.
Purtroppo sappiamo bene che questo database avrà un termine ben preciso, oltre il quale gli aggiornamenti varranno solo per l'aggiunta di dati per vecchie missioni, ma non per le nuove.

Con questa edizione i dati inseriti sono ben oltre 70'000 e molti sono ancora da scovare nei vari siti NASA.
Se volete, potete scaricare a questo indirizzo lo zip che contiene la tabella in formato Excel e in formato OpenDocument di OpenOffice.
I vostri commenti, consigli o link a documenti che contengono dati da inserire su questo lavoro sono, come sempre, molto graditi.

Grazie a tutti.

P.S.: la sezione astronauti è curata dall'amico Fausto Dell'Orto che ringrazio per il lavoro che svolge e al quale devo ancora chiedere la versione aggiornata della tabella.

Aggiornamento.
C'è stato un aggiornamento dei dati.
Il link ora porta alla versione 1.61 dove è stato completato ad oggi il database degli astronauti. Ancora grazie a Fausto!

Status Report: STS-133-27.

STS-133 MCC Status Report #27
12:45 p.m. CST Wednesday, March 9, 2011
Mission Control Center, Houston, Texas

Il Discovery oggi ha fatto il suo ultimo atterraggio al Kennedy Space Center in Florida concludendo un volo di grande successo alla Stazione Spaziale Internazionale e con una storia di 39 missioni che coprono 238 milioni di chilometri percorsi in 365 giorni nello Spazio.

"Discovery, per l'ultima volta, ruote ferme", ha detto il comandante Steve Lindsey.

"Un grande lavoro fatto da voi e dalla vostra squadra," ha detto il Capcom e collega astronauta Charlie Hobaugh. "quella che avete appena compiuto tutti voi è stata una impressionante missione sulla ISS".

L'equipaggio appena sbarcato di fronte al Discovery [NASA].
Lindsey ha ringraziato le squadre di controllori di volo, l'equipaggio della Stazione e il team del KSC che gli hanno fornito "un veicolo perfetto dall'inizio alla fine".

L'atterraggio, come il resto della missione, è stato praticamente perfetto. Le ruote del Discovery hanno toccato la pista di cemento alle 1657 UTC, dopo un volo di 12 giorni, 19 ore e quattro minuti e 8'486'624 chilometri percorsi in 202 orbite.

Lindsey, il Pilota Eric Boe e gli Specialisti di Missione Alvin Drew, Steve Bowen, Michael Barratt e Nicole Stott hanno consegnato un nuovo modulo e una piattaforma di stivaggio esterna alla Stazione nonché attrezzature e forniture. Nel corso dei quasi nove giorni trascorsi dal Discovery presso la Stazione, Bowen e Drew hanno fatto due passeggiate spaziali per eseguire lavori di manutenzione e installazione di nuovi componenti.

La visita del Discovery alla Stazione è stata allungata di due giorni, così l'equipaggio ha potuto completare l’allestimento del Permanent Multipourpose Module Leonardo, proprio il modulo trasportato in orbita dal Discovery. Leonardo aveva visitato la Stazione già sette volte come modulo logistico per il trasporto dei carichi, ma è poi stato ristrutturato per servire come un'aggiunta permanente di 70 metri cubi al laboratorio orbitante. Tra i 2'700 kg di carico presenti su Leonardo c’era anche Robonaut 2, un robot antropomorfo che replica la parte superiore di un tronco umano, che potrebbe essere un precursore di dispositivi utilizzabili per aiutare durante le passeggiate spaziali. Circa 900 chili di carico supplementare per la Stazione erano anche caricati sul middeck dello Shuttle.

Il tempo di missione non ufficiale è stato di 12 giorni, 19 ore, quattro minuti e 50 secondi. Il volo ha fatto raggiungere al Discovery un totale di 238'539'663 chilometri percorsi in 5'830 orbite.

L'equipaggio tornerà a Houston per una cerimonia di benvenuto presso l'Hangar 276 di Ellington Field domani, giovedì 10 alle 4 pm circa, ora di Houston. I cancelli per il pubblico, che è invitato a partecipare, si apriranno alle 3:30 pm.

- Fine –

[Status Report originale NASA/JSC]